Mangasenpai: intervista esclusiva a Fabrizio Francato

Pubblicato il 28 Aprile 2014 alle 12:15

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Fabrizio Francato, editor di Mangasenpai, che ci ha illustrato la nascita e le ultime novità sulla casa editrice — online e cartacea — specializzata in manga italiani.

mangasenpai logo

Ciao Fabrizio, benvenuto su MangaForever!
I lettori più grandicelli si ricorderanno di te per l’esperienza su Lodoss Magazine o sugli albi della Comic Art; ti va di presentarti ai nostri lettori così da rinfrescare la memoria ai “vecchietti” e farti conoscere dai più giovani?
Ciao. Allora. Tutto iniziò nel 1992, in concomitanza col primo numero di Zero della Granata, mi appassionai ai manga grazie a Xenon, Baoh e Hokuto no Ken, del quale, come quasi tutti i miei coetanei di allora, ero un grande fan. Iniziai con una fanzine in fotocopie e grazie al sodalizio con Paolo Gattone, ora in forza alla GOEN, intrapresi una carriera fulminante. Furono anni di fuoco e fiamme, nel vero senso della parola. Collaborazioni preziose e molto ben remunerate con Granata Press, Rock’n’Comics, Unicorn, Comic Art, Akromedia, Star Comics. Centinaia di albi, migliaia e migliaia di pagine… e una moltitudine di soddisfazioni, di esperienze, di gioie. Poi, ad un certo punto la vita mi ha richiesto, diciamo così, più concretezza, e ho dovuto mettere da parte la mia passione e dedicarmi anima e corpo alle cose più comuni della vita, che sono però anche le più importanti.
Alla fine, dopo quasi un decennio, un giorno -quasi per caso- ho scoperto che tra i disegnatori italiani, negli anni in cui ero stato lontano dal mondo che tanto amavo, era cresciuta una generazione di incredibili professionisti, persone di grande talento imprigionate –però- in un sistema-fumetto che non riconoscevo più, in cui la loro abilità non veniva valorizzata, semplicemente dispersa sui canali sociali, immolata alla legge dei semplici “likes”.
Ho creduto, allora, che quello che serviva era una specie di “senpai”, un compagno più grande, uno che veniva dal “mondo di prima”, quello in cui il lavoro veniva pagato (almeno per me era sempre accaduto così! Spero di non essere stato una mosca bianca); c’era bisogno di qualcuno che alzasse un po’ i toni, tirasse qualche spintone qua e là, esagerasse un po’: lo scopo era creare di nuovo quello spazio che nel tempo era sparito, quella nicchia in cui stavano i nostri prodotti negli anni di Lodoss Magazine.
La mia visione era che gli autori non dovessero “svendersi” sulle riviste gratuite, che sono ottime palestre per far pratica, ma che dovessero “valorizzare il loro lavoro”, vendendolo tramite un editore che credesse nel progetto e che li valorizzasse. La soluzione c’era ed era il mondo digitale degli ebook…
È da li che quel motore ad onde moventi che all’inizio della mia carriera mi spinse verso i manga e gli anime, si è riattivato. Ed è nata l’idea di Mangasenpai.

Mangasenpai nasce nel 2013 come casa editrice specializzata nella pubblicazione di manga italiani in formato digitale, ma è corretto dire che quella dei manga realizzati da autori italiani è una passione e un progetto che coltivi dai tempi di Lodoss – ovvero dalla metà degli anni 90 – giusto?
Si, è corretto. Lodoss credo che addirittura sia stato il primo giornale a pubblicare i manga italiani così chiamati. Il primo assoluto fu “Indole di un Semidio” (anche se era un misto manga/bonelli style), realizzato da Giuseppe A. Giannelli, che oggi ha pubblicato “Level One Fight!” (in ebook su Amazon). Seguirono Earthian, La Leggenda del Ciliegio, Sogno Gotico, Lyre, Luna e molti altri… anche se in realtà i manga realizzati in Italia, data la diffidenza con cui i nostri lettori vi si approcciavano, furono sempre tenuti un po’ in secondo piano rispetto alla principale funzione della rivista Lodoss Magazine, che era quella di recensire ed informare su anime e manga originali. All’inizio fui proprio io, insieme a Paolo, il motore dello Studio Dream il gruppo di artisti a cui si appoggiava Lodoss Magazine per la pubblicazione dei manga italiani, e posso dire che Mangasenpai è il naturale proseguimento di quel… sogno.
Mangasenpai nasce nel 2013. Il progetto è semplice: raccogliere autori molto bravi sotto un’unica bandiera e sfruttare la piattaforma digitale per pubblicare le loro opere in ebook in Italia e soprattutto all’estero. In un anno abbiamo pubblicato quasi mille pagine di bravissimi autori italiani. Pian piano, nel corso dell’anno passato, abbiamo testato la piattaforma internazionale con l’uscita di un artbook tradotto anche in lingua giapponese (Heartbook2013) che abbiamo venduto sull’itunes store nipponico grazie alle traduzioni del nostro collaboratore senpai Fabiano Bertello.
Abbiamo fatto tanto, ma la cosa di cui vado più orgoglioso è di aver contattato tantissimi ragazzi, tutti quelli che mi è stato possibile, cercando di non escludere mai nessuno, cercando di essere sempre onesto, diretto e trasparente, di dire le cose come stavano, senza illudere, e di non privare mai nessuno che ritenessi all’altezza della possibilità di diventare senpai. Perché alla base della filosofia del nostro gruppo c’è il fatto che “essere senpai” non significa appartenere al team della casa editrice Bellesi&Francato Publishing, ma di essere tra le migliori “matite-manga italiane”! Mangasenpai non sono io, non è la mia casa editrice, è l’insieme dei ragazzi che condividono la nostra passione e che vogliono intraprendere una strada seria e professionale, senza svendersi. Dando valore al proprio lavoro! Paradossalmente un autore potrebbe definirsi un senpai anche senza far parte del nostro gruppo. Io ne sarei onorato!

