E’ finito da poco il quarto capitolo della serie tv creata da Ryan Murphy e Brad Falchuk. La serie, in origine una ventata d’aria fresca nel panorama delle serie televisive, si è infine dimostrata incapace di confermarsi stagione dopo stagione.

Per chi non conoscesse American Horror Story si tratta di una serie antologica cioè concepita in modo che ogni stagione abbia trama, ambientazione e personaggi differenti.
Al suo debutto, la serie raccolse un’accoglienza molto positiva risultando la première più vista di sempre sulla rete FX.

La serie, come si evince dal titolo, racconta in ogni stagione una storia horror della cultura americana, presentando sul palcoscenico attori convincenti che spesso tornano nelle stagioni successive impersonando personaggi diversi.

Erano gli ultimi mesi del 2011 quando la serie andò in onda e subito sia la critica che il pubblico valutarono molto positivamente la serie tanto da fargli fare immediatamente il salto oltreoceano, andando in onda lo stesso mese su Fox Italia per poi essere trasmessa in chiaro su Deejay TV.

Tuttavia, già dopo la seconda stagione il pubblico inizia a rimpiangere la prima versione dell’opera. Il meccanismo sembra essersi definitivamente inceppato guardando la terza stagione, per poi domandarsi infine, visionando la quarta stagione, se gli sceneggiatori volessero scrivere una storia horror nel senso letterale del termine, cioè orribile!
Cerchiamo di capire cosa non ha funzionato compiendo una breve analisi delle quattro stagioni andate in onda sino a questo momento.

Gira pagina e continua a leggere…

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