Dragon Ball Super – Broly: chi è Broly?

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E’ qui, ancora. Il Saiyan formidabile. Il nemico più forte che Goku e compagni abbiano mai affrontato. Broly è il nemico di Dragon Ball Super: Broly, il 20° lungometraggio animato e 1° a confluire nella serie “Super” che uscirà nelle sale cinematografiche italiane il 28 febbraio 2019 con Anime Factory e Koch Media Italia. Alla regia Tatsuya Nagamine, con la produzione di Toei Animation e da un’idea di Akira Toriyama per rilanciare ancora una volta il franchise attraverso una storia che ha già fatto registrare incassi da capogiro che ammontano a ben 100 milioni. Uno dei motivi? Sicuramente Broly. Scopriamo insieme il personaggio.

Quando nel 2014 il franchise di Dragon Ball è stato rilanciato con la serie di Dragon Ball Super il pubblico era particolarmente diviso. Gli appassionati storici non attendevano altro che tornare a rivivere le epiche avventure di Goku e degli altri eroi, mentre, altri, proclamavano un rifiuto, ormai sazi di già storici ed indimenticabili eventi che Akira Toriyama aveva narrato nella sua opera originale.

Nonostante questo le produzioni di Shueisha (manga) e di Toei Animation (serie animata) hanno condotto, e continuano a condurre, il tanto ambito progetto sino a che si è pensato al grande passo di qualità, a quel grande passo che in poco tempo avrebbe surclassato la concorrenza e persino i record precedenti. Si era pensato ad un sequel per la serie animata, ovvero il 1° lungometraggio animato a confluire nella serie “Super” e il 20° considerando tutti i precedenti progetti cinematografici ispirati all’indimenticabile ed immortale opera di Akira Toriyama. Il film animato in questione non ha bisogno di presentazione, ma merita la menzione: Dragon Ball Super: Broly.

Dragon Ball Super: Broly è, pertanto, il sequel diretto della serie animata di Dragon Ball Super conclusasi nel 2018 con la fine del Torneo del Potere e il successo della serie televisiva aveva raggiunto quel grande picco da invogliare lo studio di animazione a non fermare la storia, ma a portarla sempre più avanti con il ritorno di un grande, potente, impetuoso, distruttivo ed imponente villain, ovvero il Saiyan Broly.

Attraverso la produzione di Toei Animation, la regia di Tatsuya Nagamine (registra, tra gli altri, di One Piece: Film Z e di alcuni episodi di Dragon Ball Super) e da un’idea di Akira Toriyama in persona, lo studio ha pensato non solo di narrare un’altra faccia della storia di Dragon Ball, come un reboot delle origini dei Saiyan, ma anche di riportare in auge dopo tanto tempo uno dei nemici storici di Goku e dei nostri eroi introducendolo nella serie Super come un vero e proprio personaggio ufficiale, legato alla continuity della storyline principale e non più ad un “solo film”.

Poiché la sceneggiatura e l’idea del lungometraggio animato in esame, così come Dragon Ball Z: La Battaglia degli Dei e Dragon Ball Z: La Resurrezione di “F”, sono ideati in larga parte da Akira Toriyama tutto ciò che succede è considerato ufficiale per l’epopea di Dragon Ball. E non solo per questo. Difatti il film animato è ispirato a “Dragon Ball Minus”, un capitolo speciale scritto e disegnato da Akira Toriyama che narra con maggiore approfondimento l’arrivo di Goku sulla Terra poco prima della distruzione del pianeta Vegeta per mano di Freezer con l’aggiunta, inedita, del ritorno di Broly che questa volta si propone essere differente rispetto alle precedenti apparizioni.

E’ risaputo che la fama di Broly si rifà alle precedenti tre apparizioni dove Akira Toriyama non ha avuto voce in capitolo, se non nella creazione del design del personaggio. Questo quindi conduce alla domanda: “Chi è Broly”? Qual è stato il suo processo di costruzione? Come mai è stato deciso proprio il suo ritorno in occasione del primo lungometraggio animato della serie di Dragon Ball Super? Quali sono le differenze sostanziali tra quello precedente e attuale?

Broly nasce come il villain principale dell’ottavo film animato del franchise, ovvero Dragon Ball Z: Il Super Saiyan della Leggenda (1993). Si tratta del primo assaggio di Broly, ovvero un guerriero Saiyan pensato da Takao Koyama e da Akira Toriyama.

Il film introduceva un nuovo guerriero sopravvissuto nonostante la distruzione del pianeta Vegeta da parte di Freezer e, a causa del suo livello di forza superiore a quello di Vegeta, il Re Vegeta (padre del Principe) lo esiliava. Il padre Paragus, tuttavia, sentitosi tradito da tale evento decide di far di Broly il suo asso, la sua arma per la distruzione di ciò che resta dei Saiyan. Pertanto, ha inizio una lotta cruenta con Broly che non possiede il suo pieno controllo tanto da assassinare addirittura il padre sino a plasmare l’unico obiettivo ovvero battere Goku, continuando a ripetere il nome di battesimo di quest’ultimo (Kakaroth).

Nelle produzioni antecedenti a Dragon Ball Super: Broly, il Saiyan esiliato mostra una personalità legata semplicemente al suo immenso potere, senza avere la capacità di sviluppare un pensiero, una logica, un’emozione, una razionalità di combattimento o dell’ambiente che lo circonda. Il suo unico scopo diviene combattere e dare la caccia a Goku. Grazie alla trasformazione nello storico Super Saiyan della Leggenda, Broly diviene il pupillo degli appassionati, ma senza effettivamente discostarsi più di tanto dall’iconico ruolo di villain numero uno e senza una profondità narrativa che esalterebbe ancora di più il ruolo del personaggio. In altre parole, la sua imponenza e la sua forza lo hanno condotto verso l’Olimpo dei più forti dal punto di vista fisico, ma senza sviluppare una certa costruzione psicologica.

Stesso destino è assegnato al personaggio nel momento in cui ritorna in Dragon Ball Z: Sfida alla Leggenda (1994) e in Dragon Ball Z: L’Irriducibile Bio-Combattente (1994). Il Saiyan torna in vita in occasioni, per motivi e modalità differenti, con la forza straripante, il look epico e con il grande scopo di distruggere i Saiyan che ancora popolano la Terra, in particolar modo Goku.

Nonostante la calma apparente, in seguito Broly ha scatenato il suo grande potenziale divenendo un cattivo feroce e spietato dal culto leggendario, ma nei tre lungometraggi appena citati non vi è nulla di profondo degno di nota. Pertanto, in Dragon Ball Super: Broly vi è il rischio di incappare in un quarto ritorno dettato solo dalla forza o da una denotazione più rimarcata dal punto di vista dei sentimenti e del cuore? Ricordiamo che il personaggio è stato introdotto nella continuity della storia ed ecco uno dei motivi per cui serve un Saiyan che riesca a bilanciare un rapporto omogeneo tra forza e pensiero.

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