Panini Comics ripropone le prime avventure di Miguel O’ Hara, alias l’Uomo Ragno del 2099: il fumetto cyberpunk scritto da Peter David e disegnato da Rick Leonardi, proposto in un volume della linea Marvel Gold!

Marvel Gold – Spider-Man 2099

Autori: Peter David (testi), Rick Leonardi (disegni)
Casa Editrice: Panini Comics
Provenienza: USA
Prezzo: € 20,00, 17 x 26, pp. 322, col.
Data di pubblicazione: febbraio 2012

La Marvel ha spesso ambientato le sue storie in contesti futuribili ed è sufficiente pensare alle saghe dei Guardiani della Galassia o di Killraven per rendersene conto.

Tuttavia, negli anni novanta la Casa delle Idee, allora gestita da Tom De Falco, decise di varare una linea editoriale denominata Marvel 2099. Nelle intenzioni originarie, tale divisione doveva essere imperniata su alcuni comic-book ambientati nel 2099, appunto, e che avrebbero dovuto costituire il futuro ufficiale dell’Universo Marvel e non una semplice dimensione alternativa.

In precedenza la casa editrice aveva cercato di creare un nuovo mondo narrativo con il fallimentare New Universe. Malgrado la qualità di alcune testate, però, il New Universe fallì clamorosamente poiché, secondo De Falco, i personaggi non avevano legami diretti con quelli del Marvel Universe propriamente detto. La linea 2099, quindi, partì dal presupposto che esistesse invece un collegamento, per quanto labile, con i supereroi del presente.

Nel 2099, perciò, esistono una squadra di X-Men, un criminale come il Dottor Destino, un’altra versione di Hulk e così via. E naturalmente non poteva mancare un Uomo Ragno. Gli autori coinvolti nell’operazione, inoltre, tentarono di creare fumetti che fossero un mix di avventura supereroica e fantascienza cyberpunk e le prime uscite, almeno nell’immediato, ebbero un certo riscontro di vendite.

Per ciò che concerne Spider-Man 2099, i testi furono affidati a Peter David, uno degli scrittori di punta della casa editrice, apprezzato per la sua leggendaria run di Incredible Hulk. Lo sceneggiatore spiazzò i lettori presentando non un discendente di Peter Parker, come molti ipotizzavano. Andando controcorrente, infatti, David immaginò Miguel O’Hara, giovane ambizioso che lavora per la Stark-Fujikawa, multinazionale citata in tutti i comic-book targati 2099.

Miguel rimane coinvolto in un incidente che gli conferisce particolari capacità e, per una serie di circostanze, decide di combattere il crimine (e le macchinazioni della Stark-Fujikawa) assumendo l’identità dell’Uomo Ragno (e con un costume differente da quello indossato dal signor Parker). Ma ciò avviene in un mondo che ha dimenticato che un tempo esistevano i giustizieri in calzamaglia e l’unica traccia del passato eroico è rappresentata dal culto dei Thoriani, seguaci di una religione che adora Thor e le divinità asgardiane. Il leader della Stark Fujikawa, però, e altri misteriosi personaggi rammentano l’originale Uomo Ragno e da questo dettaglio David delinea una fitta serie di intrighi.

Con la nascita di questo Uomo Ragno, per giunta, iniziano ad apparire versioni futuribili del classici villain dell’Arrampicamuri e David si diverte impostando avventure di impronta fantascientifica ma che tuttavia, al di là delle intenzioni, non hanno molto a che spartire con l’autentica estetica cyber.

Panini Comics ripropone i primi episodi di Spider-Man 2099 in un volume della serie Marvel Gold e, sinceramente, il serial non mi pare l’opera migliore di David. Ripeto, il cyberpunk c’entra poco e siamo nell’ambito di un’avventura sci-fi classica (il vero comic-book cyberpunk fu lo splendido Ghost Rider 2099) e l’autore si limita a scimmiottare malamente l’immaginario di Gibson e Sterling senza riuscirci. Nemmeno i testi e i dialoghi sono eccezionali, a differenza di quelli di Incredible Hulk, e nel complesso la serie è classificabile tra i passi falsi sia della Marvel sia di David e nel giro di un paio d’anni chiuse senza suscitare rimpianti.

Il penciler Rick Leonardi fa comunque un buon lavoro e le sue figure contorte e altamente espressive sono senz’altro efficaci così come pure le complesse e strane architetture dell’universo 2099, raffigurate con indubbia maestria. In seguito, il 2099, che doveva essere, ripeto, il futuro ufficiale del Marvel Universe, divenne una delle tante linee temporali alternative e Miguel O’Hara è stato poi ripescato nella non eccelsa Exiles. Nel complesso, ritengo dunque Spider-Man 2099 un prodotto mediocre dal punto di vista narrativo e sono solo i disegni di Leonardi a spingermi a concedere una stentata sufficienza al volume.

