The Dirt: Mötley Crüe | Recensione

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Sporchi, grezzi, folli, eccessivi, sfrontati, sexy anche vestiti e truccati da donne, sessualmente espliciti, strafatti e ubriachi marci: se è così che vi immaginate i Mötley Crüe lontani dal palco, beh, ci avete preso in pieno.

Personalmente, non sono una grande fan dei Mötley Crüe, ma qui si sta parlando di una band storica glam rock/hair metal, e ascoltando musica lercia da tipo 25 anni il minimo che mi si possa richiedere è che abbia almeno una vaga idea di chi siano questi signori sobri come i membri della gang di Bruno Bucciarati.

Che siate dei fan della band o meno, la loro importanza e il grande seguito di fan sparsi in tutto il globo sono innegabili. Inoltre, se volete dare un’occhiata alla vita di eccessi di tante rock star, questo film sarà per voi una sorta di documentario.

Se avete già visto Bohemian Rhapsody, il film biografico sulla vita dei Queen, dovete sapere che qui ci troviamo di fronte a un tipo di operazione che definirei opposta: anche nel caso di The Dirt, fra i produttori della pellicola figurano anche i membri della band, e il film stesso si basa su una biografia dei Mötley Crüe, ma mentre nel primo caso si è cercato in ogni modo di dare una immagine pulita della band, mostrando esplicitamente sostanze stupefacenti in rarissime occasioni e mai scene di eccessi, in questo caso il sesso la droga e il rock and roll sono i veri protagonisti, e The Dirt non ha timore di mostrare anche le scene più assurde ed estreme, al punto che la visione del film stesso è vietata ai minori di 18 anni:

SHOUT AT THE DEVIL

Considero da sempre gli anni ’80 un “decennio inutile e petulante”, per citare Kent Brockman, per cui quando ho ascoltato la prima battuta del film, che denigra gli anni ’80, già mi sono sentita a casa. Immediatamente dopo, viene mostrata una festa estrema a base letteralmente di sesso, droga e rock and roll, ai tempi in cui i Mötley Crüe non erano ancora stati fondati, ma i loro componenti avevano già iniziato a scoprire “quanto è profonda la tana del Bianconiglio”.

La celeberrima band originaria di Los Angeles venne fondata nell’ormai lontano 1981, ma, come spesso accade, prima di giungere alla formazione definitiva (Nikki Sixx al basso, Tommy Le dietro le pelli, Mick Mars alle chitarre e Vince Neil alla voce) sono stati necessari diversi passaggi e diversi provini. Le voci narranti esterne appartengono ai protagonisti della storia, i quali, di tanto in tanto, sfondano la quarta parete per rivolgersi direttamente a noi spettatori e spiegare, ad esempio, il loro personale punto di vista su determinati avvenimenti o eventuali libertà di interpretazione di taluni fatti. Proprio grazie a questa pluralità di punti di vista, è possibile guardare agli eventi in maniera ancor più approfondita.

Se però pensate che nel film ascolterete solo della grande musica e vedrete solo hotel devastati e scene di sesso, vi sbagliate di grosso. The Dirt esplora anche a fondo la vita privata e la psicologia dei singoli membri della band, senza omettere i dettagli più crudi, tristi, deprimenti e decadenti, dalla malattia di Mick Mars alle tristi vicende che hanno visto come protagonista il carismatico vocalist Vince Neil ai problemi con la droga di tutti i ragazzi, i quali andarono anche in riabilitazione insieme, in particolar modo di Nikki Sixx, la cui biografia è segnata dal dolore e da un profondo senso di abbandono fin da quando era solo un bambino di due anni.

Fra alti e bassi, i Mötley Crüe sono stati attivi fino al 2015, anno in cui si sono esibiti in concerto per l’ultima volta. L’amore per la musica e una vita di eccessi ha da sempre unito questi quattro scalmanati dalle personalità così differenti, che insieme hanno creato un amalgama originale e assolutamente divertente da ascoltare.

Quanto invece alle interpretazioni degli attori protagonisti, i ragazzi sono sempre convincenti, anche e soprattutto quando sfasciano qualsiasi cosa e fanno sesso più o meno con qualsiasi donna che gli capiti a tiro, incluse quelle dei propri amici: il giovane attore e modello inglese Douglas Booth interpreta, in una performance davvero molto buona, Nikki Sixx, Iwan Rheon, noto principalmente per vestire i panni del folle Ramsay Bolton nel Trono di Spade, veste molto bene i panni del più anziano, chiuso e cupo membro della band, Mick Mars, Richard Colson Baker, alias Machine Gun Kelly, è il rapper e attore statunitense che interpreta forse il personaggio più conosciuto della band, il trasgressivo batterista Tommy Lee, che è stato sposato con due bombe sexy come Heather Locklear e Pamela Anderson, mentre l’attore australiano Daniel Webber, già presente nella serie televisiva originale Netflix The Punisher, interpreta lo sfortunato e tormentato cantante Vince Neil. La regia del film è invece stata affidata all’altrettanto trasgressivo Jeff Tremaine, il quale, insieme a Johnny Knoxville e a Spike Jonze, ha creato la folle serie televisiva Jackass.

CONCLUSIONI

La ricostruzione degli eventi di The Dirt segue un ordine di tipo cronologico, e si sofferma sovente sul mostrare lo stesso avvenimento da più punti di vista, fornendo una visione di insieme al contempo più completa e più personale, introspettiva. Al divertimento estremo delle scene di sesso droga e rock and roll, il film alterna sapientemente sezioni decisamente più introspettive, senza timore di mostrarne i protagonisti anche nei momenti di più grande debolezza e di disperazione più nera. La ricerca di un senso di realismo viene poi comprovata dalle scene che accompagnano i titoli di coda di The Dirt, in cui potrete gustarvi, oltre a una colonna sonora davvero cazzuta a base di pezzi dei Mötley Crüe, anche un raffronto diretto fra alcune scene del film e le corrispettive originali, e potrete anche ascoltare i protagonisti parlare delle loro imprese folli, che hanno costituito la base per le scene presenti nel film.

Consigliato non solo ai tantissimi fan della storica band, ma anche a chi vuole godersi una sano film sulla vita e la musica di queste assurde rock star. Se non conoscete ancora la musica e la vita dei Mötley Crüe, allora vi consiglio di dare un’occhiata a The Dirt: magari vi riscoprirete loro fan! Per invogliarvi, vi lascio con uno dei loro pezzi più celebri, Shout at the Devil, brano tratto in origine dall’omonimo album datato 1983 e che fa anche parte della colonna sonora ufficiale del film:

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