Le 10 cose che devi aspettarti viaggiando in Giappone

Pubblicato il 20 Novembre 2015 alle 14:30

Visitare il Giappone almeno una volta nella vita è il coronamento dei sogni di ogni appassionato di anime e manga. È la Mecca degli otaku, dopotutto! Nonostante la bizzarria e la stravaganza del Paese del Sol Levante siano ormai note in tutto il mondo, anche i più grandi appassionati della cultura nipponica rimarranno – forse – proprio di stucco davanti a queste dieci curiosità che potrebbero rendere il vostro primo viaggio in Giappone davvero avventuroso!

Mangiare rumorosamente

Anche a prescindere dal fatto che il popolo giapponese sia tra quelli più educati e cortesi al mondo, le differenze culturali non contano e anche il bon ton a tavola segue regole del tutto diverse e inaspettate da quello occidentale. Quindi, dimenticatevi fazzolettini di pizzo, perché il modo più efficace in Giappone per dimostrare di gradire il proprio pasto è consumarlo rumorosamente, chini sul piatto.

Non è la prima volta che una cultura straniera ci stupisce con curiose abitudini che diventano sinonimi di buone maniere. Nei paesi arabi, per esempio, è di buon uso ruttare alla fine del pasto per dimostrare il proprio gradimento.

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Nel vostro viaggio in Giappone sicuramente non potrà mancare una fermata d’obbligo in un ristorantino di strada che offre gustosissimo ramen in ciotole fumanti. Questi locali sono per la maggiore frequentati da lavoratori pendolari che amano riempirsi lo stomaco dopo una giornata intensa e faticosa.

Dunque, non stupitevi del fatto che molti di loro sembrino ingozzarsi con i loro noodles e che risucchino il brodo dal fondo fino all’ultima goccia.

Lo stesso discorso non vale solo per il ramen, ma anche per la soba e per gli udon.

Se imiterete questo gesto, il cuoco apprezzerà di sicuro, dunque non vergognatevi e strafogatevi!

Bagni pubblici

I bagni giapponesi sono sicuramente uno degli incubi più temuti dai poveri turisti occidentali.

Se pensate che gli unici problemi da affrontare siano i famosissimi e spaventosissimi bagni super tecnologici, vi sbagliate di grosso.

I giapponesi sono forniti, infatti, anche di bagni più all’antica, completamente a rasoterra e molto simili alle nostre “turche”. Il “washiki” è sicuramente una toilette molto igienica, in quanto non permette il contatto di nessuna parte del corpo con la tazza interrata e quindi impedisce la trasmissione di germi. Inoltre, sono considerati molto pratici e veloci da usare.

Gli esperti poi garantiscono che sono un ottimo espediente per tenere allenati i muscoli dei polpacci e delle caviglie.

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Essendo un servizio, sì molto igienico, ma anche estremamente scomodo per coloro che non vi sono abituati, è molto facile trovare all’esterno dei bagni un’insegna che spiega il modo corretto di usarlo, dove poggiare i piedi e in che direzione rivolgersi prima di accovacciarsi.

Per evitare ulteriori disagi tra coloro che dovranno usare i servizi, all’esterno di ogni porta viene indicata la tipologia di bagno che si trova all’interno.

Per chi preferisce un comodo e rilassante servizio all’occidentale, potrà ovviamente trovare anche la classica “tazza” che si è integrata con la cultura giapponese dopo la Seconda Guerra Mondiale. Ovviamente, la tecnologia nipponica non poteva non lasciare anche qui il suo zampino.

Lo sciacquone all’occidentale prende il nome di “washlet” ed è fornito di una vasta gamma di comandi, opzioni supplementari e optional, tra cui le diverse modalità di pulizia.

Per esempio, troviamo l’“oshiri”, la pulizia dell’ano, oppure la modalità “bidet” pensata esclusivamente per l’intimo delle signore. Sarà inoltre possibile regolare l’angolazione del getto o pulsante o vibrante, la sua potenza, e la temperatura dell’acqua. Non ci sarà nemmeno bisogno di usare la carta igienica! Infatti, tra i supplementi esiste anche la possibilità di azionare un getto d’aria calda che porterà a termine il lavoro di pulizia completa.

