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L’ultima trincea – Le Storie Bonelli n. 21 – Recensione

Carmine De Cicco 03/07/2014

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Con le firme di Gualdoni e Gerasi nella collana antologica della Bonelli torna protagonista lo scenario bellico.

Le Storie n. 21 – L’ultima trincea

Le storie 21 - L'ultima trincea

Autori: Giovanni Gualdoni (testi) e Sergio Gerasi (disegni).
Casa Editrice: Sergio Bonelli Editore.
Provenienza: Italia.
Genere: horror.
Prezzo: 3,80 Euro.
Data di pubblicazione: giugno 2014

Per la prima volta trova posto nell’atlante spazio-temporale de Le Storie la Grande Guerra. Finora avevamo letto avventure ambientate nel corso della Seconda Guerra Mondiale, della guerra del Vietnam e anche di altri conflitti, ma il tassello dedicato al primo conflitto bellico di dimensioni mondiali ancora mancava. Ad aggiungerlo ci hanno pensato Giovanni Gualdoni, già al lavoro per la stessa collana su “Il moschettiere di ferro”, e Sergio Gerasi, all’esordio su Le Storie.

I due autori danno vita a una vicenda inquietante, che mescola sapientemente atmosfere belliche e horror, spari e ricordi, angoscia e mistero. Ci sono le trincee, un castello e due schieramenti nemici: da una parte l’esercito inglese, dall’altra i tedeschi. I primi decidono di mandare in missione un manipolo di soldati per verificare cosa sia successo nel castello, che da qualche giorno sembra essere disabitato. Che il fallito tentativo di un attacco tossico si sia ritorto contro gli unni?

Certo si tratta di una missione molto pericolosa. Anzi, quasi suicida. Dalla quale al lettore sembra che sia tornato soltanto un soldato. Sì, perché “L’ultima trincea” si articola su diversi piani temporali. Quello della missione, ma anche quello del sopravvissuto che cerca di ripercorrere mentalmente cosa gli sia successo e come sia finito in quelle condizioni. Non solo: danno spessore alla narrazione diversi flashback che intervallano l’operazione bellica e grazie ai quali impariamo a conoscere i soldati inviati al castello.

Nessuno meritevole di medaglia, a dire il vero: il drappello è costituito di ubriaconi frustrati, sciacalli, combattenti in erba e fratelli rosi dai sensi di colpa. Non che questa sia per loro un’occasione di riscatto: in effetti i loro limiti risultano evidenti con il procedere dell’azione. Raggiunto il castello la squadra appura che i soldati tedeschi hanno perso la vita a causa del gas che avevano provato a usare contro gli inglesi, eppure…

In questo “eppure” c’è tutto il senso di una storia che si inserisce nel nutrito filone delle vicende che mettono insieme guerra e horror, come se la prima, da sola, non fosse già abbastanza carica di orrori. Cosa succede in quel castello? C’è ancora qualcuno vivo? È una presenza umana? Giovanni Gualdoni risponde alle domande approntando una trama che se non brilla per originalità lo fa per l’equilibrio di cui si ammanta e per l’atmosfera che riesce a creare.

Lo spazio è limitato, quello di una trincea. Il tempo, altrettanto: appena una notte. Ma la storia ha una sua profondità e riesce a procedere in crescendo fino alla conclusione dove si rivela appieno il dramma dell’incomunicabilità – in questo senso ottima la scelta di non tradurre in italiano alcune frasi esclamate in momenti salienti. Questo fumetto mette insieme azione e suspense ma riesce anche a far riflettere e a lasciarsi ammirare grazie ai disegni di Sergio Gerasi, che per illustrare questa terribile vicenda adotta una formula grafica che ben si sposa con l’atmosfera cupa che fa da sfondo a quest’ennesima, bella storia di trincea. La mezzatinta, il tratto realistico, l’indugiare sulle scene forti, il riuscire a rendere, quando necessario, con i disegni l’angoscia dei soldati: tutti elementi che consentono di promuovere a pieni voti  il disegnatore di Dylan Dog e permettono ai lettori di goder ancor più della storia.

Voto: 7,5

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