Cthulhu – L’Abisso della Ragione di G.A. Gualtieri, M. Nucci e V. Befani | Recensione

Arriva in edicola e in fumetteria Cthulhu - L'Abisso della Ragione storia autoconclusiva tutta italiana in cui si celebra uno degli autori che maggiormente ha influenzato l'immaginario della cultura pop, e in particolare di quello horrorifico, ovvero H.P. Lovercraft.

Autore: Giulio A. Gualtieri, Marco Nucci (testi) Valerio Befani (matite) Pietrantonio Bruno (copertina)
Casa Editrice: Editoriale Cosmo
Genere: horror
Provenienza: Italia
Prezzo: € 5.50, 16x21, 114 pp., b/n, brossurato
Data di pubblicazione: 23 maggio 2019

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Come la goccia che scava la roccia, paziente ma inesorabile, Editoriale Cosmo continua a riproporre grandi classici del fumetto italiano in una veste abbordabile ai più ma anche a produrre nuovi fumetti tutti rigorosamente Made in Italy facendo affacciare sul palcoscenico che conta nuovi e giovani autori basti pensare all’ottima Caput Mundi e Caput Mundi: Nero o alla collana Un Eroe Una Battaglia.

Con questo stesso spirito arriva in edicola e in fumetteria Cthulhu – L’Abisso della Ragione storia autoconclusiva in cui si celebra uno degli autori che maggiormente ha influenzato l’immaginario della cultura pop, e in particolare di quello horrorifico, ovvero H.P. Lovercraft.

All’interno del Manicomio di Innsmouth sinistri rumori e oscure presenze anticipano misteriose sparizioni. Per questo motivo il direttore dell’istituto e i pochi dipendenti rimasti decidono di fare una colletta e ingaggiare l’investigatore privato Arthur Gilman, un tempo molto noto ma ora perso nei meandri dell’alcolismo.

Gilman inizialmente è restio ad accettare l’incarico anche perché ad Innsmouth è internato l’uomo che ha ucciso la sua fidanzata ma quando il direttore gli conferma che l’uomo si è impiccato, Gilman accetta anche convito dalla cospicua somma di denaro offertagli.

Giunto nella tenebrosa magione, Gilman deve presto scacciare il suo scetticismo quando in prima persona fa esperienza della lugubre atmosfere. La sparizione di un altro componente dello staff fa scattare una indagine che porta alla risoluzione del mistero.

Gilman è stato vittima di un terribile “gioco” ma proprio quando tutto sembra finito dopo aver affrontato anche i propri demoni, il detective scopre che nei meandri dell’Innsmouth i pazienti sono il minore dei mali… qualcuno vuole risvegliare qualcosa, qualcosa di maligno e primordiale.

Cthulhu – L’Abisso della Ragione rende omaggio nel miglior modo possibile alla tradizione lovercraftiana con una storia il cui vero orrore non è tanto nella presenza di mostri nel senso letterale del termine quanto invece nella discesa nella follia della mente umana e l’incapacità di concepire l’impossibile oltre il reale.

Giulio A. Gualtieri e Marco Nucci imbastiscono una storia che funziona come un perverso gioco di scatole cinesi in cui il protagonista viene catapultato in mondo in cui nulla è come appare e che sembra ridursi ad un pessimo e grottesco scherzo fin quando il vero orrore si svela nella sua lucida follia.

Cthulhu – L’Abisso della Ragione soprattutto nella sua prima parte ricorda in certi frangenti alcune storie di Tiziano Sclavi mentre il protagonista ricalca in chiave pulp un altro personaggio della tradizione bonelliana ma di estrazione completamente opposta ovvero Nathan Never.

Dando così delle coordinate famigliari al lettore, i due sceneggiatori possono concentrarsi nel curare l’atmosfera del loro racconto – dimostrando così di aver davvero recepito gli insegnamenti del vate di Providence – concedendosi poi un finale classicamente lovercraftiano che il lettore inizia sinistramente ad intravedere, e ad attendere, già da metà albo in poi.

Ottime le matite di Valerio Befani. Il suo tratto stilizzato fatto di linee essenziali ben si adatta alla storia con il chiaroscuro molto profondo che amplifica i momenti più d’atmosfera della storia. La costruzione della tavola è ordinatissima e chiara matrice bonelliana esaltando le qualità di storytelling del disegnatore, aspetto assolutamente da non sottovalutare in una storia che offre almeno un paio di twist importanti.

Come sempre Editoriale Cosmo confeziona un brossurato solidissimo ed essenziale nella miglior tradizione del fumetto da edicola italiano.

Cthulhu – L’Abisso della Ragione è una storia consigliata agli amanti di certe atmosfere psicotiche di cui Lovercraft è stato pioniere – basti pensare a certi racconti di Stephen King solo per citare un esempio alla portata di tutti – ma anche a chi ad esempio vuole riempire le pause fra una sessione di gioco e l’altra a Le Case della Follia.

Lo strillo a fine volume inoltre fa presagire che la collana potrebbe proseguire con altre storie autoconclusive offrendo così una antologia sicuramente interessante nell’attuale panorama della produzione del fumetto nostrano.

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IN BREVE
Storia
7.5
Disegni
7.5
Cura Editoriale
7.5
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