Un muro elevato per isolare una città con caratteristiche molto diverse dal resto del mondo: non si parla dell’Utopia di More o della Città del Sole di Campanella, ma di Attica, un micro-mondo che si è trasformato in una “fortezza medievale”. Il suo cantastorie, Giacomo Bevilacqua, ce la descrive dal di fuori e pubblica questa storia per Sergio Bonelli Editore.

Prima ancora di farci entrare in città, l’autore ci porta a New York, dove facciamo la conoscenza di Kat, investigatrice privata digitale, capace di scoprire inganni e segreti con un solo sguardo sui social. La ragazza è stata ingaggiata da una donna per scoprire le tresche del marito: dopo essersi messa sulle tracce di lui, Kat scopre che l’uomo si trasforma in un essere mostruosamente forte e l’attacca. In suo aiuto arriva Aiden, un maestro di arti marziali che scopre di potersi trasformare in un “supereroe” grazie a un marchio sul petto. Dopo questo incontro, i due iniziano a conoscersi e scoprono di avere un passato in comune, che li lega ad Attica e a un pluriricercato di nome Storm.

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L’OCCHIO E IL MARCHIO

Il primo manga targato Sergio Bonelli Editore di manga ha solo alcuni aspetti: il formato è quello del classico tankobon, ma non ha la lettura dall’orientale (da destra a sinistra). Si legge infatti da sinistra verso destra, lettura che richiama alla memoria i manga importati in Italia negli anni Novanta.

Cosa si trova quindi nelle prime 144 pagine di Attica? Praticamente tutto: i protagonisti, i cattivi, il ricordo emozionale, le botte, altre botte, ancora botte, la trasformazione in quel preciso istante in cui tutto sembra perduto, l’organizzazione di livello superiore che gestisce tutto. Insomma, le componenti di un seinen senza il tratto grafico caratteristico del manga giapponese. Bevilacqua non ha affatto modellato il suo stile per sperimentare qualcosa di nuovo: la sua matita è la stessa, riconoscibilissima che troviamo anche in Metamorphosis (inserito anche come easter egg nel primo volume), Il suono del mondo a memoria e Lavennder.

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Certo, si è decisamente evoluta, così come si è evoluto il suo stile di scrittura “very-sympa”, che spesso caratterizza il personaggio più eclettico delle storie di Bevilacqua. Le parole di Kat scorrono come fiumi in piena, che riempiono i balloon e che si susseguono a volte anche senza spazi. Dall’altro lato, a fare da argine a questo fiume, c’è un posato e razionale Aiden, che qui incarna i dubbi del lettore che cerca di capire cosa diamine sta succedendo a New York, tra strani demoni e marchi trasformanti.

Dopo circa un anno da quel Free Comic Book Day dove, con Attica 0, si presentava in maniera molto confusionaria cosa ci saremmo dovuti aspettare da questa serie, finalmente diamo un volto (parziale) all’Occhio e al Marchio, in attesa che il Dono, la Guida e la Spada si presentino nei restanti cinque volumi che compongono l’opera. Si intuisce dalle ultime pagine che tutti siano guidati dall’introvabile Storm, un uomo dalle fattezze sconosciute, soggetto principale del crudele e infantile Ino, presidente della città di Attica (una caccia al ladro alla stregua di Lupin e Zenigada, per capirci).

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