I migliori 12 film del 2017

Pubblicato il 12 Dicembre 2017 alle 13:00

Come ogni anno è arrivato il momento di tirare le somme: mentre la stagione dei premi si prepara ad entrare nel vivo, MangaForever elenca per i suoi lettori i migliori film usciti in Italia nel 2017.

Visto che gli analisti e i critici non fanno altro che offrire un servizio a domicilio (tipo i gigolò, ma senza la pretesa di essere pagati) mi sembra logico andare incontro alle esigenze del pubblico e tralasciare, per questa lista dei migliori 12 film del 2017, tutte quelle pellicole che, per quanto bellissime, non siano ancora state proiettate nei cinema italiani.

Non stupitevi quindi se in questo articolo non troverete The Shape of Water, di Guillermo del Toro, o The Killing of a Sacred Deer di Yorgos Lanthimos, o ancora Good Time, l’encomiabile noir dei fratelli Benny e Josh Safdie: magari si tratta di film che in questi giorni sono sulla bocca di tutti (per lo meno tutti quelli che hanno potuto vederli in anteprima durante i festival internazionali più importanti), ma il pubblico medio dovrà aspettare il 2018 per avere la possibilità di recuperarli quindi consigliarvi film non ancora usciti sarebbe stato inutile.

In questo modo invece tutti voi, nostri cari lettori, avrete modo di confrontarvi liberamente nei commenti, facendoci sapere se siete d’accordo con la nostra lista e, viceversa, quali film avreste selezionato voi.

Ma a questo punto bando alle ciance e ripercorriamo il 2017 attraverso i suoi 12 migliori film. Piccolo spoiler: a causa (o merito) di un ex equo, il primo posto è condiviso da due film.

12 – Mudbound, di Dee Rees (17 novembre)

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Due famiglie dal colore della pelle diverso, una fattoria, tantissimi protagonisti (ottimamente interpretati e ancor meglio scritti), un’America di un’epoca lontana (ma incredibilmente – e tristemente – attuale), un dramma, un’avventura, un noir, una storia d’amore e una d’amicizia. Insomma nel film di Dee Rees c’è tutto quello che si può desiderare in un film, e fareste meglio a non perdervelo.

11 – Logan, di James Mangold (1 marzo)

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Tra western di frontiera, racconto di formazione e parabola esistenzialista James Mangold non solo chiude la trilogia di Wolverine in maniera perfetta, ma addirittura realizza il miglior cinecomic dai tempi di The Winter Soldier e Il Cavaliere Oscuro. Un Hugh Jackman da antologia lascia l’iconico ruolo del mutante canadese con una performance di furiosa fisicità e rara tenerezza.

10 – La Tartaruga Rossa, di Michaël Dudok de Wit (27 marzo)

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Privo di dialoghi, La Tartaruga Rossa affida la narrazione della sua piccola (ma profondissima) storia ai suoni della natura e alla bellezza delle immagini: momenti di arte cinematografica allo stato puro vi rapiranno in ottanta minuti di ipnotica fascinazione.

9 – La La Land, di Damien Chazelle (26 gennaio)

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Il film di Chazelle va ben oltre la sua trama semplicistica e banale, e la storia d’amore fra il jazzista Sebastian e l’attrice Mia diventa solo un pretesto per raccontare un’altra storia d’amore, quella fra il cinema e tutti i suoi amanti: fra virtuosismi tecnici, fantasmagorie dai colori saturissimi e coreografie magistrali, La La Land è un romantico omaggio alla magia della prima Hollywood, che rivive ancora una volta. La sequenza del sogno finale verrà ricordata come una delle più belle della storia del cinema.

8 – Personal Shopper, di Olivier Assayas (13 aprile)

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Una Kristen Stewart mai così brava si trova divisa fra vita e morte, fra mondo analogico e digitale, fra la donna che è e quella che vorrebbe essere. Inquietante, misteriosa e poetica, la storia di fantasmi raccontata dal maestro Olivier Assayas risuona di scricchiolii e sussurri e si insinuerà nelle vostre menti per rimanerci ben oltre la fine dei titoli di coda.

7 – L’Infanzia di un Capo, di Brady Corbet (29 giugno)

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Con la struttura di un’opera, ossia overture, tre atti e una magistrale, indimenticabile chiusa, L’Infanzia di un Capo è un film destabilizzante, un dramma familiare che è anche un racconto di formazione oscuro e un thriller psicologico affilato: tutto insieme, tutto mescolato con l’ipnotica e spaventosa colonna sonora di Scott Walker (un po’ avanguardista e un po’ classicheggiante) e tutto condensato in poco meno di due ore. Si nasce malvagi o sono il mondo e le sue esperienze a creare il male? Il film non è così arrogante da pretendere di fornire risposte, ma di certo è abbastanza scaltro da suggerire tantissimi spunti di riflessione.

