Mamma Mia! Ci Risiamo di Ol Parker | Recensione

Pubblicato il 9 Settembre 2018 alle 15:00

Arriva in Italia il prequel/sequel del celebre musical del 2008, con grande cast che include Amanda Seyfried, Meryl Streep, Lily James, Pierce Borsnan, Colin Firth, Andy Garcia, Stellan Skarsgård e Dominic Cooper.

La straordinaria e smisurata ampiezza del cast di Mamma Mia! Ci Risiamo è inversamente proporzionale alla totale mancanza di idee, che siano esse visive, coreografiche, narrative o di una qualsiasi altra sfumatura cinematografica. Un po’ sequel e un po’ prequel dell’originale del 2008 diretto da Phyllida Lloyd, il film scritto e diretto da Ol Parker (celebre soprattutto per essere il marito di Thandie Newton) è poco ispirato sia che guardi al passato (raccontando una storia ambientata prima degli eventi di Mamma Mia!) sia che provi a proseguire per conto proprio, riuscendo nel poco invidiabile primato di risultare stucchevole, melenso e perfino contraddittorio in entrambi i sensi di marcia narrativi.

Del resto se già il film del 2008 sembrava proporre un’idea di musical piuttosto vetusta rispetto a quella frizzante e dinamica del Molin Rouge! di Baz Luhrmann, il nuovo capitolo non può letteralmente sopravvivere nell’era del La La Land di Damien Chazelle: l’unica cosa che riesce a salvare il prodotto dall’essere un totale disastro, a dispetto di personaggi macchiettistici, dialoghi imbarazzanti e melange musicali più simili a stacchetti pubblicitari che sequenze cinematografiche, è l’onestà intellettuale con cui Parker tratta il soggetto, senza mai prendersi sul serio e anzi puntando ad atmosfere sempre più esageratamente kitsch; il senso di idillio favolistico così smaccatamente e incessantemente proposto (ai limiti della propaganda) rende il film ridicolo, ma quel ridicolo troppo simpatico e onesto per risultare sgradevole.

Ecco, l’unico pregio di Mamma Mia! Ci Risiamo è la sua onestà, il modo in cui propone al suo pubblico la storia che il suo pubblico voleva farsi raccontare. Lo fa con poca brillantezza, poca fantasia e soprattutto poca inventiva nei numeri musicali (che in musical dovrebbero essere il succo di tutta la faccenda), ma tutto sommato non è che ci si potesse (o dovesse) aspettare qualcosa di più.

C’è un cast più grande (ma non c’è Meryl Streep), dato che ogni attore principale avrà una sua controparte giovane nei flashback (che tutto sommato funzionano, seppur assolutamente didascalici); il tempo di esecuzione è più lungo (115 minuti contro i 106 del predecessore), farcito con tante sotto-trame extra e ulteriori coinvolgimenti romantici. Ma nonostante questa grandezza tutto sembra molto più vuoto, meno divertente, più dispersivo, con questa esagerata energia frenetica che si disperde nel nulla senza andare assolutamente da nessuna parte. Ad un certo punto, mentre guardavo il film, ho gettato un’occhiata al mio taccuino per gli appunti accorgendomi che la pagina era ancora preoccupantemente vuota. A parte il titolo, s’intende.

Ma se la vostra passione è vedere Pierce Brosnan, Colin Firth, Stellan Skarsgård e Andy Garcia (che sembra appena uscito dal set di quella famosa pubblicità che sicuramente conoscete …) che cantano e ballano al suono di melodie pop di 40 anni fa in un’ambientazione talmente soleggiata da luccicare, o se siete segretamente innamorati di Lily James o Amanda Seyfried (come darvi torto) o avete semplicemente bisogno di fare un salto in una realtà alternativa dove tutto è bellissimo e dove l’amore trionfa sempre, allora forse potreste anche divertirvi.

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