Fire Force: l’autocombustione esiste davvero!

Fire Force affonda le sue radici in un presunto fenomeno paranormale di cui abbiamo notizie fin dal '700.

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Negli anni ’80, quando Internet era appannaggio della NASA e Adam Kadmon andava ancora in giro senza maschera sulla faccia, gli appassionati di fenomeni bizzarri e misteriosi potevano saziare la propria sete di conoscenza grazie all’enciclopedia Dimensione X, che personalmente trovavo un modo molto istruttivo e divertente per impegnare il mio tempo libero fin da quando frequentavo le scuole medie. Fu proprio lì che lessi per la prima volta della Combustione Umana Spontanea, un fenomeno le cui cause in realtà non sono ancora chiare.

Quando ho visto il primo episodio di Fire Force la mia memoria è andata subito a quelle descrizioni e immagini che mi sono così familiari da moltissimi anni e a cui non pensavo più da tanto tempo. Per questo, ho pensato di condividere con voi alcune informazioni e riflessioni sullo strano fenomeno che ha fornito lo spunto iniziale per la creazione della storia del manga di Atsushi Okubo, ma che ha anche influenzato la nascita di un personaggio celebre dei comics come la Torcia Umana.

ATTENZIONE! In questo articolo sono contenute alcune immagini che potrebbero turbare i più sensibili fra di voi, per cui procedete nella lettura con cautela.

2CARATTERISTICHE DEL FENOMENO

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Esattamente come avviene nel mondo di Fire Force, anche nel mondo reale la Combustione Umana Spontanea è un presunto fenomeno dalle origini misteriose a causa del quale un corpo umano prenderebbe fuoco senza interventi di fattori esterni che inneschino questo processo, che conduce all’incenerimento completo del corpo o di porzioni di esso, ossa incluse: l’origine di questa fonte di calore sarebbe dunque da ricercare all’intero del corpo della vittima. Per quanto si tratti di qualcosa di noto da diversi secoli e nonostante i numerosi studi a riguardo, non si è ancora scoperta l’origine di tale fenomeno.

Il termine e la definizione dello stesso usati ancora oggi furono esplicati per la prima volta nel 1746 da Paul Rolli in un suo articolo che riguardava la misteriosa morte della Contessa italiana Cornelia Zangheri Bandi, ma i casi documentati sarebbero circa 200, e tutti avrebbero in comune le seguenti caratteristiche:

  • le vittime sono tutte persone alcolizzate croniche;
  • si tratta principalmente di donne anziane;
  • il corpo non ha preso fuoco in maniera spontanea, ma una qualche fonte di calore è entrata in contatto con esso;
  • mani e piedi di solito si staccano dal resto del corpo;
  • il fuoco causa pochissimi danni agli oggetti combustibili che sono a contatto con il corpo;
  • la combustione del corpo lascia un residuo di ceneri grasse e fetide dall’odore nauseabondo.

Potete vedere gli effetti della Combustione Umana Spontanea descritti qui in alto nelle immagini di seguito:

Inoltre, è stato riscontrato che esiste una correlazione fra queste morti e una qualche intossicazione (o altre forme di incapacità) delle vittime, che potrebbe essere la causa del fatto che queste persone siano state incapacitate a reagire in maniera pronta all’incidente o addirittura non si stessero accorgendo di cosa stesse accadendo al proprio corpo.

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