La collana Daredevil Collection ha presentato, tra le altre cose, gli episodi scritti da Ann Nocenti, annoverati tra i più discussi e trasgressivi dell’intero corso editoriale del Diavolo Rosso. L’autrice, infatti, utilizzò il personaggio come pretesto per affrontare tematiche socio-politiche impensabili per un fumetto mainstream e per inserire il protagonista in situazioni e contesti narrativi inusuali. Se all’inizio, infatti, la Nocenti si collegò, in maniera personale, alle atmosfere milleriane, tipicamente noir, ben presto le abbandonò.

Dopo un lungo dissidio con Kingpin, Matt Murdock, a causa di svariati traumi, brucia tutti i suoi effetti personali e lascia Manhattan. Si trasforma in una specie di vagabondo alla Kerouac, visitando l’entroterra americano, vivendo varie vicissitudini e interagendo con gli Inumani e alcuni peculiari personaggi come la tormentata Brandy e l’avvenente Numero Nove. A un certo punto, tuttavia, Devil rimaneva coinvolto nelle macchinazioni del demone Mefisto e finiva all’inferno.

La story-line ambientata nel regno degli inferi fu il culmine dello sperimentalismo della Nocenti ma non tutti i fan la gradirono. Le vendite del mensile si abbassarono e la Marvel chiese alla Nocenti di tornare a uno stile narrativo più tradizionale e alle situazioni noir e hard-boiled più adatte a Devil . In questo volume di Daredevil Collection troverete i nn. 283-291 del comic-book originale. Si tratta, in pratica, della sequenza finale della lunga e complessa run della scrittrice.

Nel n. 283 la Nocenti, quindi, abbandona in fretta e furia le linee narrative precedenti, eliminando gli Inumani, Brandy e Numero Nove, probabilmente contro la sua volontà, e inserendo Capitan America come guest star. Si tratta, in definitiva, di un ritorno a situazioni Marvel style. Dopodiché Matt Murdock decide di tornare a New York. Tuttavia, anche in questo caso la Nocenti si dimostra poco convenzionale.

Da un lato, riappaiono Bullseye e Kingpin, a lungo assenti dalla serie, e non manca ovviamente il contesto metropolitano che i lettori di Daredevil apprezzavano. Ma Matt Murdock ha perso la memoria, non è più consapevole della sua vera identità e Bullseye ha preso il suo posto, indossando il costume del Diavolo Rosso e agendo da vigilante. Va da sé, però, che i suoi metodi sono molto più violenti di quelli di Matt e la reputazione di Devil subisce un duro colpo.

La Nocenti si rifà a un’idea già emersa ai tempi di Frank Miller. L’autore del Maryland, infatti, aveva dichiarato in varie interviste di considerare Bullseye alla stregua di un doppio malvagio di Matt, un suo lato distorto, quello che Devil sarebbe diventato se fosse stato privo di una morale e di un senso della legalità. La Nocenti esplora questo aspetto, quindi, presentandoci un Devil psicopatico e malvagio che, paradossalmente, assume il ruolo dell’eroe.

La Nocenti insiste su situazioni noir e hard-boiled, scrivendo, come di consueto, testi profondi e intensi, maturi e introspettivi, e i capitoli finali della sua run sono di grande livello. Nel n. 291 fa poi riapparire Bullet, una delle sue più inquietanti creazioni, rievocando l’inizio della sua gestione, in una specie di chiusura del cerchio. Dal punto di vista dei disegni, il livello è discontinuo. L’ottimo John Romita Jr. si era allontanato da Daredevil proprio alla fine della sequenza ambientata all’inferno e la maggior parte degli episodi sono illustrati da Lee Weeks.

Il penciler fa uno splendido lavoro, sfoggiando uno stile plastico e dinamico. Il suo Devil si avvicina alla versione di Mazzucchelli e di tanto in tanto si colgono echi del leggendario Gene Colan e le pagine sono caratterizzate da giochi d’ombra eleganti e raffinati. Il n. 283 è, invece,disegnato dal bravo Mark Bagley che però era più indicato per le scanzonate vicende dell’Arrampicamuri e meno per quelle cupe e drammatiche di Devil, e il 286 da Greg Capullo, ancora lontano dallo stile adrenalinico che lo renderà celebre.

I nn. 289/290 sono illustrati da Kieron Dwyer, dallo stile troppo grezzo e legnoso, che purtroppo abbassa il livello qualitativo del volume. Nel libro è poi inclusa una storia uscita in appendice al n. 500 di Daredevil, sempre scritta dalla Nocenti e disegnata dal bravissimo David Aja. Anche lui ci regala pagine valorizzate da straordinari chiaroscuri che rendono giustizia a un’avventura dai toni angosciosi. In definitiva, questa uscita di Daredevil Collection non va trascurata.

 

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