7 anime remake migliori della versione originale

Pubblicato il 13 Maggio 2019 alle 09:00

Capita che per quanto un manga o un progetto sia, sulla carta, più che buono, per milioni di motivi l’anime che ne esce fuori non è minimamente all’altezza delle aspettative. Come poter rimediare a quello che potrebbe essere un possibile disastro? Purtroppo non ci sono vie di fuga, l’unica soluzione è andare avanti fino all’ultima puntata e salvare il salvabile.

Ecco, però, una luce: il remake.

Quelli di oggi sono anime remake, seconde versioni decisamente migliori della prima. E meno male che c’è stata potremmo dire…

Fruits Basket

Fruits basket

Sarà forse prematuro parlare di remake migliore del primo, dopotutto Fruits Basket è un anime uscito a primavera 2019, la domanda da porsi è: può veramente risultare peggiore della prima?

A giudicare dai presupposti sembra davvero impossibile. La stessa autrice del manga ha curato personalmente la messa in onda dell’anime che, si vocifera, adatterà per intero la storia. A meno di scivoloni grossolani si spera che lo studio di animazione possa dare finalmente vita all’anime che un’opera come Fruits Basket merita.

Kino no tabi the beautiful world

Kino no tabi: the beautiful world

Nonostante siano due animi che trattano, più o meno, la stessa trama con i medesimi argomenti e storie. Le due versioni di Kino no Tabi sono decisamente diverse l’una dall’altra. La trama è molto simile in entrambi gli adattamenti animati, ciò che cambia drasticamente è il comparto grafico e ciò che la serie vuole trasmettere al pubblico.

L’anime del 2003 è stato realizzato con colori più dark, mentre quella del 2017 ha colori molto più brillanti. La differenza di luce si ritrova anche nei messaggi generali che il giovane avventuriero incontra al termine delle sue peripezie.

Il dibattito su quale sia dei due l’opera migliore è ancora acceso.

Ushio & Tora

Ushio & Tora

Il primo capitolo del manga è uscito nel 1990, dopo solo due anni, prima ancora che l’opera fosse completa, è stato deciso di farne un adattamento animato. Di per sè l’anime, che in realtà altro non erano che episodi OAV, non è malvagio, ma forse a causa del limitato numero di puntate non è riuscito a riprodurre la stessa energia presente nell’anime.

Nel 2015 ecco il nuovo progetto di Ushio & Tora, questa volta un anime che adattasse tutte le loro avventure e il risultato è stato più che soddisfacente. In Italia i diritti sono stati acquistati dalla Yamato Video, nonostante ciò è ancora una serie molto sottovalutata.

Devilman crybaby

Devilman crybaby

1972 contro 2018. Ben 46 anni separano le due versioni di uno dei personaggi che ha fatto diventare l’industria del mondo manga e anime quella di oggi: Devilman. Metterli a confronto dal punto di vista grafico, qualitativo e di produzione non avrebbe senso.

A loro modo entrambi gli anime hanno lasciato il loro segno nella generazione a cui appartengono. Per non dare il via ad accese diatribe tra i fan del retrò rispetto agli appassionati del nuovo, sarebbe doveroso chiuderla con un pareggio.

Anche se Devilman Crybaby è veramente un viaggio senza precedenti.

Hellsing Ultimate

Hellsing Ultimate

Se si parla di anime il cui remake è migliore della versione originale Hellsing Ultimate è uno degli esempi perfetti. Non solo perché i pacchetti di character design e animazione sono su due mondi completamente diversi, ma anche perché tutto ha un impatto più profondo e migliore sullo spettatore.

La colonna sonora si adatta molto meglio al contesto macabro e gore dell’opera. I colori sono più accessi, la trama segue un filo più marcato: ha un inizio, uno sviluppo e una fine; e soprattutto perché quel fenomenale personaggio chiamato Alucard può risplendere in tutto il suo misterioso e sadico splendore.

Fullmetal alchemist brotherhood

Fullmetal alchemist brotherhood

Entrambe le versioni di Full Metal Alchemist sono buoni anime, su questo non si può obiettare. Fino a metà sono testa a testa, quando la serie del 2003, la prima, ha deviato dai binari tracciati dal manga non c’è stato più confronto.

Preso singolarmente, senza aver letto il manga, l’anime non è nemmeno malvagio, tuttavia lo spettatore ha l’impressione che qualcosa non torni, che il come si sono evolute le avventure di Ed e Al sia forzato e impreciso.

La versione del 2009 segue passo passo la versione cartacea e il risultato è decisamente più soddisfacente, anzi a giudicare dall’accoglienza del pubblico si potrebbe definire storico.

Hunter x Hunter 2011

Hunter x hunter

Non si tratta di qualità, quella è di altissimo livello in entrambe le versioni, quanto di fedeltà al manga e, sì, perché no, di finire un arco narrativo come si deve.

Il mangaka autore di Hunter x Hunter è conosciuto come uno dei grandi imperatori della pausa, era quindi ipotizzabile che il primo adattamento animato del 2007 non sarebbe riuscita a concludere adeguatamente le avventure del manga.

La versione 2011, invece, ha portato a termine questa impresa titanica, mantenendo uno standard qualitativo altissimo per tutte le puntate.

Unica nota, la rappresentazione del Nen nella prima stagione è stata migliore rispetto a quella del 2011.

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