Fables Il Lupo Tra Noi – Vol. 3 & 4 | Recensione

Pubblicato il 6 Maggio 2018 alle 10:00

Si conclude Il Lupo Tra Noi, miniserie ambientata nel mondo di Fables e adattamento di un videogioco. Cosa succederà a Luca Wolf, impegnato in un’indagine pericolosa? Riuscirà a consegnare un letale assassino alla giustizia di Favolandia? Scopritelo in questi due volumi!

Tra le serie Vertigo uscite negli ultimi anni, Fables è stata senz’altro una delle più originali. Il suo autore, il geniale Bill Willingham, aveva deciso di utilizzare i classici personaggi delle favole, inserendoli in un contesto contemporaneo. Le atmosfere narrative erano caratterizzate da una riuscita sintesi di fantasy, horror, ironia e, di tanto in tanto, un pizzico di malizioso erotismo. Nel giro di poco tempo, il comic-book ottenne un notevole successo di pubblico e critica e non sono mancate numerose iniziative collaterali.

Tra le tante, si segnala Fables The Wolf Among Us, miniserie scritta da Matthew Sturges e Dave Justus. La trama è ispirata a un videogioco della Telltale e si svolge prima dell’inizio della serie regolare. La vicenda è però comprensibile anche per coloro che non conoscono il videogame o non hanno mai letto Fables. Ci troviamo dunque in un periodo in cui le fiabe fuggiasche non si sono scontrate con il letale Avversario e Bianca Neve ha da poco incominciato a occuparsi della gestione di Favolandia, con l’ausilio di Luca Wolf.

Quest’ultimo, in qualità di sceriffo di Favolandia, deve indagare sull’efferato omicidio di una prostituta. Il fantasy non manca ma la vicenda è di fatto un noir, con un detective impegnato a risolvere un caso a dir poco intricato. Nei due volumi precedenti Sturges e Justice hanno inserito numerosi elementi, descrivendo situazioni a forti tinte non prive di pathos e violenza e collegandosi a tante leggende, sia europee che orientali. In questi due tp conclusivi giocano un ruolo importante la letale Bloody Mary e l’enigmatico Uomo Storto, una fiaba che forse potrebbe essere responsabile di parecchi crimini.

Suggestioni hard-boiled, citazioni della favola di Pelle d’Asino, riferimenti alla magia nera e all’esoterismo; sono questi gli ingredienti di Fables The Wolf Among Us e gli autori concepiscono una story-line avvincente e intrigante, impreziosita da un giusto equilibrio di azione e introspezione. Sebbene si tratti di un fumetto che si pone l’obiettivo di intrattenere, non manca l’analisi psicologica dei personaggi e Luca Wolf, in particolare, è il più approfondito. Sturges e Justus descrivono una creatura divisa tra istinto e razionalità, non priva di debolezze e fragilità interiori.

Ma vale lo stesso per la tormentata Faith, per l’Uomo Storto, per Bianca Neve e per tutti gli altri incredibili protagonisti della trama. I testi sono curati e Sturges e Justus dimostrano di possedere versatilità espressiva. La storia è infatti narrata in prima persona da Luca e in questo caso gli autori si concedono uno stile chandleriano perfetto per un noir. I dialoghi, invece, sono più immediati e meno letterari, in certi casi persino gergali. Ciò contribuisce a rendere davvero imprevedibile la lettura.

La varietà della scrittura va di pari passo con quella dei disegni. Fables The Wolf Among Us si avvale dell’estro grafico di numerosi penciler. Ogni episodio è quindi illustrato da più disegnatori. Per questo motivo, da un lato la miniserie è qualitativamente altalenante, poiché non tutti gli artisti sono allo stesso livello; dall’altro, però, è una continua sorpresa.

Tra i nomi coinvolti, vanno citati innanzitutto Eric Nguyen e Christopher Mitten che svolgono il lavoro migliore, grazie al loro tratto aggressivo e contorto, molto espressivo; sono poi da tenere d’occhio anche Steve Sadowski e Joelle Jones mentre, invece, Shawn McManus, ben noto ai fan della Vertigo, non è all’altezza dei suoi lavori migliori. Sarebbe stato quindi preferibile utilizzare magari un unico disegnatore ed evitare l’eccessiva eterogeneità grafica ma, in ogni caso, la miniserie è valida e va presa in considerazione. Di sicuro piacerà agli estimatori di Fables e ai lettori che apprezzano le commistioni di generi narrativi.

 

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