Gli eroi del passato e del presente di Weekly Shonen Jump si uniscono nuovamente per una causa comune, ma in una veste quasi inedita, in Jump Force ovvero la nuova interazione videoludica disponibile dal 15 febbraio.

Guardando al mondo dei manga la prima idea che balena nelle mentre degli appassionati è la rivista Weekly Shonen Jump della storica casa editrice Shueisha.

Non perché le altre case editrici siano da meno, ma perché Weekly Shonen Jump ha dato i natali a capolavori che hanno aperto sempre più i confini e superato i limiti della fantasia e del divertimento con pagine che hanno entusiasmato i lettori del passato, del presente e soprattutto del futuro.

In molti, probabilmente, non sapranno che capolavori trasmessi in televisione come Hokuto no Ken (Ken il Guerriero), Saint Seiya (I Cavalieri dello Zodiaco), Dragon Ball, Le Bizzarre Avventure di Jojo, per citarne solo alcuni, sono stati prima di tutto delle vere e proprie fatiche realizzate su carta da autori dalla fantasia straripante e passati alla storia anche come fonte di ispirazione per le future generazioni di mangaka.

Questi pilastri, e ce ne sarebbero tanti altri da citare, hanno fatto da apripista, generazione dopo generazione e serializzazione dopo serializzazione sulle pagine della mitica rivista, a opere come One Piece, Naruto, Bleach che Shueisha considera i “Big Three” degli ultimi dieci anni di editoria e i tre manga di combattimento hanno spesso rivaleggiato nelle classifica di vendita. Gli autori dietro queste opere meravigliose non solo bissato il successo dei loro predecessori, e in alcuni casi lo hanno addirittura superato, ma sono stati fonti di ispirazione per autori e opere contemporanee come My Hero Academia e Black Clover.

Una ricca storia di avventure, lotte, serializzazioni di ferro, colpi di scena ed emozioni quella di Weekly Shonen Jump. Una storia che proprio lo scorso anno ha festeggiato il suo 50° Anniversario. Cinquant’anni che rappresentano non di certo una linea di arrivo, ma solo un trampolino di lancio.

Da qualunque manga di successo serializzato su Weekly Shonen Jump è scaturita una serie animata che ne ha inevitabilmente allargato la fama. Le immagini in movimento, i colori, i suoni, le voci degli attori che interpretano i personaggi e l’animazione dell’azione per molti spettatori è stata più apprezzata rispetto alle tavole dei manga, pertanto, rispettando tale tendenza, gli studi di produzione hanno ampliato sempre di più, anno dopo anno, generazione dopo generazione, la perizia con cui questa opere cartacee vengono trasposte sul piccolo e grande schermo.

Il pubblico, tuttavia, è sempre diviso quando si tratta di manga e anime. L’odore della carta, l’attesa di un nuovo volumetto da acquistare in fumetteria, i disegni ricchi di passione e di lacrime a causa delle infernali scadenze, l’esperienza nipponica nel leggere le pagine, il tratto artistico e gli errori commessi dagli autori è oro colorato per gli appassionati più infervorati, ma non tutti è necessario per convolarci a nozze.

Il manga inizialmente era concepito essenzialmente attraverso questi punti cardine, ma la tecnologia si evolve minuto dopo minuto e l’arte del fumetto “da leggere da destra verso sinistra” ha abbracciato l’anime che è da sempre pensato per avvicinare gli spettatori al manga e per arricchirne la fama.

L’anime nasce, inoltre, anche per concretizzare, inevitabilmente, non solo la crescita tecnologica, ma anche per garantire uno slancio economico al brand della rivista di Shueisha e del manga stesso.

L’esperienza del manga e anime negli ultimi anni, in seguito, si è evoluta ancora di più, assumendoun power-up, se dovessimo ricorrere ad un termine “tecnico” delle opere pubblicate su Weekly Shonen Jump.

Tale power-up si è risvegliato grazie all’avvento dei videogame. I publisher, le software house e le case produttrici di console hanno fatto fronte comune e hanno trovato interesse nel realizzare esperienze di gioco che riproponessero e permettessero ai giocatori di controllare e rivivere le scene che tanto hanno amato leggere in un un tankobon o vedere attraverso lo schermo di un televisore o di una sala cinematografica.

L’arte di fare manga e anime è divenuta, quindi, così imponente e ricorrente da non essere più fine a sé stessa. Molti altri campi vi hanno ricorso, talvolta anche superandola, come l’industria videoludica.

I videogiochi ispirati agli anime e manga, negli ultimi tempi, hanno raggiunto una qualità tale da superare, in particolar modo nelle cutscene, la qualità dell’anime stesso. Ad esempio, basti anche solo giocare per una attimo alla serie “Storm” che traspone su console tutta l’epopea di Naruto o alla serie “Budokai Tenkaichi” ispirata a Dragon Ball. Lavori e fatiche che hanno permesso agli appassionati di guardare Naruto e a Dragon Ball, in questo specifico caso, attraverso un videogioco, poichè attendibili, coerenti e, perchè no, artisticamente a volte più dettagliati della serie animate prodotte, rispettivamente, da Studio Pierrot e Toei Animation.

Le software house a lungo andare non si sono più limitate a trasporre semplicemente una modalità storia, ma hanno assunto il comando della stessa introducendo persino nuovi personaggi o scenari alternativi che implementassero la gloria originale pubblicata su Shueisha

I creatori di videogames hanno saputo reinterpretare le ottime linee guida dei mangaka e rendere, talvolta, anche più appetibili alcuni eventi che le serie animate non riescono a dar giustizia.  Tale fenomeno del manga e anime unito al videogioco si è evoluto anno dopo anno raggiungendo un livello, se non definitivo, davvero molto ma molto notevole.

GIRATE PAGINA: DAL MANGA ALL’ANIME, AL VIDEOGIOCO FINO A… JUMP FORCE!

telegra_promo_mangaforever_2

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui