Mondadori Comics ci propone un’opera che ci conduce nel cuore della Cina Imperiale! Non perdete questa nuova uscita di Historica Biografie che presenta le vicende di Cixi, conosciuta come la Dama Dragone, narrate da Philippe Nihoul e disegnate dal bravissimo Fabio Mantovani!

La collana Historica Biografie di Mondadori Comics presenta la prima parte di Tseu-Hi La Dame Dragon, opera che narra le coinvolgenti vicissitudini di Cixi, conosciuta come la Dama Dragone, una delle più celebri e controverse concubine della storia cinese. La vicenda, narrata da Philippe Nihoul, è ricca di intrighi e colpi di scena e non mancherà di entusiasmare quei lettori che amano le avventure di ambientazione storica basate su complotti e macchinazioni.

Cixi è una bellissima ragazza di Pechino dal carattere ribelle e volitivo. Il padre la maltratta e inoltre ha la sfortuna di vivere in una società che considera le donne esseri inferiori, se non vere e proprie disgrazie. Nella storia, effettivamente, Nihoul ci fa vedere, senza filtri, le violenze che l’universo maschile esercita su quello femminile. Non mancano sevizie e omicidi ai danni di ragazze indifese, spesso tormentate dalla fame e dalla miseria. In generale, comunque, il contesto della Cina Imperiale del 1848 si basa sulla sopraffazione del più debole.

Al vertice c’è l’imperatore, considerato un dio, e a un livello inferiore si collocano gli altri esseri umani. Molti di loro, per sfuggire alla povertà, sono pronti a compiere qualunque cosa. Cixi fa parte della categoria e, consapevole della sua irresistibile bellezza, decide di farne uso, sobillata da Li, un giovane mendicante che per certi versi ha avuto una vita persino più difficile di quella di Cixi. Per poter salire di rango, ha addirittura accettato di diventare eunuco, rinunciando, quindi, alla virilità. Ma è l’unico modo che gli permette di entrare nella corte dell’imperatore e, una volta raggiunto il suo obiettivo, riesce a coinvolgere la bella Cixi.

Grazie ai suoi suggerimenti, quindi, la ragazza diventa la favorita dell’Imperatore e, con l’ausilio della sua perizia sessuale, riesce a circuire e dominare un uomo non privo di debolezze. Lo scopo è ottenere il potere e a un certo punto Cixi riuscirà nel suo intento, con esiti devastanti per la Cina. Nihoul descrive in maniera efficace una società in cui il sesso è un’arma politica da utilizzare senza scrupoli. Evidenzia le disparità sociali e sessuali e l’intrinseca ingiustizia di un paese che non tutti considerano civile, a cominciare dagli inglesi che in diverse occasioni si confronteranno con abitudini e costumi da loro definiti barbari.

C’è pure il tema importante del dissidio nei confronti dei cristiani, anche loro vittime della violenza cinese. In poche parole, la storia di una donna dà la possibilità a Nihoul di affrontare una molteplicità di argomenti, fornendo al lettore innumerevoli spunti di riflessione. La delineazione psicologica dei due protagonisti è impeccabile e i testi e i dialoghi risultano profondi e intensi.

Questo lavoro è valido anche per ciò che concerne i disegni. Spetta al bravissimo Fabio Mantovani il non facile compito di illustrare la magnificenza della Cina Imperiale. Il suo stile è naturalistico e dettagliato e ogni vignetta è impreziosita da particolari infinitesimali che hanno del prodigioso. Vale specialmente per le tavole ambientate nella maestose abitazioni dell’Imperatore, ma pure per la raffigurazione dei costumi d’epoca, delle armi, degli arredi, delle decorazioni e degli splendidi paesaggi naturali che a volte fanno da sfondo alla narrazione.

In un caso specifico, quello incentrato su Li che insegna le arti amatorie a Cixi, Mantovani si collega alla tradizione illustrativa cinese ottocentesca, facendo sfoggio di un tratto fluido, pulito, essenziale, dotato di notevole raffinatezza. Considerando che, come ho scritto, il sesso e l’erotismo sono elementi fondamentali della trama, Mantovani visualizza con maestria la sensualità e la fisicità della stupenda Cixi, senza, tuttavia, scadere nella volgarità. I primi piani di molte vignette gli consentono poi di esprimere le aggressive emozioni che animano tutti i personaggi.

Bisogna, infine, menzionare i colori dello stesso Mantovani. In genere opta per tonalità cupe e ombrose, in linea con l’atmosfera torbida e inquietante della storia, ma non mancano sfumature vivide, quasi psichedeliche, presenti nelle sequenze più estreme e violente. Insomma, questa prima parte di Tseu-Hi La Dame Dragon è da tenere d’occhio e sarebbe proprio un peccato ignorarla.

 

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