Finalmente è arrivato anche in Italia l’attesissimo documentario Looking for Lennon, dove vengono ripercorsi i primi anni di vita fino al successo di uno dei personaggi più famosi ed influenti del secolo scorso.

In questo documentario troviamo una retrospettiva intensa sui primi anni di vita di John Lennon, le vicissitudini famigliari, le amicizie e gli amori, ma anche le tragedie che hanno plasmato la sua personalità e più tardi la sua musica. In questo film ci sono ricordi rari ed inediti insieme a interviste con alcuni dei suoi parenti più stretti, vecchi amici d’infanzia e colleghi.

Si parte dunque dalla prima infanzia di John Lennon, durante la seconda guerra mondiale a Liverpool, una delle città inglesi più colpite dai bombardamenti tedeschi durante il conflitto. Un padre assente che lavora in marina, e una madre non presente quanto avrebbe dovuto, lo affidano alla zia Mimi e al marito, che saranno come dei veri e propri genitori per il giovane.

Il ragazzo si sentirà sempre non voluto, e riverserà sugli altri la sua irrequietezza, prepotenza e violenza, tanto che sarà preso a modello negativo per tutti i genitori dei ragazzi della sua scuola. In questo il documentario ci fa vivere perfettamente, attraverso le interviste di amici d’infanzia, ex compagni di band ed educatori tutto il mondo in cui il musicista è cresciuto.

Si parla anche dei Quarrymen, la prima band di Lennon adolescente, con la formazione che risale al 1956, con i racconti degli ex compagni di band e gli strumenti fatti in casa che usavano, come un basso fatto con una scatola da the, una corda e un manico di scopa. Fino all’incontro con Paul McCartney e George Harrison per diventare alla fine i famosissimi Beatles.

Grande cura è stata data all’aspetto cinematografico e all’atmosfera generale di Looking for Lennon, cosa che ha donato all’estetica visiva del documentario un grande spessore.

D’altronde il regista di Looking for Lennon, Roger Appleton, non era un novellino, ed era già conosciuto per Get Back, un documentario in cui parla di oltre mille band che hanno avuto origine dalla scena musicale di Liverpool, che ovviamente includeva anche i Beatles.

Uno degli aspetti forse più interessanti di questo documentario è che, oltre a far respirare davvero l’aria di quegli anni, le aspettative, le delusioni di un giovane di quell’epoca, tutte le vicende della sua vita hanno plasmato le sue idee, e quindi la sua musica che ha ispirato intere generazioni fino ad oggi.

In questa edizione italiana del documentario ritroviamo un discreto doppiaggio in Italiano, corredato anche di sottotitoli, con la possibilità di scelta per la lingua originale.

In conclusione questa è un’edizione home video piuttosto semplice, sia nella confezione che nei contenuti, che ci permette di approfondire la conoscenza di uno dei personaggi più famosi ed influenti del ventesimo secolo, ma questa volta dal punto di vista strettamente umano, riuscendo quindi a comprendere anche le tematiche da lui affrontate e i percorsi intrapresi che lo hanno portato ad alcune scelte.

Senza dubbio un documentario imperdibile per ogni amante dei Beatles e in particolare del loro eccentrico e carismatico frontman. Peccato però che quest’edizione abbia una lacuna per quanto riguarda i contenuti aggiuntivi, praticamente inesistenti, visto che è presente solamente il trailer del documentario.

 

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