Un volume che ripercorre il cammino lungo tutti gli anni Duemila delle copertine di Tex, nel segno del grande Claudio Villa.

Chiunque sia appassionato di Tex, e sia nato tra la fine degli anni Ottanta ed i primi Novanta ha avuto il primo approccio ad Aquila della Notte grazie alle copertine di Claudio Villa. Nell’immaginario collettivo di quasi due generazioni l’immagine di Tex è associabile al tratto del disegnatore che ha raccolto l’eredità di Aurelio Galeppini.

Le Copertine di Tex Gigante 2000-2018 è un volume che raccoglie l’ultima parte di quella tradizione d’immagini ad effetto realizzate da un fumettista capace di creare un ponte tra passato e presente. Lo stesso Claudio Villa all’interno del volume dichiara che “Fare le copertine di Tex dopo il numero 400 è stato come camminare su un filo teso tra due mondi: la tradizione da una parte, e dall’altra la voglia di modernizzare il linguaggio”.

E Villa è riuscito al meglio a mantenere gli elementi più importanti delle copertine di Galep (spesso fatte da primi piani di Tex con sullo sfondo l’ambientazione ed i personaggi al centro della storia), con la ricchezza di dettagli e la corporatura imponente dei protagonisti. Il Tex di Claudio Villa, soprattutto a parti dagli anni Duemila, inizia sempre più a prendere le sembianze (rispettando una certa tradizione) di quegli eroi action del cinema contemporaneo. La suggestione delle ambientazioni e delle tematiche trattate diventa sempre più importante, capace d’ispirarsi anche ad una singola vignetta, per suggerire al lettore una storia ricca di avventure, intrighi, o magari tanti misteri.

A volte le copertine di Claudio Villa riescono a suggerire ancora di più di quanto la stessa trama offra al lettore. La qualità delle suggestioni del Villa copertinista riesce a creare spesso degli universi narrativi capaci di far fantasticare, oltrepassando la stessa trama dell’albo.

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Insomma, questo ultimo volume dedicato alle Copertine di Tex Gigante è sicuramente quello più vicino ed emotivamente coinvolgente per l’ultima generazione di appassionati texiani, in grado allo stesso tempo di portare avanti un’operazione di analisi filologica importante. Ad esempio, la sezione dedicata alle quarte di copertina è completa, alla pari di quella dedicata alle copertine.

I vari contenuti del volume sono importanti per analizzare alcuni cambiamenti e momenti che hanno ruotato attorno ai mutamenti fisici degli albi di Tex. Ad esempio “Il Giornale di Sergio Bonelli”, nato come appendice nel 1988, e dedicato alla presentazione ed introduzione alle pubblicazioni della SBE, si chiude nel 2009 con lo spostamento di queste informazioni direttamente sul sito.

Questi volumi dedicati alla tradizione, ed alla storia editoriale della Sergio Bonelli Editore, pongono ancora di più l’accento su quanto la casa editrice di Via Buonarroti abbia segnato la storia della cultura popolare italiana negli ultimi settant’anni. La SBE ha sicuramente saputo rinnovarsi (e mai come oggi sta operando un restyling interno ed esterno), mantenendo però, in maniera quasi artigianale, una tradizione che fa parte, non solo del comparto creativo di ogni singolo albo, ma che si palesa anche a livello fisico. Ogni albo Bonelli è infatti frutto di una produzione attenta ad i materiali ed ai formati dei propri prodotti, resi riconoscibili, e perfettamente identificati come marchio di fabbrica della SBE.

Perciò ben vengano volumi come Le Copertine di Tex. Non sono altro che un’analisi attenta, ed una presa di coscienza di ciò che Umberto Eco sottolineava già nel 1964 con Apocalittici e Integrati: il culto e l’esaltazione della qualità insita nei prodotti della cultura di massa.

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