In un lontano futuro, Kay, prima sorella del Tempio delle Telepati, si trova ad affrontare insieme a una squadra di potentissime guerriere dotate di poteri mentali dei terrificanti nemici: i Senza Mente! L’avanzata inarrestabile di questi mostri può essere fermata solo ricostruendo il proprio passato, rivisitando i propri ricordi e cercando di scoprire come, dove e quando il primo di questi demoni è stato generato! E Kay sarà la protagonista assoluta di questa ricerca!

Forse, leggendo la trama qui sopra, ad alcuni di voi la storia sembrerà nota; ed infatti ci troviamo di fronte ad una riproposta che ci presenta in una nuova edizione una saga dell’universo di Nathan Never creata nel 2014 da Antonio Serra in collaborazione con Alessandro Russo, Stefano Piani e con i disegnatori Stefano Martino e Anna Lazzarini.

Sorge dunque il dubbio se abbia un senso riproporre una saga di una nota serie italiana in un contesto come quello del manga; infatti Kay prende sostanzialmente il posto di Attica come nuovo progetto manga della casa editrice milanese.

In un certo senso possiamo dire di sì, perchè nessun lettore di manga mai penserebbe di avvicinarsi a Nathan Never per leggere una storia; ma d’altra parte, come vedremo, lo stile di disegno e la narrazione sono spesso più vicini al fumetto italiano (o comunque occidentale) che ad un manga.

Non si può negare che la trama abbia sviluppi interessanti, con al centro il presente di Kay, una donna forte e determinata, che è conscia delle proprie responsabilità e quindi pretende dalle altre sue “colleghe” tanta determinazione quanta ne ha lei verso il suo incarico.

E, come vedremo, non tutte sono in grado di sopportare quella tensione continua che la loro missione comporta. Tuttavia un segno di debolezza potrebbe presto costarle caro.

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La Kay del passato invece è, ovviamente, molto diversa, più empatica con chi la circonda e meno conscia delle proprie possibilità. Ed è su questo divario che si gioca la narrazione del primo volume, tra la Kay dell’2425 e quella dell’2109.

Già dal divario tra i due anni si capisce quanto lungo e interessante potrebbe essere il percorso che ha condotto Kay ad essere quello che è diventata al tempo “presente”.

Anche i personaggi sono interessanti, anche se questo per ora vale soprattutto per i personaggi del passato di Kay più che per quelli attuali che sembrano invece meno approfonditi (con la sola eccezione di Clea, che in effetti sembra l’unica confidente di Kay e l’unica che abbia un rapporto amicale con lei).

Come anticipato, il tratto è meno influenzato dal manga di quanto fosse per Attica, che in effetti era una produzione nata per tentare un vero approccio verso gli otaku da parte della Bonelli. Questo vale soprattutto per la parte che narra il passato di Kay, ma in generale è un fumetto più Bonelli di quanto non si vorrebbe far intendere, anche per la costruzione delle tavole e lo stile di narrazione.

Una delle caratteristiche più “manga” di questo volume è invece sicuramente la copertina, firmata da Massimo Dall’Oglio, che rimanda ad una tradizione che ricorda gli anime anni Novanta di stampo fantasy. In ogni caso una copertina evocativa e che sicuramente spicca tra i volumi manga in edicola.

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