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Jujutsu Kaisen tra anime e arte: l’opening della terza stagione
Eleonora Masala 09/01/2026

Con l’arrivo della terza stagione di Jujutsu Kaisen, dedicata al Culling Game, era chiaro che l’attenzione dei fan sarebbe stata altissima. MAPPA però ha deciso di alzare ulteriormente l’asticella, rilasciando un opening che non è solo una sequenza d’azione di grande impatto visivo, ma una vera e propria dichiarazione d’amore all’arte. Un concentrato di riferimenti pittorici che rende ogni fotogramma degno di essere fermato e osservato.
La musica, “Aizo” dei King Gnu, fa da cornice perfetta a quello che ci aspetta in questa nuova fase della storia: scontri, tensione e un’atmosfera più cupa. Vediamo Itadori, i suoi compagni e i nuovi personaggi mettersi in posizione come se stessero entrando in un’arena, con l’aggiunta di volti come Fumihiko Takaba, che promette di portare caos e imprevedibilità. Ma il vero colpo di genio sta nel modo in cui tutto questo viene raccontato visivamente.
Tra le citazioni più evidenti spicca Ophelia di John Everett Millais, reinterpretata con Mai Zen’in, un’immagine delicata e inquietante allo stesso tempo. C’è poi Il bacio di Gustav Klimt, trasformato in qualcosa di disturbante e tragico con Yuta Okkotsu e Rika, richiamando il loro legame doloroso. Impossibile non riconoscere L’urlo di Edvard Munch, usato per trasmettere pura angoscia, mentre Dead Mother di Egon Schiele suggerisce temi familiari profondi e tutt’altro che rassicuranti.
Non mancano momenti più intimi, come il riferimento a Two Sleeping Children di Rubens per Mai e Maki, o l’omaggio a Monet con Panda e Yaga, una scena dolce che fa quasi paura proprio perché sappiamo quanto Jujutsu Kaisen ami spezzare certi equilibri. A tutto questo si aggiungono citazioni più sottili, dall’arte giapponese di Utagawa Kuniyoshi fino ai richiami moderni come l’opera di Yoko Tanadori.
Il risultato è un opening che non si limita a entusiasmare, ma racconta già tantissimo della stagione. È uno di quei casi in cui l’opening diventa parte integrante della narrazione, un ponte tra anime, arte e simbolismo. E sì, probabilmente lo riguarderemo in loop per settimane.











