Con The Haunting of Bly Manor, Mike Flanagan l’ha fatto di nuovo. Più o meno. Sta per arrivare la seconda stagione della serie antologica The Haunting su Netflix, dedicata alle case infestate e tratta dai romanzi di Henry James. The Haunting of Bly Manor è quindi un nuovo maniero, alcuni membri del cast che tornano in ruoli diversi, alcune new entry e sempre un’infestazione alla base. Allo spettatore il compito di disvelare il segreto dei fantasmi di Bly Manor e carpire la verità dagli indizi, prima del finale.

“Più o meno”, dicevamo, perché in realtà si vede che – per impegni lavorativi o altro – questa stagione è stata supervisionata molto meno da Flanagan, si vede che manca la coesione narrativa e di scrittura che aveva la prima stagione e che ne faceva la spina dorsale all’ossatura horror del racconto.

The Haunting of Bly Manor – cambio di prospettiva

Se Hill House era una storia familiare, Bly Manor è una storia d’amore fondamentalmente, come ha raccontato anche lo showrunner Mike Flanagan (Oculus, Somnia, Il Gioco di Gerald, Doctor Sleep). Ed è proprio in questo spirito che la storia acquisisce un senso apprezzabile e condivisibile nell’episodio finale. Purtroppo però, manca la coesione nelle puntate precedenti, nel percorso che porta a quel finale, e si sperimenta troppo nel modus del racconto fra un episodio e l’altro. Proprio nel “gioco” messo in atto con lo spettatore all’inizio di ogni storia horror che si rispetti, viene rivelato troppo e troppo presto al pubblico per poi lasciar andare invece altre scoperte troppo in là nel racconto.

Se la prima stagione (qui la nostra recensione) era stata una vera e propria rivelazione tanto da far finire la serie direttamente nella top 10 dei migliori prodotti originali Netflix e tra le migliori nuove serie tv del 2018, The Haunting of Bly Manor risente un po’ della mancanza dell’ “effetto novità” del serial e della conseguente aspettativa molto alta creata per un secondo capitolo del nuovo “orrore tra le mura” da raccontare.

Proprio lo storytelling la fa da padrone in questa seconda stagione, ma anche il narratore in voice over suona come un’aggiunta forse non necessaria, che serve a dispiegare snodi narrativi che forse andavano piuttosto mostrati.

Vengono mostrati poco anche i fantasmi del maniero, si salta meno sulla sedia rispetto a quanto accadeva durante la prima stagione, nonostante alcune trovate visive nel rendere ciò che tormenta i protagonisti siano altrettanto originali e efficaci (e sembrino strizzare l’occhio a Oculus, opera precedente di Flanagan).

The Haunting of Bly Manor – le nuove tematiche e il cast

Tra le nuove tematiche affrontate in The Haunting of Bly Manor, non solo la love story che fa da fil rouge al racconto (ma potrebbe essercene più di una) – d’altronde le migliori come i precedenti della narrativa e del cinema ci insegnano sono quelle che hanno un epilogo tutt’altro che felice perché danno un senso d’incompiutezza che abbraccia il lettore/spettatore. Non solo la maternità e l’essere genitori come era nella stagione inaugurale. Si abbraccia quella LGBTQ+ che porta a nuovi interessanti confronti fra i personaggi.

Una menzione speciale va comunque all’ottimo cast raccolto per The Haunting of Bly Manor, a partire dagli “ex gemelli” della prima season Victoria Pedretti – questa volta è Dani, la governante americana di due bambini inglesi molto particolari – e Oliver Jackson-Cohen – Peter, un affascinante ragazzo irlandese legato in qualche modo al maniero.

The Haunting of Bly Manor

Torna anche l'”ex patriarca” Henry Thomas insieme ad altre sorprese. Tra le new entry spiccano, oltre ai due bambini al centro della storia (nel mondo anglosassone dimostrano ancora una volta di saperci fare con i casting per i più piccoli, soprattutto in ruoli particolari come questo), la star di iZombie Rahul Kohli e quella di Years and Years T’Nia Miller. Quest’ultima è la protagonista di uno degli episodi più riusciti della stagione, nei panni della governante del maniero, ma anch’esso un po’ dislegato dal resto della struttura narrativa.

Recuperate Doctor Sleep diretto da Mike Flanagan in 4k!

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