Space Mess | Recensione

Pubblicato il 3 Novembre 2018 alle 11:00

La nuova avventura di Dick e Cok si tinge di fantascientifico.

Carlo Lauro e Roberto Megna, nonostante siano due autori che hanno da tempo avviato un percorso professionale non solo di “coppia” all’interno del panorama fumettistico nazionale, hanno due alter-ego che puntualmente bussano alla loro porta: stiamo parlando di Dick e Cok.

Questa volta, dopo aver combattuto gli zombie in The Last Fap, dopo essersi trovati di fronte ad i personaggi fantasy de L’Anello dei Signori, e dopo aver combattuto contro un improbabile villain in P per Pugnetta, i due personaggi dei fumetti sono schizzati ancora più in alto, oltre i confini della Terra, con Space Mess.

In tempi in cui i cartoni di Rick e Morty conquistano internet, portare una coppia di personaggi ad avventurarsi nello spazio e ad avere a che fare con alieni, e figure extraterrestri improbabili, potrebbe essere una scelta azzardata. Ma Carlo Lauro e Roberto Megna, invece, con semplicità ed efficacia, riescono a tirare fuori l’ennesima storia iper-citazionista e post-moderna, ironica, e che non manca anche di far riflettere.

Proprio mentre una base aerospaziale chiamata Naso sta cercando delle reclute a basso costo per una missione sottovalutata dai vertici dell’agenzia, Dick e Cok, i quali trascorrono le loro giornate a giocare ad un vecchio videogame in stile space invaders, decidono di proporsi. Inizierà così un’avventura spaziale, su uno shuttle scassato, tramite la quale i due protagonisti cercheranno d’impedire l’esplosione della Terra, verificatasi poco dopo il loro lancio. E le ragioni dell’esplosione, rivelate nel finale, saranno sorprendenti e intrise di un profondo significato metaforico.

Roberto Megna ha un’ottima cifra comica nelle sue sceneggiature e nelle battute con le quali condisce la narrazione. Le tante citazioni che riempiono Space Mess sono funzionali a costruire personaggi e scene utili a portare avanti la storia (un po’ alla Leo Ortolani). In questo fumetto, infatti, si incontrano da Mike Bongiorno al Doc Brown di Ritorno al Futuro, ma ognuno di questi personaggi non è una presenza fine a sé stessa, bensì utile a portare avanti la storia.

Il disegnatore Carlo Lauro ha uno stile fortemente cartoonesco che diverte, e le cui linee tondeggianti riescono a dare ulteriore humor e godimento, arricchendo la sceneggiatura.

Non è un caso che questi due alter-ego, ovvero Dick e Cok, riescano a funzionare bene in ogni contesto nel quale i loro creatori riescono ad inserirli. Si intuisce bene che essi richiamano tante coppie comiche consolidate e riuscite nei fumetti, come al cinema (su tutti ricordano Jay e Silent Bob ideati da Kevin Smith), ma portano con sé anche un qualcosa di spontaneo e sincero, che è sicuramente frutto delle personalità degli stessi autori.

Di solito il cercare di creare personaggi fumettistici, capaci di unire ispirazioni e contaminazioni varie con spunti più personali, rischia di creare macchiette o personaggi poco riusciti. Dick e Cok rappresentano, invece, un duo comico (e non solo) ben consolidato all’interno del panorama fumettistico italiano indipendente. Due personaggi che potrebbero benissimo avere una ribalta mainstream, e che danno la sensazione di poter essere presto catapultati in una storia capace di far saltare il banco.

Perché Space Mess è un fumetto che fa ridere, ma che dietro ad una genuina risata riesce a lanciare anche un profondo messaggio sui nostri tempi. E di fumetti e storie così, oggi,  ce n’è tanto bisogno.

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