Marvel: tutti i film in una speciale classifica

Pubblicato il 19 Aprile 2018 alle 18:00

Avengers: Infinity War arriverà in Italia il 25 aprile

In un’innovativa operazione commerciale senza precedenti, i Marvel Studios hanno segnato la storia del cinema estremizzando – nel bene e nel male – il concetto di saga, fino ad arrivare a definire gli standard della serializzazione cinematografica.

Per ingannare l’attesa spasmodica che ci accompagnerà fino a pochi secondi prima dell’inizio di Avengers: Infinity War, MangaForever ha voluto ripercorrere la storia dei primi dieci anni di Marvel Cinematic Universe attraverso una speciale e definitiva classifica che elenca tutti i diciotto film, dal peggiore al migliore.

18 – L’Incredibile Hulk di Louis Leterrier

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C’era una volta un Bruce Banner interpretato da Edward Norton che amava una Betty Ross interpretata da Liv Tyler,  e un abominevole mostro chiamato Abominio interpretato da Tim Roth che voleva rovinare la festa a tutti quanti. L’Incredibile Hulk è il film che ogni fan Marvel finge di non conoscere, la macchia nera su una fedina penale immacolata, l’unico intoppo produttivo di una macchina industriale perfetta. Passiamo oltre senza curarcene. Voi ve lo ricordate? Chi? Cosa? Di che film stavamo parlando?

17 – Iron Man 2 di Jon Favreau

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Il più grande errore di Iron Man 2 è quello di aver sognato troppo in grande. Lo script di Justin Theroux era talmente ambizioso e talmente pieno di roba da crollare sotto il suo stesso peso: si doveva ampliare la storia di Tony Stark dopo gli eventi del primo film mentre contemporaneamente andavano piantate le fondamenta in preparazione di The Avengers, e nonostante qualche punto a favore (l’introduzione della Vedova Nera, Sam Rockwell) il terzo film del Marvel Universe rimane purtroppo un fallimento su (quasi) tutta la linea.

16 – Thor: Dark World di Alan Taylor

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A proposito di fallimenti: non credete a quelli che spacciano Thor: The Dark World per un pessimo film. Okay, forse è un passo indietro rispetto al primo Thor di Kenneth Branagh, e sicuramente non è un film perfetto, ma al contrario di Iron Man 2 (che parte male e finisce peggio) il film di Alan Taylor è un crescendo di miglioramenti: da una prima parte troppo dark (pesantemente influenzata da Il Trono di Spade, dal quale Alan Taylor proveniva) che sembra non appartenere a quel mondo narrativo, il film progredisce verso atmosfere più leggere e situazioni memorabili che gli conferiscono una certa personalità (e stabiliscono che questi personaggi devono essere divertenti e non seriosi; cosa che chi verrà in seguito dimostrerà di aver compreso in pieno).

15 – Doctor Strange di Scott Derrickson

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La cosa peggiore in assoluto di Doctor Strange è che assomiglia terribilmente ad un clone del primo Iron Man mescolato con elementi presi da Batman Begins. La cosa migliore è che riesce a distinguersi notevolmente dal resto dei film del Marvel Cinematic Universe: grazie alla sua natura mistico-psichedelica, il film di Derrickson amplia non poco il mondo narrativo all’interno del quale nasce, tralasciando armature e scudi e alieni e dei semi-immortali per concentrarsi su nuovi elementi, come la magia, i viaggi nel tempo e la spiritualità. Esattamente a metà fra il già visto e l’innovazione, c’è lo strano Doctor Strange.

14 – Avengers: Age of Ultron di Joss Whedon

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La storia del cinema è piena di sequel migliori del capitolo originale. Anche all’interno del Marvel Universe ci sono secondi e/o terzi episodi migliori di quelli precedenti. Per Age of Ultron il discorso non vale. Un Joss Whedon parecchio appannato e forse anche molto stanco torna a scrivere e filmare il supergruppo di supereroi contestualizzandoli all’interno di un’avventura all’apparenza molto più dark rispetto a quella del film del 2012, che però in fin dei conti è soltanto più pretenziosa. Se devi essere serio allora devi essere coerente ed esserlo fino in fondo, ma Avengers 2 è talmente indeciso su quale strada imboccare che alla fine rimane fermo al casello in attesa di non si sa ancora bene cosa. I momenti migliori (pochi) spiccano all’interno di una storia piuttosto banale, incentrata su uno dei cattivi più intellettualmente stupido, chiacchierone e pedante che la storia del cinema ricordi.