6 – The Bad Batch, di Ana Lily Amirpour (23 giugno)

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Immaginate Il Buono, Il Brutto e Il Cattivo con una bionda per protagonista ambientato in un mondo alla Mad Max coi cannibali e qualche elemento di Romeo e Giulietta, quindi prendete il tutto e lasciatelo reinterpretare da Sergio Corbucci e poi re-reinterpretare da Nicolas Winding Refn. Infine aggiungete un pizzico di droghe allucinogene e a quel punto sarete solo a metà del viaggio. Cosa vi aspetta oltre l’altra metà, dovete scoprirlo da soli.

5 – Get Out, di Jordan Peele (18 maggio)

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Jordan Peele dirige una sua sceneggiatura in questo film di rara brillantezza, che si muove tra satira sociale e horror psicologico estremizzando (ma neanche poi tanto) tutti i tic e le ombre dell’America trumpiana. Fra i tantissimi pregi, Get Out ha anche quello – niente affatto scontato – di riuscire a mettere il pubblico nei panni del protagonista, e come il protagonista (un nero invitato ad un party dell’alta società bianca) vi sentirete costantemente a disagio e boccheggerete nella speranza di trovare una via d’uscita da questo inquietante e surreale incubo sociale che cita Hannibal di Scott, C’era una volta in America di Leone e L’Invasione degli Ultracorpi.

4 – The Meyerowitz Stories, di Noah Baumbach (13 ottobre)

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Una commedia agrodolce piena di spunti e coinvolgente quella con cui Noah Baumbach ha strappato una lunghissima e ancor più convinta standing ovation al Festival di Cannes: arrivato in Italia grazie a Netflix, The Meyerowitz Stories vanta, tra le altre (tante) cose, un cast di prim’ordine che include Dustin Hoffman, Ben Stiller, Emma Thompson e un vulcanico Adam Sandler, nella sua miglior interpretazione dai tempi di Ubriaco d’Amore di P.T. Anderson.    

3 – madre!, di Darren Aronofsky (28 settembre)

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Spasmodico, pieno di problemi, mutevole, astratto, folle, totalizzante: il magnum opus di Darren Aronofsky è soprattutto un film unico nel suo genere, metaforico ma concretissimo nella sua crudezza, ambizioso nel suo  continuo desiderio di evolversi e disturbante nella velocità con cui asseconda questa ambizione. Da vedere e rivedere per essere compreso e studiato come la cartella clinica del più terribile (e per questo affascinante) pazzoide del manicomio.

2 – Lady Macbeth, di William Oldroyd (15 giugno)

Lady Macbeth è quel thriller a fuoco lento e dall’impeccabile eleganza formale che avrebbe potuto dirigere Stanley Kubrick e che di certo Alfred Hitchcock avrebbe amato. E’ un dramma, è un thriller, è un noir con tanto di seducente e pericolosissima femme fatale, è un film erotico, è un film di passioni, omicidi e lati oscuri. Un film in cui le donne sono costrette dai loro padroni a camminare a quattro zampe come cani, un film di animali stretti al guinzaglio per troppo tempo, un film in cui la dimensione temporale si misura con il lento imputridire delle carcasse e l’ammontarsi dei cadaveri. Lady Macbeth è anche e soprattutto un film perfetto. Un film che avrebbe fatto la gioia tanto di Alfred Hitchcock quanto delle sorelle Brontë. E’ un film che non potete perdervi.

1 – The War – Il Pianeta delle Scimmie, di Matt Reeves (13 luglio) / Dunkirk, di Christopher Nolan (31 agosto)

 

Entrambi sfoggiando una tecnica impareggiabile, Matt Reeves e Christopher Nolan raggiungono la quintessenza del cinema passando attraverso il blockbuster estivo e il war movie. Da una parte la performance in motion capture di Andy Serkis, dall’altra gli effetti sonori, di qua la parabola esistenzialista di un eroe, di là il concetto di guerra come sopravvivenza; in mezzo il relativismo e la purezza della narrazione spiegata attraverso ciò che più conta nel cinema, e cioè le immagini. Dopo cinque visioni ciascuno l’unica soluzione mi è sembrata l’ex aequo.

Prima di salutarci, qualche menzione d’onore: John Wick 2, Raw – Una Cruda VeritàIl Cliente, Loving Vincent, Moonlight, Split, Civiltà Perduta, Loveless.

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