Makoto Yukimura è un autore incredibilmente attento ai dettagli storici presenti all’interno di questa sua immensa opera, e ciò è riscontrabile, oltre che nelle puntate precedenti di Vinland Saga, in maniera particolare proprio nella puntata più recente dell’anime basato sul suo manga storico,nella quale potrete vedere una serie di combattimenti spietati e sanguinosi fra gli inglesi e i pirati Vichinghi, ormai entrati in guerra aperta. Ma non è tutto qui: il nostro giovanissimo Thorfinn verrà messo a dura prova non soltanto sul campo di battaglia, ma anche al di fuori di esso…

LOVE IS BLINDNESS

I Vichinghi sono stati un popolo di navigatori e combattenti eccellenti e spietati, e per quanto abbiamo potuto avere qualche assaggio di ciò che sono in grado di fare, in questa ultima puntata di Vinland Saga li vedrete in azione contro gli inglesi, non importa che essi siano guerrieri di professione o semplici abitanti di un piccolo villaggio.

Uno dei motivi che rendeva questo popolo così fieramente combattivo era proprio la loro religione, secondo la quale l’unico modo onorevole di perdere la vita è proprio sul campo di battaglia, poiché solo morendo durante un combattimento era possibile garantirsi l’ingresso nel tanto agognato Valhalla. Inoltre, i vichinghi non avevano pietà nemmeno delle popolazioni indifese di piccoli villaggi, che venivano rasi al suolo e depredati senza mezzi termini, falcidiando la popolazione maschile e stuprando e uccidendo anche le donne.

Naturalmente, questo tipo di atteggiamento era comune fra gli uomini adulti, che camminavano in mezzo ai morti ammazzati e al fetore della putrefazione della carne come un bambino cammina in mezzo a un campo fiorito; è importante però sottolineare ancora una volta come un simile atteggiamento facesse parte della cultura guerrigliera di questo fiero popolo di combattenti e conquistatori, ma nell’ultima puntata di Vinland Saga potrete vedere anche come invece questo stile di vita, comunemente accettato dagli uomini adulti, possa mettere in crisi i valori di un ragazzino, la cui infanzia è segnata da una violenza, sia fisica che ideologica, indescrivibile.

WHAT WENT WRONG?

Thorfinn è solo un bambino quando suo padre Thors viene ucciso, per lui in maniera ingiusta e insensata, ed è sempre solo un bambino quando prende la coraggiosa decisione di mettersi alle calcagna di colui che si è macchiato di un simile atto, con lo scopo di riuscire a vendicare la prematura dipartita del suo genitore.

Nella puntata, il tempo subisce una leggera accelerazione, poiché quel bambino ora è cresciuto, ed è divenuto un ragazzino la cui vita è immersa nella violenza e nel sangue; nello specifico, il suo compito è quello di recarsi in un piccolo villaggio inglese per effettuare un sopralluogo, in maniera tale da poter comunicare ai suoi compagni di viaggio se è sicuro attaccare quel posto per fare rifornimenti e, perché no, far vedere agli inglesi come combattono dei veri guerrieri Vichinghi.

Saranno principalmente due gli eventi che segneranno per sempre il giovane Thorfinn: il partecipare attivamente al suo primo scontro e il ritrovarsi ospite, suo malgrado, in una piccola abitazione presente proprio nel villaggio che Askeladd e i suoi hanno intenzione di mettere a ferro e fuoco, una volta che Thorfinn stesso avrà inviato alle drakkar dei suoi compagni il segnale di via libera.

In questo episodio, il giovanissimo Thorfinn commette il suo primo omicidio, in una sequenza straziante e violenta al tempo stesso: per quanto sia stato necessario uccidere quel guerriero inglese per garantirsi la sopravvivenza, vedere letteralmente la vita lasciare il corpo della sua prima vittima (Wit Studio ha mostrato magistralmente questa scena, in cui è possibile vedere come gli occhi del guerriero inglese perdano la propria luce, una volta chela vita ha lasciato il suo corpo) ha un impatto fortissimo su quel ragazzino, che lancia un urlo disperato proprio perché costretto a uccidere. Ma il suo conflitto interiore è solo agli inizi…

Il figlio del Trol di Jorm sa perfettamente quale sia il suo compito, ma quando accade un imprevisto, il ragazzo, ferito, verrà salvato da due donne, che decidono di ospitarlo e nutrirlo, anche una volta scoperto chi sia in realtà, e questo perché i loro valori sono improntati su una religione un po’ differente da quella Norrena: il Cristianesimo, che predica non di ammazzare il prossimo, ma di accoglierlo e nutrirlo. Nonostante il rischio di dare ospitalità a un Vichingo, la donna più anziana fra le due non può abbandonare a sé stesso quello che, ai suoi occhi, è soltanto un bambino innocente, che tanto le ricorda suo figlio minore, arruolatosi nell’esercito inglese proprio per combattere contro i conquistatori Vichinghi.

Thorfinn non ha nulla di personale contro quelle persone che si sono mostrate così accoglienti e gentili con lui, ma nonostante questo, il ragazzo ha un compito preciso, che non può rifiutarsi di compiere, se non vuole essere ammazzato egli stesso.

Sarà proprio il contrasto fra i suoi buoni sentimenti, normalissimi per un ragazzino della sua età, e il suo dovere di guerriero Vichingo che metterà ancora una volta a dura prova la mente del giovane Thorfinn: la vita di un guerriero (o pirata) Vichingo è dura, spietata, immersa nel sangue e nella violenza più cruente, e ora che suo padre è morto e si è separato dai suoi, una divisione per così dire pacifista di questo popolo nomade, Thorfinn non può fare altro che accettare quello che è ora divenuto il suo destino. Almeno fino al momento in cui non riuscirà a vendicarsi di Askeladd…

 

 

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