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Per coloro che si sentono a disagio nell’andare in bagno fuori dalla tranquillità e dalla privacy della loro casa, in alcuni servizi è anche disponibile azionare dei simulatori di suoni che mascherano ogni altro genere di rumore imbarazzante proveniente dalla vostra cabina.

Andare in bagno in Giappone potrebbe risultare un’impresa ben più difficile di quanto sembri.

Sento e Osen

Per riposarvi dopo tanto viaggiare in giro per il Giappone, non c’è niente di meglio che rilassarvi restando immersi nella tipica atmosfera nipponica che sarà capace di rimettervi al mondo con le sue proprietà benefiche.

Gli “osen” sono vere e proprie stazioni termali immerse nella natura e in paesaggi davvero suggestivi e dai retrogusti antichi e tradizionali. Il Giappone è un paese fondato su una regione prevalentemente vulcanica, dunque non c’è da stupirsi se le fonti termali siano così numerose.

Tra gli osen è possibile scegliere in bagni all’esterno o al coperto, e possono essere gestiti sia privatamente che pubblicamente (“uchiyu”), e in questo caso possono essere parte integrale di bed and breakfast o di hotel, oppure essere di proprietà municipale.

Gli osen più suggestivi sono sicuramente offerti da località “ryokan”, soggiorni tradizionali giapponesi in cui è possibile immergersi nel passato vestendosi con tradizionali yukata, dormire in futon all’interno di camere provviste di tatami (le classiche porte scorrevoli), e utilizzare i bagni in comune. Sicuramente un’occasione da non perdere!

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Se il vostro portafoglio non vi permette questo genere di soggiorno, potrete gustarvi un’esperienza più economica ma sicuramente non meno rilassante nei bagni “sento”. Questi bagni vengono allestiti in piccole casette tradizionali in legno e funzionano come dei veri e propri bagni pubblici.

Anche in questo caso, troverete dei bagni comuni in cui immergervi e rilassarvi tra i vapori caldi per qualche ora.

Attenzione, però! Se avete tatuaggi vi sarà difficile essere accettati ai bagni, poiché, in Giappone, il tatuaggio è associato alla Yakuza (la criminalità organizzata), qualsiasi cosa esso rappresenti.

In questo caso, vi sarà più comodo usufruire dei “kashikiri”, bagni privati pensati per i turisti o per le famiglie, dove non si è costretti a mostrarsi nudi davanti a degli estranei e vi si può accedere anche con la pelle tatuata. Questi bagni sono di solito forniti di vasche dalla capienza tale da contenere una o due persone. La privacy e il relax sono assicurati!

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Bidoni della spazzatura

La diligenza e la devozione giapponese nei riguardi della pulizia sono davvero lodevoli. Basti pensare al fatto che nelle loro case non si entra mai con le scarpe, che dormano letteralmente per terra e che non abbiano bisogno nemmeno di indossare le pantofole, tanto sono puliti i loro pavimenti. La stessa cosa si può dire delle loro strade e dello loro città, assolutamente impeccabili in fatto di ordine e pulizia.

Nonostante tutto questo, girovagando per Tokyo sarà davvero un’impresa riuscire a trovare un bidone della spazzatura o un semplice cestino dell’immondizia.

Ma allora dove vanno a finire i rifiuti?

I bidoni hanno iniziato a scomparire dalle strade giapponesi attorno al 1995. Proprio in quell’anno, infatti, si erano verificati episodi di attacchi alla popolazione mediante gas nervino nascosto proprio dentro i cestini. Gli autori degli assalti erano estremisti della setta Aum Shinrikyo dalle credenze buddiste e induiste. L’obiettivo principale dell’attentato è stato la metropolitana di Tokyo, dove morirono dodici persone e rimasero intossicate ben seimila.

Per prevenire altri attacchi, dunque, tutti i cestini (o quasi) sono stati fatti sparire, e i giapponesi trovano altri metodi per mantenere pulite le loro città.

Per esempio, i netturbini non mancano mai e lavorano costantemente per lustrare le strade, sempre armati di pinze per raccogliere fino all’ultima cartina.

Ogni cittadino, come ogni turista, è poi chiamato a compiere il suo dovere, e i giapponesi non escono mai di casa senza un sacchettino di plastica per raccoglierei i piccoli rifiuti, dopo aver mangiato uno snack o aver svuotato una bottiglietta d’acqua. Dopo aver portato i rifiuti a casa propria, vengono differenziati e riciclati.