13 – Iron Man 3 di Shane Black

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Il primo tentativo di inserire un’impronta autoriale nel contesto industriale del Marvel Cinematic Universe: l’acclamato sceneggiatore/regista Shane Black viene chiamato a dirigere Robert Downey Jr. dopo avergli risollevato la carriera nel 2005 con Kiss Kiss Bang Bang e il risultato è ambivalente. Molto divisorio alla sua uscita, Iron Man 3 è per certi versi il miglior film su Tony Stark (c’è tutto un discorso molto fine sul disturbo da stress post traumatico e sulla vita di coppia – il protagonista veniva dai fatti di Avengers – un grande ribaltamento delle attese sul villain, la figura spielberghiana del bambino che è un tratto caratteristico di Black), per altri invece il peggiore. Riuscito per i primi due-terzi, il film scade molto negli ultimi 20-15 minuti, quando invece avrebbe dovuto dare il suo massimo.

12 – Black Panthern di Ryan Coogler

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Primo supereroe nero, fra i maggiori successi commerciali della storia del cinema, molto schierato politicamente, alcune sequenze davvero ben girate, un indimenticabile cattivo e una trama molto elementare che però presenta almeno due grandi colpi di scena e ci proietta direttamente ad Avengers: Infinity War: in sostanza, Black Panther è tutto ciò che Iron Man 2 sperava di diventare. Come si dice, sbagliando si impara.

11 – Thor di Kenneth Branagh

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Il pregio maggiore del primo Thor di Kenneth Branagh è quello di aver scritturato e lanciato Chris Hemsworth e Tom Hiddleston, che nel corso degli anni si sono dimostrati due dei motivi principali del successo del superfranchise Marvel. Non guasta poi che il regista di Enrico V e Amleto nel suo non voler strafare imbastisce una trama semplice, che però nel tragitto da a a b non è mai banale e soprattutto raccoglie elementi shakesperiana mescolandoli con humor, dramma, romanticismo, mitologia e azione.

10 – Ant-Man di Peyton Reed

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La grandezza di Ant-Man è la sua genuina caratteristica di non prendersi mai sul serio: il film sa essere sempre divertente, commovente di tanto in tanto (nel parlarci del rapporto padre-figlia) e anche spaventoso in qualche segmento, ma Peyton Reed sa bene di dover raccontare la storia (scritta da Edgar Wright) di un ladruncolo da due soldi che impara a rimpicciolirsi e a parlare con le formiche. Una piccola grande scommessa vinta per un heist movie supereroistico a dir poco esilarante e con un cuore immenso.

9 – Guardians of the Galaxy 2 di James Gunn

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Sequel di uno dei migliori cinecomic di sempre, Guardians of the Galaxy 2 riesce a fare tutto quello che Age of Ultron non ha saputo fare per gli Avengers: espandere il mondo di riferimento (la Galassia), allargare le fila del gruppo con personaggi ben caratterizzati (non solo Mantis e Yondu: il lavoro che viene fatto su Nebula è sublime, e inoltre vengono introdotti nuovi personaggi per il terzo capitolo), fornire un cattivo che non sia una macchia monodimensionale (unica pecca del primo film). Una bella storia sull’importanza della famiglia e sulla devastante pericolosità dell’Ego.

8 – The Avengers di Joss Whedon

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Prima di The Avengers, non era mai stata fatta una cosa simile: i protagonisti di film precedenti dovevano confluire in un film a se stante, e quel film doveva funzionare sia nel portare avanti le storie di quei personaggi, sia nel raccontare una storia completamente nuova. Come si poteva anche solo pensare di riuscire a bilanciare così tanti elementi ben distinti all’interno di un blockbuster da due ore? Uno dei più imponenti e ambiziosi progetti hollywoodiani mai realizzati, che ancora oggi tutti gli studios cercano di imitare nella speranza di riuscire a replicarne il successo.

7 – Captain America: Civil War di Anthony e Joe Russo

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Anthony e Joe Russo, sulla scia del trionfo delle atmosfere di fanta-politica di The Winter Soldier, continuano il loro racconto di spie e complotti allargandolo a tutti gli eroi Marvel terrestri. Idealismo contro Conformismo, l’introduzione di Black Panther e Spider-Man, un po’ Captain America 3, un po’ Iron Man 4  e un po’ Avengers 2.5Civil War gestisce con estrema maestria un cast esorbitante e una trama adulta e complessa, nel corso di due ore e mezza che si prendono l’impegno di scombussolare totalmente lo status-quo dell’intero Marvel Universe.

6 – Captain America: Il Primo Vendicatore di Joe Johnston

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La straordinaria idea alla base del film di Joe Jonhston è quella di mostrarci quanto Captain America sia l’eroe perfetto per il nostro tempo, portandolo però in un tempo precedente al nostro. Sostanzialmente un war-movie con un supersoldato, Il Primo Vendicatore è un trionfo su tutta la linea perché, all’interno di un contesto molto oscuro (la Seconda Guerra Mondiale) riesce a far emergere il lato più umano di un protagonista che è allo stesso tempo emblema nazionalista e ragazzo comune, e il film in se, oltre ad essere divertente e appassionante, sa essere incredibilmente drammatico (“Avevo un appuntamento” rimane ancora oggi una delle migliori battute del Marvel Universe).

