Arrow 6×03 – Next of Kin | Recensione

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Adattarsi e combattere.

Dopo il buon episodio della settimana scorsa – la nostra recensione quiArrow subisce una relativa battuta di arresto con questo terzo episodio, Next of Kin.

L’episodio ruota intorno ad un gruppo di ex-militari che decide di rubare un carico di gas nervino: l’idea è quella di organizzare dei finti attacchi terroristici per vendicarsi di uno dei loro ex-compagni che li aveva traditi dopo aver rubato dell’oro durante la guerra in Siria.

E’ palese che il plot non è la parte più forte di questo episodio, data la sua natura estremamente stereotipata, quanto piuttosto mostrare come Diggle e Oliver – e con loro i personaggi che li circondano – si sarebbero adattati ai nuovi ruoli imposti dal cliffhanger del precedente episodio.

Diggle non inizia benissimo il suo tenore da Green Arrow con la prima missione che è un fiasco e il Team Arrow che inizia ad invocare un ritorno di Oliver al comando. Mentre Rene si fa infatti portavoce di questa istanza, andato direttamente a parlare con Oliver, Dinah è quella che cerca di motivare il nuovo leader facendo leva sulla sua passata esperienza sia come militare che al fianco dello stesso Oliver.

Di contro Oliver deve ancora trovare la giusta misura per comunicare con il figlio William mentre come sindaco deve fronteggiare la minaccia di una legge che metta al bando i vigilanti mettendo così ancora di più a repentaglio la vita dei suoi amici.

Seppur con qualche difficoltà gli sceneggiatori riescono a sfruttare un plot lineare per legittimare Diggle nel ruolo di Green Arrow mostrandone debolezze e riluttanza nell’indossare il costume, ne beneficiano il rapporto con Dinah che nei precedenti episodi era leggermente “stonato” ora trova terreno fertile per il confronto fra i due personaggi così come è inedito ma molto funzionale il ruolo di mentore per Oliver in cui Stephen Amell si esalta con poche ma puntuali battute.

Proprio Oliver come genitore è in alto mare e per questo chiede aiuto a Felicity affinché faccia da tutor a William mentre come sindaco, pur di scongiurare che passi la legge anti-vigilante, decide di chiedere al consiglio comunale che venga indetto un referendum popolare sulla legge in questione.

L’episodio quindi sembra risolversi per il meglio: Diggle è pronto a guidare la squadra forte di un rinnovato supporto psicologico ricevuto dal Team mentre Oliver può dedicarsi al figlio alle sue battaglie sociali ma è qui che gli sceneggiatori si riservano i due colpi di scena e la vera ragione d’essere dell’episodio.

Diggle non ha superato i suoi problemi fisici anzi parrebbe esserti ficcato in un guaio ben peggiore: la droga. Pur di far cessare il tremore al braccio infatti decide di iniettarsi una non-specificata sostanza. Gli sceneggiatori quindi proiettano il personaggio verso un territorio per lui inesplorato e con dinamiche inedite prendendo evidente ispirazione fra l’altro dal celebre albo Green Lantern/Green Arrow #5 di Neal Adams e Denny O’Neil in cui Green Arrow scopriva che il suo sidekick Speedy era tossicodipendente.

Diversa le scelte degli sceneggiatori per Oliver: la tensione e l’ottima alchimia fra lui e Felicity – con William come detto che fa da evento scatenante – fa sì che i due decidano di concedersi una seconda possibilità romanticamente parlando.

Dopo una pessima scena d’apertura, la regia diventa molto posata, anche troppo, non azzardando mai e preferendo inquadrature e soluzioni stilistiche “sicure”; l’unico sussulto è dato dalla scena d’azione “finale” fra Diggle e Onyx molto ben coreografata ed incorniciata, visivamente parlando, dai cristalli di un auto che diventano l’obbiettivo della macchina da presa.

Dopo aver trovato terreno solido su cui poggiarsi con lo scorso episodio, gli showrunner provano da un lato a lanciarsi verso nuove direzioni con Diggle mentre reintroducono uno degli elementi di maggior successo del prime stagione ovvero la così detta Olicity, la relazione fra Oliver e Felicity. Purtroppo però l’episodio pecca per ritmo e il “villain della settimana” è davvero troppo banale per fornire la proverbiale marcia in più agli avvenimenti principali riguardanti Diggle e Oliver. La scelta di riproporre la Olicity inoltre è ambivalente: da un lato toglie da una empasse il personaggio di Felicity – la quale spesso sembrava non avere più un ruolo ben definito – dall’altro non è costruita in maniera organica e spiazza per la sua fulminea tempistica.

EASTER EGGS & RIFERIMENTI – ATTENZIONE AGLI SPOILER

Il gruppo di ex-militari ruba il tragitto del carico di gas nervino dalle Kord Industries, come i più addentrati nel DCU sapranno le Kord Industries sono legate a Ted Kord ovvero il secondo, e più famoso, Blue Beetle.

Il capo del gruppo è capeggiato dalla spietata Onyx, nome famigliare ai lettori dei comics della DC. C’è infatti una assassina affiliata alla League of Shadows con lo stesso nome ma sembra trattarsi di un “semplice” caso di omonimia.

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