In un lontano futuro, Kay, prima sorella del Tempio delle Telepati, si trova ad affrontare insieme a una squadra di potentissime guerriere dotate di poteri mentali dei terrificanti nemici: i Senza Mente! Questo è il prologo di Kay – La Guerra del Buio.

Kay – La Guerra del Buio: dove eravamo rimasti

Durante un terribile combattimento contro i Senza Mente, per tentare di salvare la sua giovane compagna Clea, Kay ha esposto se stessa all’entità chiamata Buio. Attingendo ai propri ricordi, la telepate cerca di “risalire” verso la realtà.

Tuttavia, proprio grazie a questo viaggio in sè, Kay riesce a trovare la forza per annientare il terribile nemico.

Ma ora, quando si pensava che tutto fosse finito, qualcosa ha preso vita nelle lande desolate dove è stata combattuta la Guerra del Buio. E ha a che fare con il passato di Kay! Il suo rapporto con i genitori adottivi, la sua relazione con il giovane Bud… dove si nasconde l’orrore che è stato scatenato? E che ruolo ha, in tutto questo, la piccola Martha?

Un gioco tra passato e presente dei personaggi

Torna dunque Kay – La Guerra del Buio con il terzo volume delle sue avventure, che, come vi avevamo già avvertiti nelle recensioni dei primi due tomi (potete leggere quella del primo numero QUI), sono in realtà una riproposta – in una nuova edizione – di una saga dell’universo di Nathan Never del 2014.

Si tratta infatti della nota storia scritta da Antonio Serra in collaborazione con Alessandro Russo, Stefano Piani e con i disegnatori Stefano Martino e Anna Lazzarini.

Anche in questo nuovo numero avremo un costante scambio tra passato e presente dei personaggi coinvolti, anche se in questo caso la storia ambientata nel futuro serve più che altro da prologo per i prossimi eventi.

La storia principale questa volta la vivremo nel passato, con un caso investigativo sufficientemente intrigante che ci mostrerà le qualità della madre di Kay, in un mix di malavita e sesso che introducono nuove tematiche in Kay- La Guerra del Buio.

Come per i volumi precedenti, purtroppo, bisogna però rimarcare come la riproposizione di un tale fumetto come manga non abbia molto senso: il tratto non dimostra alcuna influenza manga, essendo un fumetto italiano in tutto e per tutto, che sia la costruzione delle tavole o lo stile di narrazione o il design dei personaggi (che comunque sono ben costruiti)… o anche solo il grassetto nei dialoghi.

Insomma anche qui l’unica vera caratteristica che rende “manga” il volume sarebbe la copertina, anche qui firmata da Massimo Dall’Oglio.

Il confronto di Kay- La Guerra del Buio con Attica

Purtroppo è davvero poco per far diventare una storia italiana del 2014 un manga… Il che rende a tratti inspiegabile questa scelta della casa editrice, che invece con l’Attica di Giacomo Kelson Bevilacqua aveva dimostrato di saper rischiare e vincere la sua scommessa.

Anche se con alcune incertezze, infatti, inevitabili quando si sperimenta un genere che non si è mai voluto approfondire, la Bonelli aveva dimostrato di saper entrare in un campo che poteva essere minato.

A differenza sempre di Attica, poi, non vi è alcun extra. Un peccato perchè Kay – La Guerra del Buio avrebbe comunque potuto spingere chi ha già letto l’opera anni fa a darle una nuova rilettura se accompagnata da del materiale mai visto prima.

Comprate il terzo numero di Kay – La Guerra del Buio vol. 3 QUI

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