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Il riciclaggio è seguito molto diligentemente in Giappone, e i grossi e ingombranti bidoni indifferenziati sono quasi assenti. I giapponesi preferiscono distribuire moltissimi piccoli bidoni di diversi colori per differenziare i rifiuti, che vengono svuotati ogni giorno.

Se siete turisti e avete urgente bisogno di liberarvi dei vostri rifiuti prima di tornare in albergo, potrete trovare piccoli cestini fuori dai combini (negozietti aperti ventiquattrore al giorno), e nei piccoli supermercati.

Non dimenticate di differenziare!

La spazzatura combustibile (carta, organico, e a volte anche plastica non riciclabile), entra nel bidone del “Moeru Gomi” (もえるゴミ) .

Quella non combustibile (lampadine, batterie, vetro) appartiene alla “Moenai Gomi” (もえないゴミ).

Bottiglie di vetro (“Bin”, びん) e lattine di alluminio (“Kan”, カン) di solito vanno nello stesso contenitore.

Infine, “Petto Botoru” (ペットボトル) è riservato alle bottiglie di plastica.

Oggetti incustoditi

Il Giappone è uno dei paesi con il più basso tasso di criminalità al mondo, e questo grazie non solo agli efficientissimi servizi di polizia e di investigazione, ma anche ai valori di onestà con cui vengono cresciuti i suoi abitanti fin dalla più tenera età.

Non stupitevi quindi di trovare borse, tablet, cellulari o altri oggetti di valore lasciati su un tavolo o sulle sedie di un ristorante, mentre il proprietario si è assentato per andare al bagno.

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Anche per i bambini non c’è pericolo, e fin da piccoli imparano ad andare a scuola da soli o a prendere i mezzi pubblici senza essere accompagnati da un adulto che li sorveglia.

I giapponesi sono fiduciosi e rispettosi nei confronti degli altri. Voi turisti vi fidereste comunque?

Prezzo della frutta

La frutta è preziosissima in Giappone e viene praticamente considerata un bene di lusso. Non stupitevi, dunque, quando entrerete in un qualsiasi mercato e troverete i prezzi di fragole, meloni e angurie schizzati alle stelle.

La frutta viene utilizzata molto spesso come regalo quando si visita la casa di un amico o di un conoscente in cambio dell’ospitalità, oppure per congratularsi di un avvenimento speciale come una nascita, o come auguri di pronta guarigione per una visita in ospedale a un parente.

La frutta comune non è molto assortita nei supermercati, ma ci sono piccoli negozietti che si occupano esclusivamente della vendita di questi esclusivi e costosissimi frutti pregiati. Il più gettonato è sicuramente il melone che può facilmente raggiungere il prezzo di diecimila o ventimila yen (circa settantacinque e centocinquanta euro).

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Anche le mele possono raggiungere cifre come millecinquecento yen l’una (undici euro), oppure scatole di fragole da cinquemila yen (trentotto euro), o ancora frutti assortiti a più di dodicimila e trecento yen (più di novantatré euro).

Il tocco perfezionista giapponese non poteva mancare, infatti i frutti sono coltivati in maniera meticolosa, proprio perché risultino perfetti e gustosissimi.

Porzioni del cibo

Che invidia il fisico dei giapponesi! Magri, minuti e in forma. Questo non dipende solo dalla qualità del loro cibo, ma anche dalla quantità delle portate.

I giapponesi sono i primi a scandalizzarsi davanti alle porzioni mastodontiche che troviamo, per esempio, nella cucina statunitense, e questo è sicuramente uno degli aspetti che più incidono tra le differenze delle due culture.

In Giappone, le porzioni dei vostri piatti al ristorante sono così contenute (o, insomma, dipende dalle prospettive), principalmente perché ai nipponici non piace l’idea che il cibo venga sprecato se preparato in quantità troppo abbondanti e che non riesca quindi a entrare nello stomaco del cliente.

Molti ristoranti, infatti, non danno la possibilità di portare a casa gli avanzi e di riscaldarli in occasione di un altro pasto. Le porzioni sono piccole in modo che venga consumato subito.

Complice di tutto ciò è anche lo scarso appetito dei giapponesi o delle composizioni dei loro piatti. Per la maggior parte, infatti, sono a base di riso, alimento che sazia molto in fretta.