In cosa consiste il tuo ruolo di editor?
Premetto che i ragazzi che fanno parte del gruppo di Mangasenpai sono tutti estremamente bravi. Sono ragazzi che hanno un talento innato ed una enorme creatività. L’unica cosa che io, professionalmente, mi permetto di fare è un po’ di editing a livello testuale, di rivedere qualche battuta qua e là e di cercare di aggiungere “quel qualcosa” che rende l’opera unica. In più c’è anche il ruolo pubblico di voce “sociale” su Facebook.
Il mio obiettivo è che leggendo un nostro volume un lettore possa dire alla fine “però! Fico, anche se è italiano!”… Comincia tutto da lì. Perché il viaggio è ancora lungo… ma il primo passo consiste nel riuscire a scardinare i lettori dall’idea che “italiano non è bello”, che “il manga è solo giapponese”.

Quali sono i criteri che segui nell’approvazione di un progetto e in generale come nasce un’opera di Mangasenpai?
All’inizio le opere le dovevo cercare io, e qui devo ammettere che il mercato delle riveste gratuite online mi ha fornito ottimi interpreti con cui confrontarmi; oggi, invece, ci arrivano tramite Facebook oppure veniamo contattati alle fiere, alle quali spesso creiamo un corner dedicato per presentare i propri lavori.
Esistono, in merito ai criteri di valutazione, due strade di pensiero, una che considera una base “tecnica” ed una che considera “l’ispirazione”. Mi spiego: si può presentare una storia tecnicamente perfetta, o presentarne una disegnata con uno stile ed una tecnica estremamente personali, fuori da ogni canone, ma innovativa e particolare. Io considero entrambi gli aspetti, ma parto dal presupposto, nei miei giudizi, che se un autore ha una tecnica sufficiente, a quel punto posso considerare la storia, il soggetto e la sceneggiatura. Ma se la tecnica non c’è, il mio lavoro si complica enormemente, ed i risultati di quel fumetto non saranno buoni. Ho fatto errori nel recente passato, proprio in questo senso, che pago ancora oggi e non ne vado fiero. La prima regola è “mai accontentarsi” e vale sia per me che per gli autori.

Sappiamo che i volumi in formato digitale sono andati mooolto bene sugli store online, qual è secondo te il segreto del loro successo? E cosa differenzia le proposte Mangasenpai dai precedenti esperimenti di manga made in Italy?
Si, gli ebook sono andati molto bene, non tutti per carità, ma alcuni titoli hanno superato il centinaio di copie ed AEON, il nostro bestseller, in tal senso continua a volare molto in alto e spesso rispunta nelle classifiche di Amazon.
Non conosco –ahimè- i precisi motivi del loro successo, anche se dopo un anno di social applicato al mondo dell’editoria digitale, posso dire che forse l’ingrediente principale per il successo di un albo è il seguito sociale dell’autore, che non significa “tanti più like hai tante più copie verranno scaricate”, assolutamente no, significa che se l’autore ha saputo costruirsi negli anni un nutrito popolo di followers che lo stima, lo apprezza e lo supporta, molto probabilmente il suo albo venderà. Il motivo è legato all’indicizzazione. Il dato delle vendite nei primi momenti della pubblicazione online, il numero delle visite alle pagine dell’albo sui vari stores, degli acquisti e dei commenti (tutti aspetti a carico diretto del fandom!) donano ad una pubblicazione una indicizzazione speciale che porterà poi sempre quell’albo ad essere trovato, sfogliato e, conseguentemente, comprato. Il fandom nel mondo digitale più che in quello cartaceo forse, fa la differenza! E l’unica persona che può garantirsi questo valore aggiunto è l’autore.
E per quanto riguarda la differenza, sostanzialmente non credo che ce ne siano, al di là della grande professionalità raggiunta nella realizzazione dei fumetti dai disegnatori italiani. Io credo solo che “ora sia il momento buono”, tutto qui. È una specie di alchimia legata a molti fattori…

