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Almanacco Fantascienza 2011 Zanne D’Acciaio: Recensione

Bruno Ugioli 18/09/2011

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L’Almanacco di quest’anno si tinge di orrore e ci porta negli oscuri abissi dell’anima. Nathan Never se la deve vedere con i mostri nel suo cuore e con quello assai più tangibile sulle sue tracce, nell’ormai classico appuntamento di Casa Bonelli con il futuristico mondo della fantascienza.
Almanacco Fantascienza 2011

Autori: Davide Rigamonti (testi), Giuseppe Barbati e Luca Casalanguida (disegni)
Casa Editrice: Sergio Bonelli Editore
Provenienza: ITALIA
Prezzo: € 5,70; 176 pp., col.

L’acquisto di Davide Rigamonti nella rosa degli autori dell’Agente Alfa di casa Bonelli non ha lasciato scontenti. La storia che fa da piatto principale all’Almanacco della Fantascienza di quest’anno, Zanne d’acciaio, è infatti assai godibile, se non sul piano dell’originalità, certamente su quello della solidità. In un momento in cui la serie regolare si trova nello svolgersi di una complessa saga, lo sceneggiatore dedica a Nathan Never un’avventura quasi minimale, allontanandolo dall’abituale Città Est per spedirlo sulle sperdute montagne di Deer Horn, nei dintorni di un nevoso paesino chiamato, giustappunto, Eversnow.

In realtà, sin dall’inizio la vicenda procede su un doppio binario, e invece di un antagonista sfoggia un vero e proprio coprotagonista. Horace Newell era un giornalista ambizioso e sfrontato, ossessionato dal lato morboso del Macellaio, misterioso serial killer ricercato, fino a quando non si è trovato inerme di fronte al vero orrore. Rigamonti racconta il cambiamento mentale e interiore del giornalista (e in seguito, anche se meno efficacemente, quello fisico) di pari passo all’evento che scuote la coscienza di Nathan ad inizio albo. Il rocambolesco incidente che porta alla morte del piccolo Shawn, nel corso di un inseguimento, abbatte e sconforta il personaggio, portandolo a sfogare la sua frustrazione guidando senza meta. E sarà il destino a portare sulla sua strada le sorti di un altro ragazzo, il giovane Thomas Gunners, smarritosi nella landa nevosa con propositi di vendetta verso gli animali assassini di sua madre.

La sceneggiatura riscatta l’abuso di temi classici con un’abile lavoro di montaggio, strutturando la storia intorno ai due personaggi e alle rispettive linee temporali, intrecciando i loro pensieri ed i loro stati d’animo, fino ad includere anche la rabbia del giovane Thomas. Una delle vicende intimistiche tanto care a Rigamonti, dove il l’inospitale paesaggio diventa metafora delle torbide passioni di personaggi toccati dal dolore.

Ottimo anche il lavoro di Giuseppe Barbati e Luca Casalnguida, nell’aver saputo rendere molto bene le atmosfere cupe richieste da una storia in cui l’elemento fantascientifico si spinge in direzione dell’horror. Interessante la rappresentazione grafica della trasformazione bestiale di Horace Newell, e molto coinvolgenti le feroci scene di lotta che lo vedono protagonista.

Di contorno, questo ricco menù dell’Almanacco 2011, oltre alla consueta panoramica sull’annata di film, telefilm e libri (con un inserto sul fumetto, che dovrebbe aver maggior spazio su una pubblicazione di questo tipo) fantascientifici, offre un ricco dossier sul pioniere degli effetti speciali George Pal, ad opera dell’esperto Maurizio Colombo, il quale ripercorre la prestigiosa carriera del geniale regista e produttore ungherese all’interno del cinema hollywoodiano. Il grande Giuseppe Lippi offre poi un’inestimabile servizio sulle opere del visionario scrittore Kurt Vonnegut, impreziosito da splendide illustrazioni del maestro Aldo di Gennaro. In chiusura Gianmaria Contro approfondisce il tema degli incroci e delle mutazioni fra esseri umani e animali, lambito dalla storia principale, in un lungo excursus storico nelle arti (generalmente Pulp o di serie B) che si sono occupate di tale suggestiva prospettiva.

voto: 8

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