Se The Lego Movie aveva destrutturato e ricostruito tanti topoi narrativi quanto dei personaggi, Playmobil The Movie nel portare sul grande schermo gli altri giocattoli “cugini” della nostra infanzia, sceglie un approccio più semplice e semplicistico, rimanendo sempre nella sfera familiare dello storytelling.

In un film che mescola animazione e live-action con un prologo dal sapore animato, due fratelli, Marla e Charlie, si ritrovano catapultati nel mondo del loro gioco preferito che facevano sempre insieme, quando lui scompare e a lei non rimane che mettersi sulle sue tracce. In questo regno “magico” Marla incontrerà un gruppo variegato di bizzarri personaggi, che le permetteranno di ricongiungersi col suo “io” bambino e riscoprire il piacere e il potere dell’immaginazione e della creatività, che sembravano sopiti dopo un tragico evento. Torna quindi il tema del complesso di Peter Pan a dispetto della serietà, della pragmaticità, della perdita dell’innocenza che la vita adulta comporta, e del trovare un equilibrio fra le due “anime”.

Così come i Lego prendevano spunto dai vari universi creati appositamente per il merchandising (e di proprietà Warner) e giocavano sulla “costruzione” alla base del gioco per animare la storia del film, in Playmobil The Movie si gioca invece sulla difficoltà dei giocattoli alti 7,5 cm di piegarsi. Si mescolano inoltre i tantissimi “regni” e “universi” che in 45 anni di storie hanno popolato i giocattoli della società tedesca Geobra Brandstätter. Prendendo quindi spunto da tutti questi mondi, i personaggi che si avvicenderanno nella “vita animata” di Charlie e Marla sono i più disparati e quelli che maggiormente permettono un’azione di tipo diverso; c’è grande attenzione alle coreografie infatti da parte degli animatori del film, anche nei combattimenti animati.

Dai temibili Vichinghi sempre pronti a fare bisboccia, ai pirati con le loro maestose navi, agli antichi Romani con il viziato imperatore Maximus avido di potere, alla fata madrina di moderne vedute direttamente dalle favole, al bonario e indebitato camionista Del, fino all’agente segreto Rex Dasher che, dal capello perfetto e dallo sguardo sempre attraente, guida una super accessoriata automobile degna di James Bond, facendo il verso a tutte le spy story, con tanto di jingle dedicato ogni qualvolta appaia sullo schermo e con un’egocentrismo pari ai suoi gadget.

Il target di Playmobil The Movie rimane quindi quello infantile di The Lego Movie, scegliendo però di non strizzare l’occhio anche ai genitori come faceva la controparte, con i momenti cantati a farla da padrone, quasi fossimo in un classico Disney. Il film sceglie di mettere al centro il rapporto fratello-sorella piuttosto che quello genitori-figli, con tutte le conseguenze del caso, e come protagonista una giovane donna indipendente. Per quanto lineare sia la struttura narrativa – prologo, sviluppo, avventura animata, epilogo riconciliatore – e per niente meta-cinematografica (se non quella del significato del “gioco” da piccoli e da grandi come si diceva all’inizio), tutto fila al proprio posto in questo film delle feste.

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