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Iperurania: dilemmi giovanili in salsa sci-fi | Recensione

Vanessa Maran 02/05/2018

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Dopo l’anteprima del Napoli Comicon 2018, esce in tutte le librerie e fumetterie italiane una nuova novità Bao Publishing: Iperurania, graphic novel ad ambientazione fantascientifica del giovane Francesco Guarnaccia, promessa del fumetto italiano che già ha dato prova delle sue capacità grazie all’autoproduzione. Ma cos’è Iperurania? Perché è un pianeta così particolare?

Chi segue il mondo dei collettivi e delle autoproduzioni italiane troverà familiare il nome di Francesco Guarnaccia: infatti, oltre ad aver già pubblicato un fumetto con un importante editore (From Here to Eternity di Shockdom), è particolarmente legato all’associazione culturale Mammaiuto. Quest’anno però il giovane fumettista pisano compie un ulteriore salto di qualità: infatti è della casa editrice Bao Publishing la sua ultima graphic novel, Iperurania. Una graphic novel che Guarnaccia ha deciso addirittura di dedicare a se stesso.

Iperurania è ambientato in un lontano futuro, in un’epoca in cui la colonizzazione dei pianeti non solo è possibile ma è addirittura pratica diffusa. In questo clima di espansione del genere umano, però, esiste un pianeta praticamente inavvicinabile: Iperurania, un globo di modeste dimensioni del quale si sa veramente poco, a parte che è disabitato (con l’eccezione di un tipo di flora “tentacolare”).

Iperurania è un pianeta impossibile da colonizzare. A causa del suo campo gravitazionale, chi entra non può più uscire; inoltre è dotato di un campo magnetico isolante che rende impossibile l’utilizzo della tecnologia entro i suoi confini. Per trovare la possibilità di esplorare Urania, gli esseri umani hanno costruito una stazione spaziale che orbita intorno al pianeta, ma con il tempo questo obiettivo si è ridimensionato, trasformandosi da missione scientifica a… hobby.

Coloro che si avvicinano ad Urania per studiarne la superficie sono i fotonauti, altrimenti detti Shooting Stars, il cui scopo è quello di scattare fotografie il più spettacolari possibili di Iperurania. Bun, il protagonista della graphic novel, è un ragazzo che sogna proprio di diventare un fotonauta professionista, nonostante per ora la fortuna non sia stata dalla sua parte. Le cose però sono destinate a cambiare quando Bun scopre… di poter teletrasportarsi su Iperurania!

Nonostante l’ambientazione fantascientifica, i personaggi e il mondo di Iperurania sono costruiti in modo tale da avere molti punti in comune con il nostro presente: gli Shooting Stars sono una sorta di influencer che vengono ammirati per le loro foto, mentre invece la società rimane ipnotizzata da quello che è molto simile allo schermo di una televisione. Lo stesso Bun prova gli stessi turbamenti che anche un ragazzo ventenne di oggi si ritrova a provare: la paura di essere una delusione e di non riuscire a combinare nulla nella vita, la preoccupazione di non avere nessun talento particolare e il timore di non meritarsi i propri successi.

Ma non solo: Iperurania pone al protagonista e al lettore una domanda alla quale è difficile rispondere, una domanda che non verrà spoilerata in questa recensione per permettere a chi lo leggerà di godere appieno di questo fumetto. E, dilemmi esistenziali a parte, Iperurania intrattiene il lettore con una buona dose di umorismo e con uno stile scorrevole che rende queste 193 pagine una lettura veloce, ma comunque immersiva.

I disegni di Guarnaccia sono caratterizzati da colori anni Ottanta e, soprattutto, da una sottile linea geometrica e da un tratto grafico che li rendono subito riconducibili al suo autore: una caratteristica non da poco.

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