Bento-box-resizedAnche nei fast food le porzioni sono molto più piccole rispetto a quelle originali che troviamo in America o in altri paesi. In molti casi, se ordinate una porzione grande, vi ritroverete con una effettiva media.

Se avete un appetito esorbitante e non volete rinunciare a riempirvi lo stomaco, potrete sempre ordinare un “Ohmori”, un servizio grande, e anche voi rimarrete sazi e soddisfatti!

Posti a sedere

Soprattutto durante i viaggi dalle lunghe scarpinate, non c’è niente di meglio di una belle panchina, magari in un giardino pubblico, per far riposare i piedi doloranti. Rimarrete forse con l’amaro in bocca nell’apprendere che, in Giappone, trovare un posto a sedere è un’impresa ben più ardua di quello che sembra.

Quello di prepararsi a non trovare posti a sedere è uno dei primi avvertimenti che i turisti ricevono prima di avventurarsi nel loro viaggio nel Paese del Sol Levante.

Persino trovare qualche panchina nei parchi o nei giardini è rarissimo, ma è meglio per voi non sedervi per terra in mezzo all’erba, in quanto segno di maleducazione nella comunità giapponese. Anche nelle stazioni le persone sono tutte in piedi ed è difficile trovare più di un paio di panchine, di solito già occupate.

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Probabilmente, questa mancanza è dovuta al fatto che la vita dei giapponesi è così frenetica, esagitata, sempre in movimento, che sicuramente non trovano nemmeno il tempo di fare una pausa e di riposarsi su una banalissima panchina per riprendere fiato.

Se proprio sentite l’urgenza di sedervi, recatevi in un bar, in un fast food o in una caffetteria e, mentre vi gustate la consumazione d’obbligo, fate riposare i piedi e le gambe in tutto relax.

Le file

I giapponesi sono educati di natura e, consapevoli della gran massa di persone che si ritrovano accalcate ogni giorno nelle stazioni, centri commerciali, teatri e fiere, piuttosto che ritrovarsi schiacciati l’uno contro l’altro senza alcuna possibilità di compiere un singolo passo, preferiscono organizzarsi autonomamente in file pratiche e ordinate, ed è possibile assistervi in qualsiasi occasione.

I giapponesi sono dei veri esperti nell’organizzazione di file, e le loro disposizioni (molte volte addirittura improvvisate!) sono pensate proprio per sfruttare al meglio più spazio possibile. Le code per entrare a teatro possono trasformarsi in vere e proprie opere d’arte!

article-2048863-0E5D637300000578-484_634x439Dunque, armatevi di pazienza e preparatevi ad affrontarle, anche perché vi è un’altissima densità di popolazione in Giappone, e questo è uno degli unici modi per raggirare il problema delle calche. Sicuramente un modo pratico e sicuro per evitare confusione e spiacevoli incidenti.

Oggetti smarriti

Proprio come accade per gli oggetti lasciati incustoditi che non vengono rubati di cui abbiamo già parlato, anche per quanto riguarda quelli smarriti la sorte è la stessa: l’etica dei cittadini giapponesi impone a tutti il buon senso di affidare il prezioso a una delle stazioni di polizia locali dove ci sarà un reparto specializzato adibito solo alla custodia e alla restituzione di oggetti smarriti.

Queste piccole stazioni prendono il nome di “Koban”, e di solito sono occupate da un paio di poliziotti che si occupano di piccoli casi di smarrimento o per altri piccoli casi minori. Se non ne trovate uno per strada, potete sempre rivolgervi ai responsabili delle stazioni dei treni o delle metro. Se qualcuno ha trovato il vostro oggetto perduto, state sicuri che si trova già in mani sicure.

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Ovviamente è necessario dare prova del possedimento dell’oggetto con una descrizione dettagliata e fornire una spiegazione di come e quando è capitato di perderlo.

Anche se dimenticherete qualcosa in hotel potrete essere sicuri che vi verrà recapitato a casa anche se siete già partiti per il viaggio di ritorno.

Se avete difficoltà nel comunicare il vostro problema, la frase “Wasuremono wo shimashita” (“Ho perso qualcosa”) vi sarà sicuramente molto utile.

Fonte: RocketNews24

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