Blood Una Storia – Recensione

Pubblicato il 27 Aprile 2012 alle 11:03

RW-Lion propone una delle più intense e sperimentali opere di J.M. De Matteis! Seguite le liriche e visionarie vicende del vampiro Blood in un volume abbellito dai meravigliosi dipinti di Kent Williams!

Grandi Opere Vertigo – Blood Una Storia

Autori: J. M. De Matteis (testi), Kent Williams (disegni)

Casa Editrice: RW-Lion

Provenienza: USA

Genere: Fantasy

Prezzo: € 18,95, 16,8 x 25,6, pp. 192, col.

Data di pubblicazione: aprile 2012


Nella storia del fumetto statunitense c’è un periodo definito del Rinascimento americano che giunse al culmine verso la metà degli anni ottanta del secolo scorso. Fu allora che maestri del calibro di Frank Miller, Alan Moore, Bill Sienkiewicz, i fratelli Hernandez, Dave Sim e altri innovarono e svecchiarono la letteratura disegnata made in USA.

Tra essi non si può non citare J. M. De Matteis. Caratterizzato da indubbia versatilità, lo sceneggiatore si dimostrò capace di scrivere avventure supereroiche di impostazione tradizionale ma realizzò anche fumetti che si discostavano dai canoni classici, come The Defenders o il suo celebrato Captain America in cui affrontò tematiche fino a quel momento impensabili per un comic-book mainstream (per esempio, l’omosessualità). E i fan non dimenticano che De Matteis è colui che scrisse la sconvolgente Ultima Caccia di Kraven, una delle saghe più rivoluzionarie dell’Uomo Ragno.

De Matteis realizzò però anche comics non supereroici, contrassegnati da atmosfere visionarie ed esoteriche (l’autore è influenzato dalle filosofie orientali e dalla controcultura dei sixties), sofisticati e adulti nei toni. Un esempio di questo filone è dato da Dr. Strange: Into Shambala, con protagonista il Maestro delle Arti Mistiche creato da Lee e Ditko; e da opere pregevoli come Moonshadow e Blood: A Tale.

Queste ultime furono originariamente pubblicate dalla Marvel nella defunta divisione Epic, dedicata a comics for mature readers. Negli anni successivi, tuttavia, De Matteis, in possesso dei diritti di tali capolavori, ha preferito farli ristampare dalla Vertigo. In effetti, Blood: A Tale, ora tradotto da RW-Lion, non risulta fuori posto nella linea editoriale della DC varata da Karen Berger.

A un primo impatto, potremmo definire Blood: A Tale una storia di vampiri, se non altro poiché il tormentato personaggio principale, Sangue, lo è, e lo stesso dicasi per la sua avvenente compagna. Ma se vi aspettate un horror imperniato su cloni di Lestat, imitazioni di Dracula o adolescenti emo, avrete una sorpresa. I toni della narrazione sono fantasy e c’è un’attitudine post-moderna riconducibile agli esiti espressivi del fumetto d’autore europeo.

La story-line, peraltro, è complessa, considerando che si svolge in differenti piani temporali. In un passato ancestrale non meglio specificato, Sangue, dopo essere stato sottratto alla madre, viene cresciuto dall’anziano membro di un gruppo di sacerdoti per ragioni imperscrutabili. I metodi educativi sono analoghi a quelli della filosofia zen (evidente fonte di ispirazione di De Matteis). In seguito, per una serie di circostanze, Sangue diventa un vampiro ed entra in contatto con una donna che necessita anche lei di sangue per sopravvivere. Sarà costei a fargli conoscere l’amore, il sesso e in generale il senso dell’esistenza. Si potrebbe perciò affermare che De Matteis racconta (tramite l’utilizzo di diversi narratori) una struggente vicenda amorosa che ingloba varie epoche e differenti vite.

Ogni personaggio ha una funzione archetipa e infatti De Matteis li denomina semplicemente come il Padre, la Donna, il Piccolo, e così via, e l’opera è leggibile e interpretabile a più livelli. I riferimenti culturali sono molteplici: si rilevano echi biblici, suggestioni mutuate dalla psichedelia, dal buddismo, dall’esistenzialismo, e i testi di De Matteis hanno una  liricità ipnotica di grande valenza letteraria.

Blood: A Tale va preso in considerazione non solo perché è una delle vette artistiche dell’autore ma anche perché ad illustrarlo è l’eccezionale Kent Williams che dipinge con maestria una serie di quadri di notevole impatto visivo. L’artista si collega all’espressionismo ma si concede esperimenti cartoon e in alcune pagine, al posto dei pennelli, utilizza il pennino con risultati intriganti. Da segnalare inoltre la particolare costruzione del lay-out. Il tp è da tenere d’occhio e l’edizione RW-Lion nel complesso è migliore di quella di altri volumi Vertigo usciti in precedenza. Da provare.


Voto: 7,5

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