Superman n. 5 – Rinascita DC [Recensione]

Pubblicato il 28 Marzo 2017 alle 10:00

Inizia la nuova serie di Supergirl! Cosa farà la bella cugina di Superman nell’era Rebirth? Scopritelo nel primo episodio della sua collana! Intanto, le vicende dell’Uomo d’Acciaio si fanno sempre più drammatiche grazie all’estro inventivo di Peter J. Tomasi e Patrick Gleason!

Come ho scritto in precedenza, il quindicinale di Superman è il migliore tra quelli pubblicati da Lion. Le vicende dell’era Rebirth sull’Uomo d’Acciaio, infatti, si sono rivelate avvincenti.

Vale specialmente per Superman, comic-book scritto dal bravissimo Peter J. Tomasi che è riuscito a dotare il primo supereroe dei comics di una profondità e di un carisma indiscutibili. Si tratta del Superman pre-Flashpoint che nel periodo New-52 era rimasto nell’ombra, preferendo vivere in una fattoria insieme alla moglie Lois e al figlio Jon.

Tomasi ha messo quest’ultimo al centro delle story-line, dal momento che il ragazzino ha due retaggi: uno terrestre e uno kryptoniano. Per giunta possiede superpoteri che fatica a controllare, non avendo ancora la maturità necessaria. Il rapporto padre/figlio è uno degli elementi fondamentali della serie ma non manca ovviamente l’azione.

E’ il caso dell’episodio di questo numero. Superman, Lois e Jon si sono recati alla Fortezza della Solitudine, allo scopo di comprendere appieno le capacità del ragazzo ma qui hanno trovato l’Eradicatore, ben noto ai fan di Supes. Questo essere tecnologico è stato creato per preservare la razza kryptoniana e, almeno in principio, sembrava animato da buone intenzioni. Ma ora Clark e Lois scopriranno le vere ragioni della sua presenza e le cose prenderanno una brutta piega.

Tomasi continua a scrivere testi intensi e profondi, dosando azione e introspezione, e concentrandosi su concetti importanti come l’onore, la responsabilità, l’eroismo e l’identità. Anche stavolta Jon ha un ruolo rilevante ed è il co-protagonista di Superman.

Si tratta di una scelta azzeccata che costituisce l’ulteriore motivo di interesse della collana. I disegni plastici, fluidi e dinamici del bravissimo Patrick Gleason valorizzano la sceneggiatura e vanno lodati i colori psichedelici dell’ottimo John Kalisz.

Si procede con il n. 961 di Action Comics, scritta dal veterano Dan Jurgens. L’autore sta insistendo sull’azione adrenalinica, cosa anche naturale, poiché Supes, coadiuvato da Wonder Woman, è alle prese con il terribile Doomsday. Jurgens sta delineando una story-line piena di misteri.

Innanzitutto, Lex Luthor agisce da supereroe ma le sue vere motivazioni non sono chiare. Inoltre, c’è in circolazione un secondo Clark Kent, privo di poteri, e il suo ruolo è un enigma. Infine, un villain osserva ben nascosto ogni mossa di Superman e i suoi scopi non sono ancora stati spiegati.

Pure in questa serie, comunque, il piccolo Jon ha una certa importanza e ciò fa di lui  un personaggio con molte potenzialità. L’episodio è illustrato da Stephen Segovia, indubbiamente preferibile al Tyler Kirkham che aveva disegnato la storia del numero precedente. Infine, l’albo si conclude con il n. 1 di Supergirl.

Era già stato pubblicato lo speciale Rebirth dedicato a Kara ma è adesso che la serie della bella cugina di Superman inizia davvero. La kryptoniana agisce, con scarso entusiasmo, per conto del D.E.O., l’agenzia che monitora i meta-umani guidata dalla volitiva Cameron Chase.

Inoltre, è stata adottata da due agenti dell’organizzazione, i coniugi Danvers, che hanno il compito di farle conoscere la vita dei terrestri e guidarla in un difficile percorso esistenziale.

I testi sono di Steve Orlando ma è presto per dare un giudizio. Pare volere avvicinarsi ad atmosfere da teen-drama filtrate da elementi fantascientifici e supereroici. Kara, in fondo, si presta a questa operazione. Bisognerà leggere un certo numero di episodi per capire se si tratta di una buona serie o di un passo falso della DC. Le premesse sembrano preludere a uno scontro con un personaggio conosciuto dai fedeli lettori delle testate di Superman.

I testi di Orlando sono di buon livello ma i disegni di Brian Ching troppo cartoon, più adatti a un comic-book per ragazzine. Ma forse è a questo tipo di pubblico che gli autori intendono rivolgersi. In ogni caso, il quindicinale di Supes continua a distinguersi, in senso positivo.

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