5 – Thor: Ragnarok di Taika Waititi

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Tutt’altro registro rispetto a The First Avenger è quello che sul quale il regista Taika Waititi ha voluto improntare il suo Thor: Ragnarok. Coloratissimo, esilarante e dichiaratamente camp, il terzo capitolo della saga di Thor è forse il lungometraggio più autoriale dei Marvel Studios (che vi piaccia o meno Waititi, la sua visione è chiara e specifica) che allo stesso tempo diventa un’esaltazione del Marvel-style. Con estrema intelligenza il film riesce a svecchiare un personaggio molto distante rispetto al pubblico di riferimento (immedesimarsi in un protagonista è una delle regole principali della drammaturgia, e spiegatemi come si fa ad immedesimarsi in un Dio) umanizzandolo attraverso un processo specifico di maturazione ed evoluzione che parte dal protagonista per poi allargarsi e contagiare tutti i personaggi (Loki e Valchiria in primis, ma anche Asgard tutta).

4 – Iron Man di Jon Favreau

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Il primo e il più importante, l’antesignano, il prototipo di origin story intesa come presentazione ad un pubblico mondiale di un personaggio fino ad allora praticamente sconosciuto (o conosciuto solo da chi bazzicava il mondo dei fumetti) e subito dopo super mega star. Stark, anzi. Eccentrico e ingestibile, il genio bello e impossibile che si costruisce la sua super armatura da solo sarà destinato a diventare il personaggio più amato e riconoscibile del Marvel Universe, e il merito è da attribuire al regista Jon Favreau e alla sua visione dal taglio punk rock. Che, tra l’altro, si chiude con uno dei migliori finali della storia del cinema. Tutto quello che è venuto dopo, lo si deve a questo film.

3 – Spider-Man: Homecoming di Jon Watts

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Definito dal regista come il più costoso film indie mai realizzato, Spider-Man: Homecoming è un capolavoro per come riesce ad amalgamare l’elemento superomistico con il teen-drama, bilanciando i due elementi senza che l’uno risulti preponderante sull’altro. In questo modo Jon Watts riesce a dipingere in modo perfetto l’affresco della quotidianità di un adolescente come tanti che però è segretamente unico e speciale: è Spider-Man, ma deve partecipare alle gare di decathlon del liceo, deve nascondere il suo costume dagli occhi indiscreti di sua zia, trovare il coraggio di invitare al ballo di fine anno la ragazza per cui ha una cotta e nel frattempo fare colpo su Tony Stark, che potrebbe o meno reclutarlo negli Avengers. C’è il villain più umano e meglio scritto dei cine-comic e il terzo atto si apre col miglior colpo di scena del Marvel Universe. L’unica cosa che si può desiderare di più, è il già annunciato sequel.

2 – Guardians of the Galaxy di James Gunn

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Più che film di supereroi, James Gunn con Guardians of the Galaxy realizza una space opera con tutti i crismi necessari per essere accostata ai migliori film di fantascienza hollywoodiani. Nel film c’è di tutto: umorismo, personaggi splendidamente raccontati e approfonditi, uno stile visivo ben riconoscibile, lo spazio, le astronavi, tanta fantasia, tantissimo colore, ancora più calore, una serie di battute indimenticabili e un albero parlante dal vocabolario striminzito (Io, Sono, Groot: con tre parole, il personaggio di Vin Diesel comunica tutto). Grandissimo cinema di intrattenimento.

1 – Captain America: The Winter Soldier di Anthony e Joe Russo

Captain America The Winter Soldier Cap V Bucky

Mescolando l’azione supereroistica alle atmosfere da thriller politico-cospirativo anni ’70 (il casting di Robert Redford, protagonista de I Tre Giorni del Condor di Sydney Pollack, non è affatto casuale), Captain America: The Winter Soldier ribalta la saga di Steve Rogers, che se nel film d’esordio era descritto come un uomo fuori dal suo tempo perché moderno e avveniristico nel contesto di un’epoca per noi vecchia e superata, qui diventa un uomo superato in un mondo che è andato avanti senza di lui. Anthony e Joe Russo, all’esordio nel mondo dei blockbuster dopo le due ottime commedie Welcome to Collinwood e Tu, Io e Dupree (la carlitudine!) ci raccontano di un’America paranoica, corrotta, di Snowden e della delicata questione fra sorveglianza cittadina e terrorismo, realizzando contemporaneamente alcune delle scene d’azione più memorabili degli ultimi anni. Viene introdotto Falcon, Nick Fury e la Vedova Nera vengono approfonditi meglio di quanto fosse stato fatto nei film precedenti, e soprattutto Steve viene messo di fronte al personaggio più interessante e ambiguo della saga, Il Soldato d’Inverno; che non solo è lo specchio oscuro e corrotto della sua personalità (e se l’Hydra avesse ripescato Steve invece che Bucky?) ma rappresenta anche l’unico pezzetto di quella vita perduta che l’eroe a stelle e strisce può ancora sperare di salvare.

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