The Unwritten vol. 2 – L’Infiltrato – Mike Carey – recensione

Pubblicato il 15 Marzo 2011 alle 10:46

The Unwritten 2 – L’Infiltrato

Autori: Mike Carey (testi), Peter Gross (disegni)
Casa Editrice: Planeta De Agostini
Provenienza: USA
Prezzo: € 16,95, 16,8 x 25,7, pp. 168, col.
Recensione


L’inglese Mike Carey è uno degli autori di punta della Vertigo e opere validissime come Lucifer o Crossing Midnight, giusto per citarne qualcuna, ne sono la dimostrazione. Ma anche le sue sortite in territori narrativi mainstream, specie con X-Men della Marvel, hanno dimostrato la versatilità della sua ispirazione e le sue qualità di scrittore.

The Unwritten è il serial più recente partorito dalla fervida immaginazione dello sceneggiatore britannico e, recensendo il primo volume, affermavo che il comic-book in questione aveva tutti i numeri, almeno basandoci sui presupposti iniziali, per diventare un fumetto celebrato perlomeno quanto Sandman.

Protagonista principale di The Unwritten è Tom Taylor. Suo padre Winston è un romanziere che ha ottenuto enorme successo con numerosi libri fantasy imperniati sulle avventure di Tommy Taylor, una specie di Harry Potter, in parte ispirato al figlio. Per una serie di circostanze misteriose, il padre di Tom scompare e i fans della saga di Tommy sono convinti che il povero Tom sia il vero maghetto della fiction e, addirittura, una specie di messia.

Come se non bastasse, qualcuno, in un blog, ha divulgato una notizia sconvolgente: a quanto pare, infatti, Tom non è il vero figlio di Winston; e mentre il povero giovane cerca di capirci qualcosa è implicato, suo malgrado, in situazioni che coinvolgono un’organizzazione segreta che manipola e utilizza da secoli gli scrittori e la loro immaginazione per motivi enigmatici. E a Tom, ovviamente, non mancano disavventure di vario tipo.

Alla fine del primo volume lo avevamo lasciato, in effetti, in una pessima congiuntura: un assassino, nella spettrale atmosfera di Villa Diodati, il leggendario luogo in cui Mary Shelley diede inizio al suo ‘Frankenstein’, ha ucciso diverse persone finite lì e solo Tom è rimasto illeso. E adesso è stato accusato di essere l’efferato omicida. Di conseguenza, colui che fino a poco tempo prima era un messia diventa, nella percezione collettiva, un temibile serial killer.

Questo secondo tp, che comprende i nn. 6-12 del mensile originale, si concentra su Tom e sul carcere in cui viene rinchiuso. Ma, naturalmente, non mancheranno intrighi e paradossi temporali mutuati dalla fisica quantistica che rendono The Unwritten intrigante. L’influsso di Borges, con i concetti di ‘letteratura universale’ e dell’immaginazione degli scrittori come parte di un immenso, grande racconto che si dipana fin dall’alba dei tempi, è l’elemento predominante del serial, e Carey, con il pretesto di un fantasy, compie acute riflessioni sulla fiction e sull’esigenza tipicamente umana di narrare storie.

I testi sono ben impostati, caratterizzati da una straordinaria miscellanea di stilemi, che spaziano dal fantasy, al noir, fino a giungere alle attuali modalità espressive tipiche dei blog e dei siti web. Non mancano l’ironia e frecciate al politically correct, nonché una difesa della sensibilità infantile, attratta dalle atmosfere fiabesche, contrapposta all’aridità del mondo adulto. E, in ossequio alla tradizione Vertigo, bisogna precisare che The Unwritten è un fumetto colto, con citazioni della Chanson de Roland o di un film come ‘Suss L’ebreo’, ispirato a un romanzo di Feuchtwanger, favorevole agli ebrei, ma che il nazista Joseph Goebbels, con la versione cinematografica, trasformò in un vero e proprio manifesto dell’anti-semitismo (e lo stesso Goebbels appare nel corso della story-line).

I disegni di Peter Gross sono validi e il penciler si trova a suo agio soprattutto nella rappresentazione dei mondi fantasiosi che fanno da sfondo alla vicenda. E nell’ultimo episodio, in particolare, si concede splendidi esperimenti pittorici, con una vicenda ambientata nel mondo di Willowbank (che si intuisce giocherà un ruolo importante nei prossimi volumi): tra animali parlanti e fanciulle che sembrano uscite da una fiaba di Lewis Carroll, Carey e Gross realizzano un gioiellino che certamente piacerà ai fans di Fables o di Sandman. Purtroppo il tp è in parte compromesso dai consueti refusi ed errori di stampa tipici della Planeta.


Voto: 7 ½

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