Un gioco, erede di una serie “di nicchia”, improvvisamente spopola e diventa famosissimo… ma come mai?

Bloodborne, erede spirituale della saga Souls, è un titolo che ha spaccato gli argini dentro i quali si muovevano i suoi predecessori. La comunità di Dark Souls, divenuta una tra le più attive nel mondo videoludico, si è ingrandita man mano sempre di più richiamando nuovi gregari ma restando comunque un qualcosa a sé, come un piccolo paese neutrale sorto da poco e in via di sviluppo. Con l’arrivo di Bloodborne è arrivata la Rivoluzione Industriale, il Rinascimento, l’Età d’Oro di questa community!

I numeri parlano chiaro, ragazzi: un milione e passa di copie vendute nel mondo! E al di fuori di questo, basta affacciarsi sulla rete per vedere come tanti e tanti giocatori si siano uniti alle fila di Cacciatori di Yharnam…

Eppure Dark Souls, gioco noto per la sua immensa difficoltà, e per questo tenuto in considerazione solo da una fetta relativamente piccola di videogiocatori attratti da questo genere di sfide, ambientazioni, mondi e concept videoludici, non ci è riuscito.

Cos’è che ha reso quindi Bloodborne così attraente? Qual’è la differenza sostanziale che esiste tra un Souls e Bloodborne? A cosa è dovuto questo suo immenso successo?
Proviamo a dare delle risposte…

… Continua nella prossima pagina…

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