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Assassin’s Creed su Netflix: ambientazione confermata e cast da urlo

Manuel Piubello 23/03/2026

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La serie live-action di Assassin’s Creed targata Netflix sta prendendo forma, e i dettagli che arrivano dal set romano sono tutto fuorché deludenti.

La produzione ha ufficialmente confermato l’ambientazione della prima stagione: siamo nell’Antica Roma, anno 64 d.C. Le riprese si svolgono principalmente a Cinecittà Studios e se l’idea di vedere parkour e lame celate tra il Colosseo e il Foro Romano non vi fa venire i brividi lungo la schiena, probabilmente non avete mai giocato ai capitoli più amati della saga Ubisoft.

Al timone della serie siedono due showrunner di tutto rispetto: Roberto Patino, già al lavoro su Westworld e Sons of Anarchy, e David Wiener, reduce da quella monnezza di Halo e Homecoming. I due hanno dichiarato di lavorare al progetto con entusiasmo e umiltà fin dal primo giorno, definendo Assassin’s Creed una storia di potere, violenza, identità e libertà ma soprattutto una storia sul valore delle connessioni umane attraverso culture e secoli diversi.

Il cast dei protagonisti fissi include Lola Petticrew (Say Nothing), Toby Wallace (Euphoria), Zachary Hart (Slow Horses), Laura Marcus, Tanzyn Crawford (A Knight of the Seven Kingdoms), Nabhaan Rizwan (KAOS) e Claes Bang (Bad Sisters). Nomi solidi, alcuni già rodati su produzioni di alto profilo.

Ma è il cast dei ricorrenti a far alzare l’asticella: Noomi Rapace, protagonista della trilogia originale svedese Millennium e già in Prometheus che entra nella serie in un ruolo ancora non specificato. Con lei troviamo Sean Harris, visto come villain in Mission: Impossible – Fallout, il nostro Corrado Invernizzi (Indiana Jones e il Quadrante del Destino), la danese Sandra Guldberg-Kampp (Foundation), Mirren Mack (28 anni dopo – Il tempio delle ossa) e Louis McCartney, Henry Creel/Vecna nella produzione teatrale Stranger Things: The First Shadow.

Vale la pena evidenziare che i personaggi della serie saranno distinti da quelli dei videogiochi, una scelta sicuramente coraggiosa vista l’ambientazione tanto amata ma comprensibile, che lascia mano libera agli sceneggiatori senza dover riscrivere decenni di lore consolidata.

Anche perché l’ultima volta che abbiamo visto l’Italia dagli occhi di un assassino come Ezio Auditore era il XV Secolo.

L’attesa è giustificata. Ci si prepara al Salto Della Fede, basta non sbagliare l’atterraggio.

Fonte: BleedingCool

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