Quanto guadagnano gli autori in Italia?

Indagine su dati personali, commerciali, di distribuzione ed economici di 2.000 creatori di fumetti italiani, per rispondere alla fatidica domanda: quanto si guadagna, in Italia, col fumetto?

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Negli ultimi anni il fumetto si è ritagliato un importante spazio all’interno del mondo della cultura, togliendosi finalmente di dosso l’etichetta di “materia per bambini” con cui molto spesso, ancora oggi, viene visto dalla cultura di massa.

Questo perché, sempre negli ultimi anni, il mercato del fumetto ha subito una crescita esponenziale, che di conseguenza ha aumentato l’impatto mediatico. La domanda che si fanno tutti è dunque: quanto guadagna un autore di fumetti? O meglio, quanto guadagna un autore di fumetti in Italia?

A rispondere al quesito un’indagine svolta da Mefu, che ha raccolto nel periodo tra il  1° maggio e il 15 giugno 2020 un questionario rivolto a tutti gli autori di fumetti. L’indagine si è svolta in due parti: la prima dedicata al quadro generale dei mestieri del fumetto, la seconda tesa ad approfondire condizioni contrattuali ed economiche delle singole opere.

Sui circa 2.000 creatori di fumetto inseriti nell’elenco, ben 339 hanno compilato il primo questionario, mentre il secondo ha permesso l’analisi dei contratti di 255 diverse opere.

I DATI PERSONALI

Dai dati è emerso che, tra gli autori, il 74, 6 % sono uomini e il restante 35, 4 % donne, per la maggior parte disegnatori (49,9 % degli uomini e 38,4 % delle donne). Il ruolo di coloristi assume un rilievo maggiore tra le donne (14,2 %, rispetto al 6,3% degli uomini), così come ci sono più autrici uniche (26, 5 %, mentre il 15,4 % sono sceneggiatrici) rispetto ad autori unici (19%, mentre aumenta il dato degli sceneggiatori col 23, 1%).

Il 44 % degli autori, sia uomini che donne, risultano essere usciti da scuole di fumetto, a sottolineare l’importanza del ruolo svolto da scuole specialistiche aumentate a macchia d’olio su tutto il territorio italiano negli ultimi anni.

I DATI COMMERCIALI E DI DISTRIBUZIONE

Il 23,4 % di loro ha una partita IVA, a sottolineare la serietà della loro professione (per il 74,2 % fare fumetti “è un lavoro”); chi non ha una partita IVA viene pagato tramite rimborso spese (10,3 %), scambio di merci o servizi (7,2%), in pagamento contanti non tracciato (2,4 %) o con contratti da dipendenti (1%). Gli altri non hanno specificato formule di pagamento (3,1 %) o con notule di cessione di diritti d’autore e/o ritenute d’acconto.

La parte della promozione è maggiormente affidata ai profili social privati di  Instagram (80,8%) e Facebook (73,5%), mentre operano maggiormente nel settore del Graphic Novel (48,1 %), rispetto a quello dei periodici (39%); il 12,9% opera in entrambi.

Le pubblicazioni avvengono maggiormente solo all’estero (49,4%), oppure prima in Italia e poi all’estero (23,4 %) o viceversa (22,8 %). Solo il 4,4 % pubblica contemporaneamente in Italia e all’estero. I paesi esteri dove pubblicano maggiormente sono Francia/Belgio (55,2%) e USA/Canada (54,5 %).

Molto usate per la pubblicazione anche piattaforme online in Social Network come Facebook, Instagram, Patreon ecc… (45,3 %) o siti dedicati al fumetto o siti collettivi di autori di fumetti (entrambi usati dal 22,3% degli autori). De fumetti pubblicati su Internet, il 45,7% ha poi avuto una pubblicazione cartacea.

I DATI ECONOMICI

Arriviamo ora a rispondere alla fatidica domanda: quanto guadagnano gli autori di fumetti italiani? Ebbene, degli autori unici il 61,5 % dichiara di guadagnare annualmente meno di 5.000 €, il 14,8% tra i 5.000 € e i 10.000 €, il 13,1 % tra i 10.000 € e i 15.000 €, il 5,7% tra i 15.000 € e i 20.000 € e solo il 4,9 % più di 20.000 € annuali.

Le percentuali rimangono simili per gli sceneggiatori e i coloristi, mentre per i disegnatori diminuisce leggermente la forbice tra la fascia dei meno di 5.000 €  e quella tra  i 5.000 € e i 10.000 € (in quest’ultima, il 20, 3 % dei disegnatori). Ancor meglio sembra andare ai letteresti, che diminuiscono ancora di più la forbice: il 32, 3 % si piazza tra  i 5.000 € e i 10.000 € .

Ovviamente, i guadagni aumentano pubblicando anche all’estero (36 % meno di 5.000 €, il 25% tra i 5.000 € e i 10.000 €, il 17 % tra i 10.000 € e i 15.000, mentre l’81% di quelli che pubblicano solo in Italia guadagnano annualmente meno di 5.000 €.

Questi numeri ci fanno capire le scelte personali che gli autori sono, molto spesso, costretti a fare: solo il 18% si dedica esclusivamente al fumetto, mentre il 47 % fa anche un lavoro indipendente dal fumetto e dall’arte in generale.

Il 43 % dichiara che almeno metà del proprio reddito è generato dal fumetto, mentre la stessa percentuale svolge anche attività di insegnamento (di cui il 16 % in una scuola di fumetto). Nonostante questo, il 34,4 % dichiara di aver spesso rifiutato la pubblicazione perché ritenevano contratti e compensi poco adeguati (a fronte del 24,7% che non lo ha mai fatto).

La formula di pagamento più gettonata è la cessione del diritto d’autore e l’anticipo sulle royalties (65,7%). Per le edizioni estere, il 61,2 % ha visto ripartiti i diritti d’autore a metà con l’editore.

Vi lasciamo in conclusione uno dei commenti liberi ai questionari, scritto da uno degli autori:

La situazione per me non è stata pessima, ma degradante. L’editore non aveva previsto, né per questo né per nessun altro libro del catalogo, un ufficio stampa, né aveva un responsabile commerciale dedicato. Un’altra precisazione è che da parte degli editori stranieri, che hanno pubblicato o pubblicheranno il libro prossimamente, ho ricevuto subito l’anticipo – più consistente di quello italiano – e con contratti nettamente migliori e royalties più alte.

Una serie di dati che, uniti a quest’ultima considerazione di un autore anonimo, lasceranno sicuramente alcuni spunti su cui riflettere.

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