Mentre Tex è fortemente legato all’eredità di Gianluigi Bonelli, Zagor è figlio di Sergio Bonelli, l’uomo che ha portato avanti la casa editrice dopo che il grande padre creatore di Aquila della Notte gli ha consegnato la guida della SBE.

Perciò ogni ristampa di Zagor con una storia scritta da Guido Nolitta, alias Sergio Bonelli, non fa altro che alimentare quel mito trasmesso di padre in figlio, che ha le sue basi nell’avventura e nella voglia di entusiasmare il pubblico italiano, e non solo.

Perchè Zagor è un cugino di Tex, un personaggio simile ma allo stesso tempo lontano da Aquila della Notte. Il solo fatto che i luoghi in cui l’eroe di Darwkood vive e si muove sono quelli del Nord America, una zona lontana anche a livello paesaggistico da quel centro-sud degli Stati Uniti in cui Tex vive fantastiche e rischiosissime avventure, lo rende sostanzialmente diverso dal ranger ideato da Gianluigi Bonelli.

Perciò il fatto che Morte sul Fiume sia un volume di ristampa di due avventure di fine anni Sessanta con protagonisti Zagor e Cico non fa altro che rimarcare quanto la Sergio Bonelli Editore stia portando avanti nel tempo un’operazione di riscoperta filologica dei propri tesori.

Le storie al centro di questo volume hanno un messaggio intrinseco piuttosto importante. Infatti nella prima avventura l’autorità di Zagor sulle tribù indiane viene disconosciuta a favore di Iron Man, un uomo dotato di un’armatura capace di renderlo invincibile. Il primo scontro tra i due porterà addirittura lo spirito con la Scure a soccombere. Si tratta di un nemico con il quale Zagor non si era mai confrontato, capace di dargli tanto filo da torcere.

Nella seconda avventura il ritorno di Iron Man mette Zagor nella difficile posizione di fare da ago della bilancia tra due tribù indiane, i Cayuga ed i Mohawk, pronte a scontrarsi a causa di un piano ordito dallo stesso Iron Man per impossessarsi di un tesoro contenuto all’interno di un Totem.

Si tratta di due storie classiche, che agli occhi di un lettore contemporaneo possono risultare ingenue in alcuni punti, e che sicuramente non sono adatte ai meno appassionati del fumetto vintage. Ma il ritmo, la capacità di affascinare, calare in un mondo avventuroso, e di trasmettere dei sottotesti significativi, quella non si è persa affatto.

Zagor, Mangaforever

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Guido Nolitta, o meglio Sergio Bonelli, è sempre stato uno sceneggiatore capace di attingere a pieno dai proprio gusti cinematografici e letterari. La contaminazione di genere si respira tanto in queste due storie, e sicuramente la presenza del nemico Iron Man può rimandare anche ad un certo tipo di fumetti supereroistici (quelli Marvel su tutti) che durante gli anni Sessanta hanno avuto una nuova grande esplosione.

Ma è soprattutto il senso dell’avventura a farla da padrone, e la capacità di Nolitta/Bonelli di alternare avventura, suspense, humor e dramma. Vedere uno Zagor sconfitto e costretto a rialzarsi dopo uno scontro finito male non è usuale, ma è sicuramente utile per rafforzare un sottotesto mai come oggi attuale.

Perché il desiderio di potere e di prevaricazione esiste tutt’oggi, ed il fatto che, pur di ottenerlo, si sia disposti a scatenare guerre tra popoli e inimicizie è una storia figlia anche di questi giorni.

E poi, a impreziosire i testi di Nolitta, ci sono i disegni di Gallieno Ferri, che con il suo tratto classico, dotato di grande dinamismo, è servito da base, non solo per Zagor, ma per strutturare molte delle serie d’azione di casa Bonelli.

Insomma, Morte sul Fiume è un bel tuffo nel passato, un volume di pregio che ripropone a colori una grande avventura di Zagor, capace d’intrattenere, e di trasmettere un messaggio tutt’oggi attuale.

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