Si conclude Planet Rulk, di Parker e Pagulayan, e ritornano in scena due avversari storici del Golia Verde come M.O.D.O.K. e Zzzax. Nel frattempo Bruce Banner continua la sua avventura a Roma, insieme alla ex moglie, per fermare i piani di Tyrannus !

L’incredibile Hulk n.182

Autori: Jeff Parker, Carlo Pagulayan, Patrick Zircher, Greg Pak, Tom Grummett, Rob Williams, Brian Iching
Casa editrice:
Panini Comics
Provenienza:
Stati Uniti, 17×26, S., 80 pp., col.
Prezzo: 3,50 euro
Anno di pubblicazione in Italia: 2012

Continua la sua corsa il mensile interamente dedicato alla Hulk-family, dopo aver interrotto il lungo sodalizio ( tutto italiano ) con il Diavolo Rosso.

Di materiale in effetti ce n’è molto, visto che attualmente Hulk può contare su una serie con protagonista il suo ex arcinemico Thaddeus “Thunderbolt” Ross, adesso diventato Hulk Rosso ( o Rulk ) e una serie che invece è incentrata su Bruce Banner e il suo alter-ego verde, oltre alla sempre più nutrita “gamma-family”, che al momento comprende ben tre She-Hulk ( Jennifer Walters, Betty Ross e Lyra, nata dall’unione tra Hulk/Banner e Thundra  ), oltre a Bomba-A, sotto la cui corazza si cela il vecchio amico Rick Jones, e Skaar, ovvero il frutto dell’amore tra Banner e Caiera sul pianeta Sakaar.

Insomma, come avrete capito i personaggi non mancano, ma purtroppo è la qualità delle storie che latita un po’ da qualche mese a questa parte….

Iniziamo con la serie di Rulk, adesso gestita dallo scrittore Jeff Parker, che ci mostra il cammino di redenzione del generale Ross dopo essersi messo contro quasi tutto il Marvel Universe… Il livello delle storie finora è piuttosto altalenante, visto che quando Parker tenta di muoversi con le sue gambe e introduce avversari ad hoc per il coriaceo Colosso Cremisi, riesce a imbastire qualcosa di buono: niente di memorabile, ma nel complesso accettabile e divertente. Il problema è invece quando prova a scimmiottare i suoi colleghi, con avventure scialbe e inutili, che sono semplicemente la fotocopia sbiadita di altre già scritte in passato…

Ne sono un chiaro esempio le due storie presenti in questo numero, ovvero la seconda e ultima parte di Planet Rulk e Shock al sistema, che riporta in scena M.O.D.O.K. e Zzzax, due avversari storici del Golia Verde. La prima ovviamente si rifà alla celebre saga Planet Hulk, scritta da Greg Pak, in cui Hulk veniva catapultato su un pianeta ostile, di cui poi sarebbe diventato anche sovrano; peccato però che tutta l’epopea fantascientifica creata da Pak qui si riduce a due misere storielle, che sanno ampiamente di già visto e risultano ancora più irritanti una volta arrivati alla risoluzione finale della trama… Se poi alle matite troviamo nuovamente Carlo Pagulayan, già disegnatore della saga originale, è facile intuire che stiamo leggendo una copia mal riuscita e soprattutto forzata di un’avventura che, nel bene o nel male, ha segnato la storia recente del Golia Verde.

Molto meglio quando Parker prova a dare una direzione più personale alla serie, introducendo avversari interessanti come il generale Fortean ( che di fatto è una versione più giovane e moderna di Ross ), oppure ripesca dal passato più torbido del protagonista, come nel caso di questa seconda storia, dove ritroviamo un sempre più agguerrito M.O.D.O.K., suo ex complice nella guerra contro Banner, e Zzzax, un mostro composto di energia elettrica che un tempo Ross aveva utilizzato sempre contro il suo odiato avversario verde. Un’avventura divertente, senza particolari pretese, supportata anche dalle energiche tavole di Patrick Zircher.

Se andiamo su Incredibile Hulks, invece, le cose purtroppo non vanno molto meglio… Ai testi troviamo sempre Greg Pak, ma è evidente che ormai sta tirando avanti la baracca a fatica, dopo aver gestito per diversi anni il personaggio.

In quest’ultimo story-arc spedisce il Golia Verde niente meno che a Roma ( ! ), per togliere la sua amata ex moglie dalle grinfie di Tyrannus, deciso a sfruttare i due Hulk per rubare il famigerato Vaso di Pandora dai Musei Capitolini ! Una trama davvero esile e scontata, che non lascia molto se escludiamo il piacere puramente campanilistico di vedere il Gigante Gamma aggirarsi per le strade della nostra capitale, che comunque  è appena abbozzata nelle matite tipicamente “Marvel-style” di Tom Grummett, nel complesso piacevoli ma con poca personalità e cura del dettaglio. I titoli che storpiano classici film e romanzi di 007, poi, come La spia che mi spaccava o Vivi e lascia spaccare, sono già tutto un programma….

In appendice all’albo troviamo Skaar, il figlio di Hulk, che cerca di adattarsi alla sua nuova “casa”, ovvero la Terra Selvaggia, dove ovviamente non mancano Ka-Zar e la sua famiglia. Un misterioso alieno chiamato Il Designer si è impossessato di Shanna, la moglie di Ka-Zar, ed è riuscito in poco tempo a prendere il comando, imponendo il suo volere sulle tribù locali…

Questa miniserie per adesso non offre grandi emozioni, ma è ancora presto per dare un giudizio definitivo, visto la Panini ce ne offre solo mezza storia per volta ( 10-11 pagine ), a mo’ di riempitivo. Diciamo che finchè succede con Skaar è male di poco, quando invece questa sorte toccò al Devil di Bendis e Maleev la cosa era decisamente più preoccupante…!

In conclusione, questa nuova testata dedicata interamente ai personaggi gamma per adesso non è molto convincente, visto che Jeff Parker non sembra aver trovato ancora una direzione precisa per il suo Hulk Rosso e Greg Pak sta attraversando una fase calante del suo ciclo su Hulk, che non a caso si concluderà con il prossimo story-arc. Speriamo che l’arrivo di Jason Aaron possa dare nuova energia e vitalità alla serie, oltre che una caratterizzazione del personaggio più matura e originale…

Voto: 5

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2 Commenti

  1. Grazie Marco per questa tua intrigante e obbiettiva recensione della nuova serie di Hulk. Mi conferma nella scelta, dopo aver acquistato i primi numeri, di abbandonare la famiglia gamma al suo destino. Sono un vecchio nostalgico dell’Hulk di Peter David e non mi hanno mai convinto le storie di Greg Pak… Spero di tornare ad avvicinarmi al gigante di Giada in futuro, ma dovranno adescarmi con qualcosa di veramente emozionante (ecco, Rulk lo salverei: leggere l’arco narrativo di storie che lo vedevano protagonista mi ha divertito, specie con Ed Mc Guinnes alle matite).

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