Da Star Comics un gioiello di perverso intrattenimento dall’estro di Hiroaki Samura

Tre belve scoprono le zanne e danno il via a un bagno di sangue tutto al femminile!

Shinobu è scappata dalla sua casa sull’isola Ishikunagijima, ma dopo essere stata catturata da un mafioso di basso livello è costretta a tornare sull’isola dalla banda dell’uomo, il Kakesu-gumi, per vigilare su un accordo tra una banda rivale e dei loschi figuri che rappresentano la società farmaceutica internazionale Hill-Myna.

L’accordo fallisce quando Nami, un’assassina bionda e con un occhio solo e armata fino ai denti, arriva sulla scena alla ricerca del Guidrigildo: somma di denaro pagata come indennizzo ai familiari di una vittima di assassinio da parte dell’assassino stesso o della sua famiglia. Nami è determinata a vendicarsi della Hill-Myna ma è contrastata da Je-Mao, un’assassina assoldata dalla Hill-Myna…

Die Wergelder, dell’acclamato autore de L’Immortale, Hiroaki Samura, è un manga intenso, un seinen con la S maiuscola dove abbondano, anche in quantità eccessiva, violenza brutale, stupri e sesso. Nella postfazione di questo primo volume è lo stesso mangaka a rivelare che la fonte ispirazione per questa serie sono stati i cosiddetti “pinky violence”, film prodotti dalla Toei negli anni’ 70 in Giappone basati su erotismo e azione.

Un’influenza di cui Die Wergelder trabocca con una combinazione oscura di sesso e la violenza cieca che provoca al contempo stupore ed emozione. Il tono brutale dell’opera è sicuramente accentuato dall’arte di Samura; c’è da dire che alcune scene, soprattutto quelle sessuali, risultano gratuite e considerato il piglio grintoso della storia non esattamente necessarie.

Comunque, va da sé che Die Wergelder risulti particolare e speciale proprio grazie alla sua brutalità, così come è molto accattivante grazie alla descrizione delle avventure di tre donne “cazzute” i cui rispettivi viaggi finiscono con l’intersecarsi…

Unica pecca il modo in cui è narrata la storia che, benché probabilmente frutto di una scelta voluta, alla lettura risulta alquanto dispersiva e confusionaria a causa dei frequenti salti temporali non facilmente identificabili così come lo sono le tre donne, per certi versi troppo simili fisicamente e facilmente confondibili.

La storia comincia ad assumere una certa organicità solo a metà volume, motivo per cui una seconda lettura sarebbe l’ideale per migliorare l’approccio a una narrazione complicata.

L’arte è dunque la regina dell’opera di Samura che, pur giocando a tira e molla con gran parte della storia, si sbizzarrisce e dà il meglio di sé nelle sequenze d’azione, brutalmente esplosive, che occupano la maggior parte delle pagine.

Anche se inclini al sesso più selvaggio, le tre donne si spogliano dei panni delle femme fatale per diventare spietate assassine in tutto e per tutto: un fattore che mette l’accento su una serie che descrive scene adrenaliniche di combattimento con assoluta serietà.

Die Wergelder non è un genere di lettura destinato a molti, ma sicuramente stra-consigliato a chi è alla ricerca di un thriller complesso, imbevuto di azione, eros e violenza.

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