Ultimamente sembra che il mondo del fumetto e quello dell’astronautica abbiano stabilito parecchie connessioni. Infatti, dopo il volume realizzato da Leo Ortolani intitolato C’è Spazio per Tutti, sviluppato in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana, in quest’ultimo periodo anche la Sergio Bonelli Editore ha voluto proporre un fumetto in cui ha collegato un suo personaggio popolare con l’astronautica. Stiamo parlando di Nathan Never – Stazione Spaziale Internazionale.

L’aspetto interessante di questo fumetto è il fatto che Nathan Never sia messo direttamente a confronto con l’astronauta italiano Luca Parmitano. Si tratta, infatti, di una storia sviluppata da due filoni narrativi paralleli: quello del percorso da bambino sognatore fino ad astronauta di Luca Parmitano, e quello dell’avventura spaziale di Nathan Never.

In questa storia Nathan Never è imbarcato sull’astronave Conestoga, impegnato con i primi test sulla propulsione a curvatura. E durante un giro sperimentale l’astronave viene investita da una “stringa di energia”, che catapulterà l’Agente Speciale Alfa nel sistema solare del XXI secolo. Sarà in quest’occasione che Nathan Never si dovrà confrontare con la Stazione Spaziale Internazionale, ed in particolare con Luca Parmitano.

Tutti coloro i quali pensassero di trovarsi di fronte ad una storia strumentale, interessata solo a proporre un collegamento più o meno forzato tra Nathan Never ed il celebre astronauta italiano, sarà in parte smentito.

Il filone narrativo con Nathan Never protagonista è ben sviluppato, ed è simile a quello di un’avventura tipica del personaggio della SBE. Anche l’incontro ed il collegamento con l’Agenzia Spaziale è interessante, e merita attenzione.

Il punto debole della storia è invece il filone narrativo che racconta il percorso di Luca Parmitano. L’evoluzione del personaggio, le vicende di vita che lo hanno portato a diventare un astronauta, e gli stessi dialoghi che lo caratterizzano, sembrano essere un po’ troppo didascalici, e funzionali a portarlo dentro la Stazione Spaziale, senza creargli un vero approfondimento psicologico, ed una tridimensionalità a livello narrativo.

A livello grafico il fumetto è ben delineato, e si caratterizza soprattutto per una colorazione vivace, che ricorda il lavoro già fatto dalla SBE sulla serie Orfani. Ed essendo che Nathan Never – Stazione Spaziale Internazionale è a tutti gli effetti una storia fantascientifica (nonostante contenga al suo interno anche personaggi e situazioni reali), questo tipo di colorazione ed aspetto grafico valorizza al meglio la storia.

L’incontro tra Nathan Never e Luca Parmitanto è sicuramente un evento speciale, realizzato da Sergio Bonelli Editore in collaborazione con ASI (Agenzia Spaziale Italiana) ed ESA (European Space Agency).

A corredo del fumetto ci sono diversi approfondimenti, tra i quali vi è anche un’intervista allo stesso Parmitano. Si tratta quindi di un fumetto ben curato, che valorizza il sodalizio tra SBE ed ESA, ed allo stesso tempo propone una storia suggestiva, che avrebbe avuto ancora più potenziale narrativo (vedasi cosa ha già fatto la Sergio Bonelli Editore con la storia Il Lato Oscuro della Luna).

Per gli appassionati di Nathan Never e di scienza questo volume è una proposta interessante, capace di concretizzare un sodalizio che riesce ad essere funzionale ed utile per i lettori. Collaborazioni di questo genere possono però offrire ancora di più a livello narrativo. L’auspicio è che la SBE ed il mondo del fumetto continuino a proporre connubi di questo genere, valorizzandoli al meglio sul proprio mezzo comunicativo.

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