Boruto: morte e libero arbitrio

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Nell’ultimo episodio di Boruto: Naruto Next Generations, del quale potete trovare qui la mia recensione, è stato nuovamente affrontato lo spinoso tema del libero arbitrio nelle creature sintetiche (per un approfondimento sul tempo, vi invito a dare un’occhiata a questo mio articolo), e questa volta si è potuto dare finalmente una risposta univoca all’annosa domanda che riguarda la possibilità che questi esseri siano dotati di pensieri, personalità, caratteri e volontà propri del tutto unici.

Onoki e Boruto sono riusciti a tornare al Villaggio della Roccia. Grande fu lo stupore dell’ex Terzo Tsuchikage alla vista di quanto stesse accadendo nella sua casa, per proteggere la quale sta rischiando ora, invece, di distruggere per sempre. In questa circostanza, Onoki si è trovato per la prima volta faccia a faccia con la sua creatura primigenia dopo l’ammutinamento e il successivo colpo di Stato effettuato dagli Akuta a causa del quale, adesso, la Roccia è sotto una dittatura militare.

Il discorso e il successivo e conseguente scontro fra Kuu e Onoki, insieme ad altri elementi mostrati durante l’episodio, hanno confermato ciò che Boruto ha sempre sostenuto: queste creature non sono semplici gusci vuoti, ma possiedono una identità e perfino un’anima.

3. KUU VS. ONOKI

Una volta trovatosi di fronte a Kuu, fin dalle prime battute è evidente che qualcosa non va: mentre il primo sintetico creato da Onoki e il suo team sostiene di essere il portavoce delle volontà del suo Creatore, essendo un suo clone, agli occhi del vecchio Onoki è invece più che evidente che le cose non stiano affatto così: l’ex Terzo Tsuchikage non potrebbe mai accettare di sacrificare delle vite umane per prolungare le esistenze delle proprie creature, ma Kuu ha già allestito tutto il necessario per compiere questo sacrificio umano.

Con pensieri così diametralmente opposti, è chiaro che Kuu non sia più vincolato al proprio Creatore e che, dunque, abbia sempre avuto (o comunque abbia sviluppato) una propria identità specifica e unica.

Ciò è dimostrato anche dal fatto che, per quanto lui e gli Akuta siano stati creati per proteggere gli essere umani, il pensiero di ucciderne qualcuno per il proprio tornaconto non lo turba affatto; quest’ultimo dettaglio farà pensare a Kuu e ai suoi seguaci di essere privi di sentimenti, a dispetto di quanto si ostini a dire Boruto, ma a una analisi un po’ più approfondita è invece esso stesso una prova della loro natura così simile alla nostra: solo una creatura davvero viva può essere dotata dell’istinto di sopravvivenza.

VOLTATE PAGINA PER UNA BREVE ANALISI DEL COMBATTIMENTO FRA I GENIN DI KONOHA E I SINTETICI RIBELLI DI IWAGAKURE!

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