Il film ha chiuso un ciclo epocale che ha coinvolto milioni di fan in tutto il mondo, cambiando per sempre il modo di intendere i supereroi sul grande schermo. Perché, nel bene o nel male, Avengers: Endgame racchiude tutto ciò che il Marvel Cinematic Universe ha offerto in questi anni.

L’attesa per Avengers: Endgame è stata spasmodica, non soltanto per conoscere l’esito della lotta del team dei Vendicatori contro il Titano Pazzo, ma soprattutto per il sigillo che la pellicola appone ad una fase del Marvel Cinematic Universe durata undici anni. E’ tempo, per i Marvel Studios (da poco arricchiti col ritorno “a casa” degli X-Men) di guardare al futuro, in un contesto sicuramente cambiato rispetto al 2008, anno nel quale ha esordito Iron Man e quell’universo condiviso che proprio in Endgame trova il culmine; per farlo, il sapiente duo alla regia composto dai fratelli Anthony e Joe Russo, ha deciso di affidarsi primariamente alla vera grande conquista di tutti i film della Casa delle Idee, ovvero l’essere riusciti a far innamorare milioni di fan di tutte le età e di tutto il mondo di personaggi protagonisti dei fumetti, superando il preconcetto che troppo spesso ha racchiuso i supereroi in prodotti di bassa cultura e prettamente adatti ai bambini.

Orchestrando un saggio viaggio nel tempo (elemento da sempre presente nella grande cinematografia fantascientifica e sempre dotato di grande fascino) la produzione è riuscita a creare una trama convincente, che le ha permesso attraverso un plot comune al genere (gli eroi che salvano il mondo) di rendere omaggio a tutti i film passati dell’universo condiviso, mantenendo in ogni modo viva la narrazione senza sacrificarla o creare un mero “documentario” omaggio ai bei tempi passati insieme sul grande schermo. Senza dubbio, solamente per questo, Avengers: Endgame merita un plauso da tutti gli amanti Marvel e, più in generale, da tutto il mondo del fumetto, che proprio grazie al MCU è riuscito, indubbiamente, a guadagnarsi rispetto e stima. Ma, nonostante questo, risulta esserci un “però”: ed è ciò che salta subito agli occhi dello spettatore oggettivo, o a quelli asciutti del fan che, dopo essersi commosso alla visione del destino di alcuni dei suoi personaggi preferiti, si ferma a riflettere.

Perché Endgame, oltre a far passeggiare sugli scudi tutti i pregi di un universo cinematografico indubbiamente di successo, ne evidenzia anche i difetti che, proprio nella nuova Fase che andrà a crearsi, potrebbero essere fatali e non più tollerabili, o copribili dal genuino e sacrosanto affetto degli spettatori verso i propri beniamini. La snervante ricerca di battute a tutti i costi, o la ridicola riduzione di alcuni personaggi (Thor su tutti) a caricature di sé stessi, elementi necessari a far rientrare ogni film prodotto in un tono che deve necessariamente restare, per logiche di mercato, adatto alle famiglie (ovvero a quel pubblico più incline a spendere in prodotti della Casa di Topolino) rischiano di far collassare un sistema che fino al momento ha retto, ma che potrebbe non trovare più spazio in un contesto dove ormai, i fumetti, sono una cosa serissima e il pubblico ha sempre più voglia di divertirsi, sì, ma analizzando la psicologia di personaggi non costretti, a forza, a dover per necessariamente far uscire il loro lato da cabarettisti per paura di poter perdere il “posto” nel mondo cinematografico.

Questo resta per tutti, comunque sia, il momento di ringraziare il Marvel Cinematic Universe per tutte le emozioni “condivise” e la rivoluzione iniziata. Con la speranza che, lo sguardo al passato, possa essere propedeutico ad un nuovo inizio conseguente ad un’evoluzione, con quello sguardo visionario capace di correggere le proprie lacune per arrivare ad offrire uno spettacolo il più completo possibile. Dopo undici anni tutti gli spettatori meritano una reale perfezione, che non risulta ottenuta solamente con incassi monstre al Box Office o una spaventosa e deviante campagna mediatica epocale, ma piuttosto con prodotti realmente perfetti: è il futuro che i veri amanti dei fumetti si aspettano e che sperano di trovare in questa nuova Fase.

Per ringraziare realmente la Marvel, tra dieci anni, non solo con nostalgico affetto ma anche con sincera oggettività.

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