Voto: 6

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6 Commenti

  1. Mi permetto di dissentire sulla tua valutazione dell’opera. Spider-man 2099 (o L’Uomo Ragno 2099 come venne adattato all’epoca) è stata la collana di punta dell’universo 2099. Il personaggio riscosse buoni consensi, ma non tantissimi negli States. La storia di Peter David per me era avvincente e concludeva ogni episodio con un cliffhanger o con delle rivelazioni alquanto shockanti. Inoltre nel 2099 gli autori si potevano spingere in direzioni che non potevano permettersi nell’universo classico usando anche un linguaggio ai limiti del Comics code. Ti ricordo inoltre che Pads è anche un affermato scrittore di fantascienza oltre che un trekkie, suo è anche Imzadi forse il romanzo più bello di Star Trek, uscito proprio nel 1993.
    Se poi vogliamo parlare delle altre testate 2099 solo 2 sono degne di nota: Ghost Rider e Destino. Se la prima poteva vantare i disegni stratosferici di Bachalo e Buckingam con delle trovate grafiche molto interessanti che strizzano l’occhio ai “writers” la seconda è stata la vera sorpresa di quel “sotto universo”. Peccato che la dirigenza non abbia voluto credere fino in fondo nel progetto che era davvero valido e in particolare l’alter ego di spider-man era molto più interessante del Peter Parker e i suoi “sensi di colpa”.
    Di tanto in tanto viene ripescato e ha avuto anche l’onore di apparire nel videogioco “Shattered dimensions” insieme ai vari Spider-man alternativi (ultimate, noir, classic) e nel seguito “The edge of time”.

  2. Totalmente in disaccordo con la recensione.
    Spiderman 2099 è stato uno dei comic americani più belli che abbia mai letto, per lo meno, intendo la gestione David-Leonardi.
    Non credo sia proprio un prodotto mediocre, anzi, è stato con l’abbandono di Leonardi prima, e le forzature alle sceneggiature di David poi (vedi vari crossover del 2099) che han portato la serie ad un imbruttitura clamorosa.
    Condivido pertanto il parere di Harlock sulla serie (e sul romanzo Imzadi).
    Il 2099 mi è rimasto nel cuore, ma il mio è un parere personale.
    Lunga vita pace e prosperità a tutti

  3. Ovviamente anche il mio è un parere individuale. Però è motivato da un’esperienza personale. All’epoca ero molto coinvolto dal cyberpunk e perciò quando la Marvel annunciò una linea ‘cyber’ avevo tante aspettative al riguardo. Di conseguenza, quando lessi le storie di Pad non trovai ciò che mi attendevo poiché, lo ripeto, non mi pare che il contesto fosse realmente cyber, e ne fui deluso. Rileggendo oggi le storie in questo tp non ho potuto fare altro che provare le stesse sensazioni di allora. Sono d’accordo con Harlock quando scrive che le serie 2099 migliori erano quelle di Ghost Rider (che ho citato nella rece) e di Destino (più che altro per la run finale di Warren Ellis) e infatti quelle non mi delusero affatto. Sono altresì al corrente che Pad scrive romanzi di fantascienza però vorrei farti notare che Star Trek è del tutto estraneo allo spirito cyberpunk. Quindi, almeno secondo me, David è perfetto per contesti space opera che però non hanno niente a che spartire con le concezioni sci-fi di Gibson e Sterlin, tutto qui. Ciao.

  4. Un volume stroncato ingiustamente, senza alcuna possibilità di difesa.
    Nonostante siano passati molti anni, spider-man 2099 è rimasto dei cuori di molti e, se viene periodicamente ripescato (come avvenuto su Capitan Marvel e su Exiles) è proprio grazie alle storie che furono realizzate, e che seppero conquistare una generazione tramite le ottime caratterizzazioni di Peter David (è proprio delineando il cast della versione 2099 di Spidey che PAD dimostra quello che vale, attraverso un rovesciamento di ciò che Stan Lee creò sull’arrampicamuri) e i disegni “contorti e altamente espressivi” di Rick Leonardi, che raffigura con indubbia maestria le complesse e strane architetture dell’universo 2099 (grazie all’indiscusso supporto del defunto Al Williamson).
    Se, in seguito, il 2099 divenne una delle tante linee temporali alternative Marvel fu anche a causa del licenziamento di Joey Cavalieri, che era l’editor di tutta la linea editoriale (gesto che spinse tutti gli autori ad abbandonare il progetto, come concreto gesto di protesta nei confronti di quello che giudicavano un errore colossale).
    Una prova tangibile di come un buon fumetto sopravviva nei cuori delle persone.

  5. In totale disaccordo. Ho acquistato il volume, e ho riletto le storie (e i nuovi dialoghi) dopo circa 15 anni. Ritengo che ancora oggi, per lo meno il ciclo riproposto, sia una pietra miliare, parte di un progetto di più ampio respiro dalle incerte fortune, ma comunque degno di nota. Spero ristampino anche RAVAGE.

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