Chi è Aquaman e perché nell’iconografia popolare ha rappresentato per parecchio tempo tutto ciò che era “buffo” dei supereroi?

A pochi giorni dall’arrivo nelle sale italiane del blockbuster diretto da James Wan e con protagonista Jason Momoa – la nostra recensione in anteprima QUI – analizziamo uno dei personaggi più caratteristici, ma anche più bistrattati, della storia dei comics.

E’ bene sgomberare subito il campo da qualsiasi pretesa eccessivamente entusiastica: Aquaman non è uno dei personaggi fondanti del letteratura supererostica e, caso più unico che raro, è uno dei pochi personaggi “non-originali” della DC.

Aquaman debutta su su More Fun Comics #73 – datato ottobre 1941 – creato da Mort Weisinger (testi) e Paul Norris (disegni) circa due anni dopo l’esordio di un altro eroe acquatico, il Namor della allora Timely Comics poi Marvel creato nel 1939 da Bill Everett e personaggio oggi dimenticato dal colosso disneyano.

Era un Aquaman molto diverso quello della Golden Age: suo padre era un esploratore marino, sua madre era morta quando era bambino e padre e figlio vivevano in una città abbandonata sott’acqua dove grazie alla tecnologia lì ritrovata, il giovane Aquaman era stato sottoposto a degli esperimenti che gli avevano donato la capacità di respirare sott’acqua e comunicare con la fauna marina. In questa era, tanto ingenua quanto genuinamente creativa, l’eroe era impegnato a combattere pirati e predoni e soprattutto u-bot nazisti.

Dopo il boom degli anni ’40, il genere supereroistico affrontò un declino negli anni ’50 che esclusa la Trinità – Superman, Batman e Wonder Woman – inghiottì la maggior parte degli eroi ma incredibilmente non Aquaman che sopravvisse sulle pagine di un’altra testata denominata Adventure Comics.

Nel 1959, agli albori della Silver Age, qualcosa però cambia e come alcuni suoi illustri colleghi – The Flash e Green Lantern su tutti – anche all’eroe subacqueo viene concertata una nuova origine. Su Adventure Comics #260 viene narrato di come Arthur Curry sia il figlio del custode di un faro, Tom Curry, e di una misteriosa donna proveniente dal mare, Atlanna. Sul letto di morte Atlanna rivela di essere una esule da Atlantide e che il piccolo Arthur possiede straordinari poteri legati all’acqua e alla fauna marina.

Pur con rimaneggiamenti e aggiunte a posteriori – quello più drastico è forse il retelling di Peter David in cui Arthur è figlio di Atlanna e del mago Atlan e soltanto cresciuto da Tom Curry – queste rimangono ad oggi le “origini segrete” di Aquaman.

Da questo momento in poi la vita editoriale di Aquaman vivrà alcuni momenti di grande splendore – l’ingresso nella JLA, gli anni ’70 con la gestione di Paul Levitz e quella anni ’90 del già citato Peter David – faticando però spesso per trovare una giusta collocazione e una voce nella proposta editoriale della DC come ad esempio negli anni ’80 e nel post-Crisi Infinita a metà anni 2000.

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