10 anni fa usciva al cinema Inception, settimo film di Christopher Nolan che univa ancora una volta il cinema d’autore al blockbuster, facendo scervellare gli spettatori sulla trama mentre assistevano a scene d’azione di grande spessore visivo. Un film “da mal di testa”, insomma, per i tanti livelli narrativi costruiti e che ancora una volta giocava col rapporto fra realtà e finzione, tanto caro al regista fin dai tempi di Memento, Insomnia e The Prestige. La realtà e la finzione questa volta erano quelle della dimensione del sogno e della veglia.

Al centro del film trovavamo infatti la squadra di estrattori capitanata da Cobb (Leonardo DiCaprio), che il magnate giapponese Saito (Ken Watanabe) assumeva per innestare un’idea (invece che estrarla, la specialità e il talento di Cobb) nel figlio di un concorrente in affari, Peter Fischer (Cillian Murphy). L’unico modo per poter fare ciò era creare un sogno più complesso di quelli mai creati prima per condividerlo con la squadra e fare in modo che l’idea si innestasse naturalmente nella testa di Fischer, che gli sembrasse un pensiero proprio e non arrivato dall’esterno.

Un rischio altissimo corso da Cobb per poter stare nuovamente coi propri figli, rimasti orfani della madre Mal (Marion Cotillard) dopo che questa si era tolta la vita ma della cui morte era stato accusato proprio Cobb. Perché? Perché aveva innestato nella mente della moglie l’idea che il mondo circostante non fosse reale per farla uscire dal sogno in cui si trovava, solo che l’idea le era rimasta addosso anche dopo e quindi era ancora convinta di dover morire per potersi svegliare definitivamente. E di conseguenza Mal è una minaccia “fisica” dentro il sogno molto pericolosa e fuori controllo, di cui (quasi) nessuno è a conoscenza.

Nolan utilizza il film come “strumento” per mettere in scena e far vedere allo spettatore ciò che di solito prova durante il sogno. Non solo luoghi e persone che non necessariamente fanno parte dei suoi ricordi, ma anche il cosiddetto “salto” – quella sensazione di cadere che ti permette di svegliarti, a volte dolcemente a volte di soprassalto – e il fatto che in un sogno non ci ricorda mai come si è arrivati dove si è, si inizia sempre in medias res ciò che si sta sognando. Fin dalla prima sequenza il film infatti gioca con il non sapere di trovarsi in uno stato onirico di un personaggio, costretto quindi a doversi svegliare per poter fuggire e “salvarsi”.

La domanda più esistenziale di tutte è “Che cosa accade dopo la morte?” e non lo potremo sapere finché non moriamo. Per svegliarsi da un sogno dobbiamo morire in esso, ci dice il film, una sorta di “rinascita” attraverso il risveglio. È in questo paradosso che si iscrive Inception, che non parla propriamente di morte ma di un eterno limbo in cui rischia di finire Cobb, poiché ha un universo nel sonno costruito con i ricordi di Mal perché non riusciva a lasciarla andare. Ma come sapere se si trova nel limbo finché non ci è arrivato?

Quasi un Doctor Strange ante litteram per come gioca con gli ambienti e le scenografie ma senza l’elemento psichedelico, il film utilizza piuttosto un gioco di specchi e di livelli scenografici.

Inception è un lungometraggio a strati: il sogno nel sogno nel sogno (tre livelli) costruito dall’architetto Arianna (Ellen Page) ci fa continuamente chiedere se ci troviamo nella realtà o in uno stato onirico e per capirlo i protagonisti hanno un totem, un oggetto di una forma particolare, che nessun altro può toccare altrimenti perde il proprio valore e la propria funzione. Celebre grazie al film è quello di Cobb, una trottola, che nella scena finale continua a roteare… o forse si sta per adagiare sul tavolo? È nell’eterna risposta in quale delle due situazioni ci troviamo con cui Nolan lascia scegliere allo spettatore se siamo nella veglia o nel sogno, se Cobb è riuscito a chiudere con il passato per poter guardare i figli in volto e al futuro, oppure è rimasto per sempre ancorato a “ciò che è stato”.

Ricordiamo che il prossimo 26 agosto (salvo ulteriori rimandi a causa della pandemia in corso) uscirà Tenet il nuovo attesissimo film del regista distribuito da Warner Bros. che proporrà nuovamente al cinema anche Inception in occasione dell’anniversario con materiali inediti su Tenet.

Recuperate Inception in blu-ray!!

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