A meno di un anno dal debutto Mangasenpai diventa anche un editore di albi cartacei. Una scelta coraggiosa, se consideriamo il difficile momento economico (e di sovraffollamento editoriale) che stiamo vivendo…Come procede l’avventura in questo nuovo territorio?
Beh, diciamo che procede… un po’ a rilento (eh, non sono più i tempi di Lodoss Magazine, ahimè! ;( ) ma procede. In queste prime settimane abbiamo dovuto costruire tutta quella rete di connettività con i vari interlocutori del lavoro editoriale. A cominciare dai tipografi, i distributori, i punti vendita specializzati e tanto altro ancora…
Abbiamo intrapreso questa strada coraggiosa soprattutto perché amiamo la carta, pur essendo nati come editoria digitale, e ci rendevamo conto che alcuni autori stavano “un po’ stretti” nell’ebook. Devo anche rivelare che il progetto Mangasenpai, per come è stato pensato, era costruito in tre fasi. La prima è la pubblicazione digitale, la seconda è la raccolta delle opere migliori in volume cartaceo e la terza… beh, quella non la posso ancora rivelare, perché non ci siamo ancora arrivati… forse il prossimo anno, ma si tratta di qualcosa di estremamente ambizioso!

Quali sono le caratteristiche tecniche dei vostri volumi?
Puntiamo su edizioni belle da tenere in mano, quindi carta patinata opaca, copertine plastificate, formato da 15×21 cm in su. Il concetto è che il manga italiano deve mostrare i muscoli in tutti i sensi… non solo per la qualità dei disegni, ma anche per la qualità della confezione!
Si, forse i costi sono un po’ alti… ma i prodotti valgono di sicuro la pena!

I lettori interessati alle vostre proposte possono già rivolgersi al vostro negozio on-line, ma chi volesse toccare con mano i volumi prima di acquistarli come può fare? Sarà possibile prenotare i titoli in fumetteria attraverso i classici Anteprima e Mega?
Si. A partire da maggio tutti i titoli Mangasenpai saranno prenotabili in tutte le fumetterie affiliate al circuito di Panini (Pan Distribuzione, quindi Anteprima) e alle principali fiere.

Puoi comunicarci la scaletta delle prossime uscite cartacee?
Quest’anno pubblicheremo “I 5 demoni della foresta Volume 2” di Maria Chiara Barossi e “Neverlove” di Lorenzo Ciardullo a settembre. E per novembre “Butterfly Effect Volume 1” di Giulia Della Ciana e “The Promise” di Mauro Cao. Sulla nostra pagina facebook si trovano tutte le info su questi albi, sulle uscite e molte immagini w.i.p. ed anche il nostro nuovo sito è sempre aggiornato con le ultime novità. Tra l’altro invito tutti i lettori a seguirci ed iscriversi alla nostra newsletter e a seguire il nostro sito, infatti tra alcuni giorni usciranno in preordine tutti e 4 i volumi e, per chi preordina o preacquista, ci saranno belle sorprese, sconti e autografi.

Che novità ci aspettano, invece, sul fronte digitale?
Troooppe novità… rimando sempre alla nostra pagina… meglio!

Sperimenterete generi non ancora trattati? E se sì quali?
Non amiamo molto la sperimentazione. Preferiamo gestire tematiche e generi ampiamente sdoganati. Forse in quest’ottica “The Promise” di Mauro Cao, che credo sia la prima graphic novel manga realizzata da autori italiani a sfondo sportivo (judo), è un’esclusiva assoluta.

Per concludere, c’è un titolo Mangasenpai in particolare che consiglieresti a chi si avvicina per la prima volta a un manga italiano o che sia in grado di far cambiare idea a chi in generale li considera banali scopiazzature delle produzioni nipponiche?
A mio parere tutti i nostri titoli hanno quel qualcosa di speciale che potrebbe incuriosire, stuzzicare e perché no, far ricredere anche i più convinti detrattori del genere… ma questa è la terza fase del progetto Mangasenpai e della quale, molto probabilmente parleremo prossimamente… eheheh

Ti ringraziamo per la disponibilità e ti auguriamo buon lavoro.

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