La seconda stagione di Mob Psycho 100, la serie di animazione basata sul manga omonimo creato da ONE, si è conclusa lo scorso lunedì (qui potete trovare la mia recensione di questo spettacolare finale di stagione) e ci ha mostrato uno Shigeo Kageyama in continua crescita e sempre più in grado di sfruttare le sue emozioni, anziché soffocarle, anche per raggiungere il famigerato 100%. Ma è durante il suo scontro con Toichiro Suzuki che lo spettro delle emozioni di Mob si mostra in tutta la sua ricchezza.

Mob Psycho 100 è una sorta di via di mezzo fra uno shonen di combattimento estremo e un romanzo di formazione, in cui questi due aspetti sono strettamente collegati, per via della natura dei poteri di Shigeo e delle persone come lui: gli esper sono individui in grado di utilizzare poteri psichici, dunque la fonte di questi loro poteri non sono certo i muscoli, ma i propri pensieri e sentimenti, che sono in grado di influenzare, in modo anche molto marcato, i modi in cui tali poteri si manifestano.

3. WISH I COULDN’T FEEL AT ALL

Gli esper sono quindi persone con uno spettro emotivo molto ampio, al potere derivato dal quale possono attingere liberamente. Il grande problema legato a un potere basato su qualcosa di volubile come i sentimenti umani, però, è che è molto difficile tenerli a bada nel caso esplodano e vadano fuori controllo. Per questo motivo, il nostro Shigeo preferisce sopprimere le sue emozioni, piuttosto che rischiare di fare del male alle persone che ama.

Ma abbiamo detto che Mob Psycho 100 è anche un romanzo di formazione, e questo elemento è visibilissimo in special modo proprio in questa appena conclusasi seconda stagione dell’anime: Shigeo ha capito che sopprimere i suoi sentimenti serve solo a isolarlo dal mondo esterno, il che, a sua volta, lo rende apatico, insicuro, di scarsa compagnia, noiosissimo, e infine ultimo, ma non meno importante, decisamente poco attraente per il gentil sesso.

Nel suo costante processo di crescita, dunque, Kageyama Shigeo gradualmente impara che sopprimere i suoi sentimenti non ha alcun senso o utilità, e che tutto ciò che deriva da una simile scelta di vita è negativo, dai rapporti sociali all’apatia alla depressione di cui soffre proprio a causa del suo isolamento forzato.

2. I CAN FEEL

Gli esper traggono il loro potere dal proprio mondo interiore, dunque, ma non si tratta soltanto di potere distruttivo sul campo di battaglia: entrare in contatto con i propri sentimenti stimola, in Shigeo, una empatia decisamente spiccata e fuori dal comune, che gli consente di immedesimarsi nelle persone e negli spiriti maligni con cui parla e, dunque, di comprendere le radici più profonde delle motivazioni che li spingono ad agire come agiscono, il che, a sua volta, porta molto spesso anche i soggetti che sembrano più impenetrabili a cambiare atteggiamento, dopo aver ascoltato le parole di questo ragazzino delle medie così maturo, adesso.

Se Shigeo avesse continuato a reprimere i suoi sentimenti, sarebbe stato impotente di fronte a nemici assurdamente potenti come Mogami Keiji e Toichiro Suzuki, il devastante uomo a capo dell’Artiglio; anche lui trae il proprio potere dai suoi sentimenti, proprio come Mob e tutti gli altri psichici, con la differenza, però, che i suoi sentimenti sono profondamente egoistici e negativi.

Shigeo è ora in grado di attingere a una gamma decisamente molto più ampia di sentimenti rispetto all’ultimo avversario contro cui lo abbiamo visto scontrarsi nella sezione finale di questa fantasmagorica seconda stagione dell’anime, il che, a sua volta, si traduce in una serie di diverse tipologie di 100%, moltissime delle quali esplodono proprio durante questo frenetico combattimento.

CONCLUDETE LA LETTURA DI QUESTO ARTICOLO SPECIALE NELLA PROSSIMA PAGINE, DOVE VEDRETE ATTRAVERSO QUANTE E QUALI EMOZIONI PASSI IL NOSTRO SHIGEO DURANTE LO SCONTRO CON TOICHIRO SUZUKI!

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