Avevamo lasciato The Flash con quelli che erano stati probabilmente gli episodi migliori di questa lenta sesta stagione – la nostra recensione QUI – in cui proprio alla vigilia della Crisi, il villain Bloodwork aveva sferrato il suo attacco finale infettando Barry che, attanagliato dai dubbi sul suo fato, era caduto in preda a dubbi e indecisioni trasformandosi in un Dark Flash.

Il piano di Bloodwork per estendere il suo controllo su tutta Central City prima e su tutto il pianeta dopo era stato però fortunatamente sventato perché Barry era rimasto cosciente all’interno del Dark Flash fornendo gli indizi necessari per neutralizzare il villain.

La gioia per la vittoria era stata però brevissima perché la Crisi era giunta. Nella prima parte dell’evento crossover – la nostra recensione QUI – Harbinger e il Monitor avevano iniziato a raccogliere gli eroi per contrastare l’ondata distruttiva di antimateria che aveva fatto due vittime eccellenti ovvero Terra-38, il mondo di Supergirl, evacuato solo grazie al sacrificio di Oliver Queen!

Nella seconda parte – la nostra recensione QUI – il Monitor era stato quindi costretto a rivelare che gli eroi che stava riunendo erano in parte definiti Paragon, avatar di forze primordiali, capaci di sconfiggere la Crisi. Mentre quindi gli eroi si erano divisi nel Multiverso in cerca dei Paragon mancanti, era anche iniziata la caccia all’anima di Oliver in un disperato tentativo di resurrezione.

Infine avevamo scoperto l’identità della mano dietro l’ondata di Antimateria: l’Antimonitor liberato, con l’inganno, da Pariah ovvero Nash Wells.

Questo Crisis on Infinite Earths: Part Three, nono episodio della sesta stagione di The Flash, inizia con la ricerca dell’ultima Paragon… il professor Ryan Choi dell’Ivy University su Terra-1. Iris, Ralph e Ray cercheranno quindi di convincerlo ad unirsi alla squadra.

La ricerca dell’anima di Oliver di Mia, Diggle e Constantine fallisce, pur agevolata nientepopodimeno che da Lucifer stesso, con l’eroe che accetta di diventare ospite di una entità finora custodita da un certo Jim Corrigan.

Barry apprende finalmente del suo destino. Ora che l’antagonista è stato rivelato, e dopo che il Monitor ha restituito i poteri a Cisco, Flash insieme a Frost e Vibe scoprono come viene generata l’onda di Antimateria. Si tratta di un enorme cannone alimentato da un tappeto su cui è stato intrappolato il Flash di Terra-90 (quello della serie TV anni ’90).

Mentre Pariah recluta Black Lightning nel tentativo di sabotare l’arma, Barry è pronto compiere l’estremo sacrificio salvo essere fermato all’ultimo momento dal suo più esperto omologo. Tuttavia, ancora una volta, l’Antimonitor sembra essere un passo avanti infliggendo una nuova pesante sconfitta agli eroi.

Crisis on Infinite Earths: Part Three rappresenta il giro di boa per l’evento crossover di quest’anno e non è un caso né che sia l’episodio più solido finora né che sia un episodio di The Flash, serie che diventerà giocoforza l’ammiraglia dell’Arrowverse.

Eliminati, ma non del tutto ovviamente, i caroselli e i cammei fini a sé stessi dei personaggi del passato della DC televisiva, showrunner e sceneggiatori iniziano finalmente a dare concretezza ad una trama finora troppo fumosa.

Certo il senso di compressione rimane fortissima ma quantomeno in questo episodi i vari filoni narrativi sono più ordinati e i vari cammei – Lucifer prima e il Flash anni ’90 – non sono semplici divertissement ma sono strutturali al dispiegamento degli avvenimenti.

È proprio il confronto fra il Barry dell’Arrowverse e quello storico il momento più alto dell’episodio che, nel marasma citazionistico e sci-fi rappresentato finora, è forse il primo vero momento di stampo fumettistico dell’evento crossover.

Il finale è forse un po’ acerbo e telefonato lasciando tanto spiazzati quanto vogliosi di conoscere il fato degli eroi… ma per questo dovremo attendere addirittura al 14 gennaio quando Arrow riprenderà la sua corsa.

In definitiva, almeno in questa prima metà e al netto della girandola di citazioni e cammei, Crisis on Infinite Earths sta soffrendo una trama troppo compressa, poco supereroistica in senso classico e più spiccatamente sci-fi che cerca, con estrema difficoltà di conciliare la spettacolarità dell’evento con i filoni narrativi delle varie singole serie. Il risultato finora è appena sufficiente.

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