Stranger Things 3 – 5 sfumature di anni ’80

Mettete su un album di Cyndi Lauper e cotonatevi i capelli: si torna negli anni '80!

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ATTENZIONE! Questo articolo contiene diversi spoiler sulla terza stagione di Stranger Things, della quale qui potete trovare la mia recensione.

La serie creata dai Fratelli Duffer non è solo ambientata negli anni ’80, ma ne è anche completamente intrisa, grazie a una miriade di influenze presenti in Stranger Things, passando dal gioco di ruolo Dungeons & Dragons a film iconici del decennio come Ghostbusters, Gremlins e Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo. Ma questa è solo la punta dell’iceberg…

Naturalmente, questa tradizione continua nella stagione più recente di Stranger Things, incredibilmente influenzata da registi come John Carpenter, David Cronenberg e George A. Romero, ma che contiene anche una miriade di altri omaggi. Scopriamoli insieme!

5MOSTRUOSITÀ E ARMATE DI ZOMBIE

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I Duffer Brothers hanno dichiarato, come accennato poco più in alto, di essere stati grandemente influenzati dalla filmografia di David Cronenberg per la realizzazione dell’aspetto e delle tecniche di attacco del loro Mind Flayer: mentre il mostro che abbiamo amato odiare delle prime due stagioni era di ispirazione maggiormente Lovecraftiana, una creatura fatta di spore, cenere e fumo, il modo invece in cui si manifesta nel nostro mondo il Mind Flayer è incredibilmente sanguinolento, cruento e… appiccicaticcio: questa bizzarra creatura infetta le proprie vittime pompando parti di sé all’interno del loro corpo attraverso una bocca che si protende verso di loro (Alien), per poi utilizzarle come se fossero delle marionette (o zombie in stile George Romero) al suo comando, mentre al contempo la corruzione le consuma dall’interno fino a quando non esplodono per divenire parte della massa amorfa di carne che costituisce il corpo mutevole del Mind Flayer.

Negli anni ’80, David Cronenberg ha utilizzato il Body Horror per rappresentare gli effetti fisici dei traumi, siano essi subiti o inflitti ad altri, e questo espediente narrativo è stato impiegato anche dai Fratelli Duffer, i quali si sono concentrati su un ciclo di violenza prettamente maschile:

  • la principale vittima umana del Mind Flayer è Billy Hargrove (Dacre Montgomery), la cui infanzia è stata caratterizzata da un lungo susseguirsi di violenze che il ragazzo ha subito da suo padre e dalla separazione forzata da sua madre, che hanno avuto come risultante finale una risposta uguale e contraria che ha spinto il giovane Billy a passare da vittima di violenze ad aggressore;
  • la sua raccomandazione di restare immobili impartita alle vittime del Mind Flayer poco prima che questi invada i corpi di queste persone che ha rapito fa venire in mente la violenza sessuale;
  • ci sono altri uomini vittime del Mind Flayer, i quali però sono meno violenti di Billy, pur restando misogini;
  • nel montaggio finale dell’episodio 5, nel quale le persone infette presentano i propri corpi esplosi al Mind Flayer perché se ne impossessi, tutte le vittime sacrificate mostrate sono donne.

Nonostante tutto questo, Billy alla fine riuscirà a redimersi grazie al fatto che Undici (Millie Bobby Brown) manifesti per lui empatia per aiutarlo a ritrovare i propri ricordi di sua madre e ad aggrapparsi ad essi, aiutandolo anche a ricordare quanto in realtà anche lui sia una persona gentile: in questo modo, i Duffer Brothers hanno trovato una soluzione alla maledizione di Cronenberg: accettare il proprio lato più dolce e gentile esattamente come quello più oscuro che però appartiene al passato. Certo, il personaggio morirà comunque in un modo orribile e soffrendo atrocemente, ma magari questo non accadrà alle generazioni future.

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