I Cavalieri dello Zodiaco: le armature di Asgard e i miti norreni

Scopriamo di più su uno dei migliori capitoli di Saint Seiya.

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Il capitolo di Asgard è l’unica saga della serie TV a non essere adattata dal manga classico di Masami Kurumada; infatti gli episodi sono stati creati sulla scia del successo del secondo film dedicato ai Santi di Atena, L’ardente scontro degli dei del 1988, come si desume anche dal fatto che alcune armature (Robe, per essere precisi) viste in quest’ultimo sono state riprese nella serie animata (per esempio quella di Url diventerà quella di Fenrir).

Il capitolo riscosse comunque un grande successo in Italia, sia per la storia sia per la bellezza delle armature, nonchè per la diversa ambientazione, che si allontanava dal mito greco per abbracciare i miti del Nord Europa.

I God Warrior sono guerrieri del Nord al servizio di Ilda di Polaris, sacerdotessa del dio Odino e ognuno di loro richiama uno o più miti nordici… vediamoli…

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Sigfried (Orion nel doppiaggio italiano) è il guerriero che rappresenta la stella gialla Dhube (α Ursae Majoris) dell’Orsa Maggiore. Il personaggio, come è facile intuire, è basato su Sigfrido della saga dei Nibelunghi, il guerriero che uccise in combattimento il drago Fafnir e si bagnò con il sangue dell’animale, diventando invulnerabile, tranne per una piccola porzione del proprio corpo.

Proprio Fafnir è il modello della sua armatura, che quando non viene vestita rappresenta appunto un drago a due teste.

Siegfrid viene menzionato anche in Saint Seiya: Soul of Gold grazie al di lui fratello, Sigmund, anch’egli guerriero di Asgard.

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