Recensione: Lluis – Paolo Cossi

Pubblicato il 22 Gennaio 2011 alle 08:00

Autore: Paolo Cossi
Casa editrice: Lavieri
Prezzo: 5,80 Euro
Note: 32 pag., brossurato, bianco e nero


Questo di Cossi è il racconto di un incontro con la disabilità e di tutti gli imbarazzi, le incertezze, i sensi di colpa che lo accompagnano, ostacoli legati forse ad una “disabilità emotiva” prodotto di vincoli sociali ai quali ci viene imposto di sottostare.

Tutto comincia con tre storie d’amore, una terminata, una che sembra ormai giunta al termine ed un’altra che pare stare nascendo dalle ceneri delle due precedenti. Se ci si aspetta però un racconto romantico si rimane spiazzati, perché il focus si sposta subito sull’esperienza di servizio civile di Emilio e sull’incontro che gli farà cambiare prospettiva, l’incontro con Lluis.

Lluis , il titolare della storia, non appare che per poche pagine, poche vignette in cui riesce però ad imporre la propria esperienza di “quotidianità”, così naturale ed allo stesso tempo così diversa dalla nostra. La sua presenza impotente diventa, in realtà, l’unico elemento promotore di cambiamento, la perturbazione che costringe a ripensare il proprio mondo di ogni giorno portando con sé un punto di vista differente.

Le figure di Cossi sono liquide, non ci nascondono la loro natura di personaggi d’inchiostro, emergono nella tavola direttamente dalla china di cui sono composti, degli Adamo di carta che prendono vita dalla propria materia.

La costruzione delle tavole sembra sottolineare puntualmente l’atmosfera emotiva dell’intera vicenda, dando l’idea di una storia che scorre con toni pacati secondo una routine quotidiana calma e piacevole, in luoghi, come la montagna friulana, che favoriscono la riflessione più che l’azione immediata. Salvo poi esplodere in una vera e propria deflagrazione di inchiostro quando i sentimenti si fanno incontenibili. E’ proprio in questo momento, quando il protagonista, schiacciato da rabbia e frustrazione, ci appare sempre più realistico, che Cossi rompe l’illusione narrativa e ci rivela, sotto forma di riflessione, la finzione: “La realtà? Ma Emi, tu… tu non esisti!”.

Ultima nota per l’edizione, molto ben realizzata e con un formato particolare, poco utilizzato, i cui angoli stondati richiamano i quaderni che si usavano una volta a scuola, e che contribuisce a dare un senso di intimità, come se stessimo per leggere le pagine di un diario personale.


Voto:7

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