Dopo l’ottimo esordio della settimana scorsa – la nostra recensione QUI – è surreale recensire il secondo episodio di Swamp Thing che la serie si concluderà con il decimo episodio e non avrà una seconda stagione dopo la prematura, per usare un eufemismo, cancellazione dovuta a quanto pare a problemi di budget e che sta mettendo in discussione il futuro stesso della piattaforma streaming DC Universe che probabilmente verrà riassorbita in una più ampia targata Warner Bros. così come vi abbiamo riportato qui.

Questa incredibile concatenazione di eventi tuttavia non devono, almeno per un momento, influenzare il giudizio sulla serie e quindi riprendiamo gli avvenimenti esattamente da dove li avevamo lasciati.

La Dott.sa Abby Arcane viene richiamata dal Congo per indagare per conto del CDC su una misteriosa epidemia che si sta diffondendo nella sua cittadina natale Marais in Lousiana.

La giovane dottoressa inizia la sua difficoltosa indagine aiuta solo dal biologo Alec Holland che sta conducendo da parecchi mesi degli studi sui fattori mutageni, che sembrano essere particolarmente floridi nell’ambiente paludoso, finanziati da Avery Sunderland, il capitano d’industria locale.

Dapprima la dottoressa sembra dubbiosa sulle fantascientifiche teorie di Holland, ma quando i due vengono attaccati da un cadavere completamente “mummificato” da funghi e vegetazione tutto assume contorni decisamente sospetti oltre che bizzarri.

Anche se il ritorno in città evoca spiacevoli ricordi del passato per Abby, la dottoressa e Holland procedono imperterriti nell’indagine. Qualcuno stava reclutando uomini per addentrarsi nella palude di notte.

Qualcuno stava gettando degli agenti chimici nella palude e Holland, scoperto mentre recuperava uno dei congegni per la diffusione di queste sostanze, viene assassinato. Mentre Abby si precipita a soccorrerlo qualcosa emerge dalle acque… qualcosa di mostruoso.

Chi stava “inquinando” la palude? e cosa aveva realmente scoperto Alec Holland? Da queste due domande riparte il secondo episodio, intitolato Worlds Apart.

Abby deve affrontare lo scetticismo della polizia locale sull’accaduto e sul suo racconto oltre ad affrontare le conseguenze del suo ritorno in città legate alla morte della figlia di Avery da cui deve necessariamente recarsi.

Il laboratorio di Alec è stato messo sotto sequestro e l’uomo è l’unico che può aiutarla ad accedervi per recuperare le sue ricerche.

Intanto la moglie di Avery, Maria, si rivolge alla medium locale per entrare in contatto con la figlia ma l’esperienza è spaventosa. La sensitiva infatti avverte uno “squilibrio fra luce e ombra”.

Quando il cerchio inizia a stringersi intorno alle attività illecite nella palude scopriamo non solo il piano di Avery ma la fuga di Susie, la bimba paziente zero, favorisce un nuovo incontro fra Abby e il mostro che inizia a prendere coscienza di sé e dei suoi poteri.

Ridotti al minimo gli jump scare, Worlds Apart è un episodio che si muove sicuro sui binari del più classico dei procedural iniziando ad introdurre la componente mistica della serie.

L’indagine sulla morte di Alec Holland è infatti il fulcro su cui si innesta la sottotrama di Avery e di sua moglie e quella legata agli esperimenti condotti nella palude.

Tuttavia l’episodio brilla perché usa con il contagocce la creatura che appare in pochi ma evocativi fotogrammi – inizialmente sembra quasi soffrire nell’apprendere la sua natura – e diventa assoluto protagonista nelle sequenze finali estremamente gory.

Unica pecca dell’episodio è forse una parte iniziale leggermente lenta e troppo incentrata, ancora una volta, sullo scarso appeal di una componente drama che sta già convergendo fortunatamente su altri lidi.

Ottimo non c’è altro aggettivo per definire Swamp Thing.

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